Theker è una startup emergente nel settore della robotica e dell’intelligenza artificiale, con un obiettivo ambizioso: sviluppare macchine robotiche modulari in grado di svolgere diversi compiti industriali, invece di limitarli a un unico compito. Questo approccio ha attirato l’attenzione del settore manifatturiero, che cerca soluzioni rapide all’automazione nonostante l'assenza di una manodopera sufficiente.
Il problema del manodopera e la soluzione di Theker
Gli umanoidi non sono ancora pronti per sostituire in toto i lavoratori in ambito industriale, ma il settore non può attendere. Di conseguenza, sempre più aziende di produzione si sono interessate a iniziative di start-up che offrono soluzioni all’automazione più agili, flessibili e adattabili.
Carla Gómez Cano, co-fondatrice di Theker, ha spiegato in un'intervista al TechCrunch: “Se devi sempre mettere lo stesso biscotto nella stessa scatola, allora il robot funziona perfettamente, ma molte processi non sono così lineari.” La startup cerca di risolvere quei problemi industriali dove le compiti non seguono uno schema uniforme.
I robot adatti a compiti complessi
I robot di Theker sono progettati per essere modificabili e adatti a ambienti industriali diversi, un approccio opposto rispetto ai robot umanoidi come quelli sviluppati da Boston Dynamics. I loro bracci, mani e intera forma possono essere sostituiti o ridimensionati in base al compito, che può andare dallo sperimentare con prodotti variabili come abbigliamento, confezionamento o gestire lattine e bottiglie in un magazzino.
I finanziamenti e il ruolo di investitori strategici
A sostenere questa visione non sono mancate grandi aziende. La multinazionale Inditex, casa madre di Zara, è tra gli investitori iniziali, un chiaro segnale del potenziale che Theker rappresenta per il settore. Tuttavia, l’obiettivo non si limita al retail, ma si estende anche a settori industriali più complessi.
Come confermato da Gómez Cano, Theker ha appena raccolto 85 milioni di dollari in un finanziamento di serie A, il più grande mai registrato in Europa per il settore robotica. Meno di un anno dopo aver chiuso un round iniziale record, questa serie A è stata guidata da CRV, un’azienda di venture capital americana, insieme ad investitori strategici come Samsung e Aglaé Ventures, controllata da Bernard Arnault, presidente di LVMH.
La partnership con Samsung
Secondo Gómez Cano, Samsung non è attualmente un cliente di Theker, ma i due hanno discusso avanzamenti riguardo possibili partnership. Ricevere Samsung come cliente, partner strategico e investitore sarebbe fondamentale per Theker; rappresenterebbe una sintesi perfetta di introiti, credibilità e accesso al mercato manifatturiero globale.
Scalabilità e crescita futura
Ciò che differenzia Theker da molte startup rivali è la sua strategia di andare direttamente ai reparti logistici e operativi, invece di testare prototipi in laboratori. Questo percorso ha portato la startup a sviluppare una mostra a Barcellona dove i clienti possono vedere i robot in azione, con la volontà di replicarla anche in Europa, negli Stati Uniti e in Asia.
Per sostenere questa scalabilità, Theker sta ampliando il proprio team. Gómez Cano ha riferito che la startup riceve oltre 15.000 richieste di lavoro e deve “selezionare come pazzi”. Prevede che entro la fine dell'anno il numero di collaboratori possa passare da una dozina di persone a 120.
Puntare sull’ecosistema europeo
Nonostante la concorrenza da parte di Paesi asiatici o americani, Theker ha scelto di mantenere la sede a Barcellona, considerata un centro nevralgico crescente per la tecnologia robotica. Secondo Gómez Cano, la localizzazione non è un ostacolo, ma un vantaggio strategico da sfruttare al massimo. “Non è mai stato un ostacolo alla nostra accelerazione,” ha sottolineato.
