Un nuovo fronte della competizione strategica

Le due superpotenze stanno ora discutendo come ridurre i rischi dell’intelligenza artificiale (AI) applicata alla sicurezza nazionale. Esperti statunitensi e cinesi hanno proposto limiti sul nucleare, controllo umano sugli attacchi informatici e una linea diretta per gli incidenti, inserendo l’AI nella tradizionale relazione strategica tra Washington e Pechino.

Rischi di una risposta automatizzata

Un sistema di AI che interferisce con una rete di comando nucleare o avvia autonomamente un’operazione informatica militare può trasformare un errore tecnico in una crisi tra potenze nucleari. Il problema principale è il tempo: davanti a un’attività apparentemente ostile, i responsabili politici e militari potrebbero avere pochi minuti per stabilire se si tratta di un attacco deliberato, di un malfunzionamento o di un comportamento imprevisto di una macchina.

Architettura di sicurezza proposta dagli esperti

Il gruppo di studiosi ha delineato tre linee rosse:

    • Divieto di delegare decisioni nucleari a sistemi autonomi.
    • Obbligo di mantenere controllo umano significativo su operazioni informatiche con conseguenze strategiche.
    • Creazione di un canale di comunicazione diretto tra Washington e Pechino per gestire eventuali incidenti provocati da sistemi autonomi.

Contestualizzare la disputa sull’AI

Finora la competizione si è concentrata su semiconduttori avanzati, capacità di calcolo, modelli di frontiera, restrizioni alle esportazioni e autonomia tecnologica. Ora la questione si sposta direttamente nella sicurezza strategica, avvicinandosi a temi che per decenni hanno riguardato il controllo degli armamenti nucleari.

Le raccomandazioni pubblicate

Le proposte sono state pubblicate il 9 settembre 2026 dalla Brookings Institution. Gli autori, Melanie Sisson (senior fellow) e Tianjiao Jiang (professore associato alla Fudan University), partecipano al dialogo “Track II” sull’AI e la sicurezza nazionale organizzato dal 2019 da Brookings e dal Center for International Security and Strategy della Tsinghua University.

Il peso politico delle proposte

Le raccomandazioni arrivano in vista di nuovi colloqui a Washington previsto per il 24 settembre, dove il presidente Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping dovranno affrontare il tema dell’AI. Reuters ha riferito che il dossier sarà tra i punti all’ordine del giorno, mentre lo stesso giorno il segretario al Tesoro Scott Bessent ha annunciato un incontro con il vicepremier cinese He Lifeng.

Una competizione tecnologica ancora accesa

Washington considera la leadership nell’AI una componente chiave della propria capacità economica e militare. Pechino, dal canto suo, contesta le restrizioni americane sulle tecnologie avanzate e punta a ridurre la dipendenza dai semiconduttori occidentali. Il 17 settembre Huawei ha presentato nuove tecnologie per aumentare la capacità di calcolo destinata all’AI, rafforzando il programma cinese di sviluppo di un ecosistema domestico alternativo.

Base politica già esistente

Nel novembre 2024, Joe Biden e Xi Jinping avevano concordato sul principio secondo cui le decisioni sull’impiego di armi nucleari devono rimanere sotto controllo umano. La Brookings considera quell’intesa il punto di partenza per regole più dettagliate applicabili ai sistemi di AI utilizzati nelle attività militari.

Estensione del principio alle cyber‑operazioni (proposta di Sisson)

Melanie Sisson propone di estendere il principio di controllo umano alle operazioni informatiche più sensibili. Secondo la ricercatrice, soltanto gli esseri umani dovrebbero poter autorizzare un attacco informatico contro:

    • i sistemi nucleari di comando, controllo e comunicazione dell’altro Paese;
    • infrastrutture strategiche critiche, come reti elettriche, finanziarie e sanitarie.

Questo approccio mira a ridurre l’ambiguità dell’attacco, poiché un sistema autonomo può superare i limiti programmati, interpretare male un segnale o essere compromesso da attori esterni.

Definizione esplicita di “controllo umano” (proposta di Jiang)

Tianjiao Jiang suggerisce una formula ancora più chiara:

    • L’AI non deve poter decidere autonomamente l’impiego di un’arma nucleare.
    • Qualsiasi attacco contro sistemi di comando nucleare deve essere autorizzato da un operatore umano.
    • Le protezioni devono estendersi a infrastrutture essenziali: energia, finanza e sanità.
    • Definire un concetto condiviso di meaningful human control, verificabile da entrambe le parti, per impedire alla macchina di assumere decisioni irreversibili.

Prove empiriche: il rapporto SIPRI del febbraio 2026

Un rapporto dello Stockholm International Peace Research Institute (febbraio 2026), a cura di Lora Saalman, ha analizzato l’integrazione dell’AI nelle posture nucleari di Cina, India e Stati Uniti. Lo studio rileva che Washington e Pechino hanno sostenuto il principio del controllo umano, ma allo stesso tempo mostrano una crescente integrazione dell’AI nei