La Commissione Europea ha sancito Temu con una multa di 200 milioni di euro, che rappresenta la più alta sanzione mai comminata finora sotto la Legge sui Servizi Digitali (DSA). La piattaforma cinese di commercio elettronico è accusata di non aver rilevato né bloccato la vendita di articoli dannosi per i consumatori europei, da semplici caricabatterie fino a giocattoli per bambini. L’autorità europea ha dichiarato che Temu non ha applicato una valutazione adeguata per prevenire i rischi sistematici derivanti dalla vendita di prodotti illegittimi.

La DSA richiede alle grandi piattaforme di vigilare su ciò che circola sui loro servizi e Temu ha commesso un omesso controllo del proprio sistema di sicurezza. La Commissione non ha identificato una singola vendita problematica, ma un fallimento di sistema in grado di esporre i consumatori europei a prodotti illegali. Henna Virkkunen, vicepresidente della Commissione europea, ha commentato che l'accusa non è un tratto burocratico, ma la struttura fondamentale della DSA.

I controlli effettuati hanno incluso un'analisi "nascosta" condotta attraverso un fornitore esterno. Questo ha effettuato test di laboratorio su oggetti selezionati a caso. Le prove hanno evidenziato problemi gravi in tre categorie: caricabatterie, giocattoli o oggetti per neonati e oggetti in pietra. I prodotti in questione sono stati confrontati con una vasta quantità di dati, compresi controlli doganali e la base di dati europea ICSMS, rivelando percentuali molto alte di articoli irregolari, sebbene la Commissione non abbia rivelato cifre esatte.

Sarà inoltre investigata la tecnologia utilizzata da Temu, in particolare i sistemi di raccomandazione e le campagne promosse da influencer affiliati. Si ritiene che questi metodi potessero amplificare la diffusione di prodotti problematici. Inoltre, gli analisti hanno sottolineato che Temu ha incluso informazioni generali del settore in luogo di valutare effettivamente il contenuto del suo sito web.

La sanzione ammonta a 200 milioni di euro, che rappresenta quasi lo 0,38% del fatturato previsto di Temu per il 2025 (stimato intorno ai 53 miliardi di euro), ben lontano dal limite massimo del 6% che la regolamentazione permette. Questo livello moderato di penalità è giustificato con la richiesta di proporzione rispetto a ulteriori investigazioni in corso.

Le lamentele per l'azienda hanno iniziato a crescere dal 2024, a seguito delle denunce da parte dell’Organizzazione Europea dei Consumatori (BEUC) e di 17 sue associazioni nazionali. Queste hanno sollevato problemi risonanti in diverse nazioni, che ora stanno facendo il giro d'Europa.

Temu ha un periodo di tre mesi per versare la multa e fino al 28 agosto per presentare un piano d'azione correttivo alla Comunità. Il Comitato europeo per i servizi digitali dovrà riesaminarlo in un mese e fornire una sua risposta. Dopo di ciò, la Commissione europea avrà un mese ulteriore per decidere in modo definitivo la sua richiesta e quando effettuare la sanzione. Se l’azienda non dovesse rispettare i termini, sarà soggetta a multe periodiche di varia frequenza fino a quando non rispetterà le norme.

Sebbene Temu possa in appello contestare la decisione in tribunale, la Commissione europea ha gia avvertito che la multa è definitiva, e non intende ridurla nemmeno una volta che l'azienda modifichi la sua condotta. L’azione mira dunque a incentivare un comportamento conforme alle regole, a lungo termine.

Per riferimento, la multa precedentemente comminata a X di 120 milioni di euro nel dicembre scorso, era il massimo registrato. La multa che Temu riceve è superiore, nonostante la Commissione Europea abbia dimostrato di adattare le misure in base alla proporzionalità.

Le critiche della Commissione Europea verso Temu indicano che sono stati fatti notevoli tentativi da parte dei consumatori e della società civile per far luce sulla questione. La richiesta di una maggiore trasparenza per la salute e la sicurezza dei consumatori non è solo una regolamentazione, ma una priorità per il mercato europeo.

In conclusione, l'episodio segnala un momento cruciale per le tecnologie digitali, in cui le aziende hanno il dovere di rispettare le normative e di garantire la massima sicurezza per i consumatori. Nonostante le risorse e la portata globale, aziende come Temu dovranno rivedere i propri sistemi di controllo se si vuole mantenere una credibilità internazionale.