La trasformazione digitale resta una priorità per imprese di ogni settore, ma il divario tra strategia ed execution continua a essere ampio. Molti percorsi di innovazione si fermano infatti alla fase di progettazione, senza tradursi in interventi operativi capaci di incidere su processi, organizzazione e performance. Nel cercare una leva per superare questo scoglio, aumenta quindi l’attenzione verso modelli che integrano visione, competenze specialistiche e capacità di implementazione, accompagnando le aziende lungo l’intero percorso: dalla definizione degli obiettivi fino alla messa a terra di soluzioni concrete basate su dati e intelligenza artificiale.

Un approccio strategico basato sull’intelligenza artificiale

La trasformazione digitale non fallisce quasi mai per mancanza di tecnologia, ma per l’incapacità di tradurre l’innovazione in cambiamento reale. Strategia, governance e competenze diventano determinanti per la riuscita: “Le principali difficoltà riguardano tre ambiti. Il primo è la distanza tra strategia e execution: molte iniziative nascono come esercizi di innovazione ma non vengono tradotte in piani operativi concreti. Il secondo è la debolezza dei modelli di governance, spesso privi di una chiara ownership e di un coordinamento efficace tra business, IT e funzioni di controllo. Il terzo è il change management: senza un presidio strutturato del cambiamento, le organizzazioni faticano ad adottare nuovi processi e modelli operativi, anche quando la tecnologia è disponibile”.

Occorre impostare il percorso in modo integrato fin dall’inizio, collegando visione, priorità operative e capacità di assorbimento dell’organizzazione: “È fondamentale progettare la strategia già in ottica di execution, integrando sin dall’inizio tre dimensioni: advisory, innovation e change management. Questo significa costruire roadmap incrementali, identificare use case ad alto impatto, definire KPI chiari e soprattutto accompagnare il cambiamento organizzativo. L’advisory ha un ruolo centrale nel tradurre la visione strategica in modelli operativi sostenibili, mentre l’innovation deve essere orientata al valore e non solo alla sperimentazione”, aggiunge.

I tre pilastri del successo

    • 1. Visione strategica e governance robusta: Serve un modello di governance chiaro, che garantisca un ownership efficace e un coordinamento tra i diversi settori aziendali.
    • 2. Cambiamento organizzativo strutturato: Per permettere all’azienda di adottare nuovi processi, è necessario accompagnarlo con un piano di change management articolato.
    • 3. Competenze interne e partnership qualificate: Investire sulle persone e su esperti esterni che riescano a guidare l’organizzazione nel processo di innovazione.

Il fattore distintivo diventa la capacità delle persone di interpretare, governare e rendere scalabile la trasformazione: “Le competenze sono il vero abilitatore della trasformazione. In particolare, diventano centrali le competenze legate all’innovazione e alla capacità di guidare il cambiamento, oltre a quelle tecnologiche. La trasformazione digitale è prima di tutto una trasformazione organizzativa”, precisa.

La formazione: una leva strategica

Proprio la crescita delle competenze è oggi uno dei principali fattori competitivi per le organizzazioni. L’accelerazione dell’AI impone di superare una visione puramente tecnica della formazione. Servono profili capaci non solo di usare le tecnologie, ma di integrarle nei processi, nei modelli decisionali e nella cultura aziendale. Per Vaccaro “accanto alle competenze tecniche, come data, cloud, cybersecurity e AI, diventano fondamentali competenze di innovation management, change management e stakeholder engagement. Le soft skills, come adattabilità, leadership e capacità di lavorare in contesti complessi, sono determinanti per garantire l’adozione reale delle iniziative”.

La formazione deve essere ripensata come un percorso continuativo, capace di accompagnare le persone nell’evoluzione dei ruoli e delle modalità di lavoro: “In un contesto AI driven, la formazione deve evolvere da iniziativa episodica a leva strategica continua. Non si tratta solo di aggiornare competenze tecniche, ma di sviluppare una cultura dell’innovazione e del cambiamento diffusa. I programmi più efficaci sono quelli che integrano formazione, sperimentazione e accompagnamento operativo”.

AI: non solo una tecnologia, ma un acceleratore

L’AI non rappresenta solo una leva tecnologica, ma un acceleratore della capacità esecutiva delle organizzazioni. Il suo valore non si misura nella sperimentazione, ma nella possibilità di rendere più rapidi, intelligenti e scalabili i processi decisionali e operativi. In questo senso, un approccio AI driven deve essere progettato come parte integrante del modello di execution: “Un approccio AI driven consente di rendere l’execution più efficace e scalabile. I dati permettono di prendere decisioni più informate, mentre l’AI abilita automazione, previsione e ottimizzazione dei processi. Tuttavia, il vero valore emerge quando questi strumenti sono inseriti all’interno di un modello di governance e change management strutturato, che ne garantisca l’adozione e l’impatto sul business”, commenta Vaccaro.

Il ruolo di un partner di trasformazione

Il valore di un partner di trasformazione si misura nella capacità di collegare visione strategica, innovazione e realizzazione concreta. In questo scenario, la differenza non sta solo nella competenza tecnologica, ma nella capacità di accompagnare l’impresa lungo tutto il percorso di cambiamento. È su questa integrazione tra advisory, innovation e delivery che Relatech costruisce il proprio posizionamento: “Relatech si distingue per un approccio che integra in modo nativo advisory, innovation e delivery tecnologica. Il valore della BU Advisory è proprio quello di fare da ponte tra strategia ed execution, accompagnando le aziende nella definizione di modelli operativi, nella gestione del cambiamento e nella valorizzazione dei dati”.

I vantaggi di un modello integrato

Questo approccio “consente di superare la frammentazione tipica dei progetti di trasformazione, accelerando il time-to-value e garantendo risultati concreti e sostenibili. L’integrazione tra piattaforme digitali, AI e competenze di change management permette infatti di trasformare l’innovazione in reale vantaggio competitivo”, conclude. Dunque, un modello integrato che permette di affrontare la trasformazione non come una somma di iniziative separate, ma come un percorso coerente, misurabile e orientato al valore.