Il Consiglio Superiore della Pubblica Amministrazione ha approvato un emendamento che estende il divieto di contatto commerciale telefonico agli operatori energetici senza il permesso esplicito del consumatore. Questi limiti, fino ad ora, si applicavano principalmente agli operatori di telecomunicazioni. Le modifiche fanno parte del decreto fiscale "accise ter", recentemente ratificato dal Senato.
Modifiche normative in materia di tutela del consumatore
Nel contesto dell'emergenza legata ai prezzi elevati e la crisi energetica, il governo italiano ha preso ulteriori misure per garantire una maggiore protezione ai consumatori. Il decreto legislativo numero 63, noto come decreto bollette, ha incluso modifiche all’articolo 51 del Codice del Consumo. L'obiettivo è di limitare i canali commerciali non richiesti per evitare pressione sui consumatori. Queste modifiche riguardano i solleciti telefonici e i messaggi digitali per l'offerta di forniture energetiche e telecomunicazioni.
Asimmetria normativa e richieste di modifica
Inizialmente, il divieto non veniva applicato agli operatori energetici. Tuttavia, il testo normativo ha evidenziato una chiara discrepanza con gli standard di protezione del consumatore. Un emendamento proposto da forze politiche bipartisan, tra cui Lega e Forza Italia, ha esteso il divieto anche agli operatori del mercato dell'energia. L'emendamento è stato discussa e votata in seduta ufficiale del Senato.
Come funzionerà il nuovo divieto
A partire dal 19 giugno, tutti gli operatori autorizzati a fornire servizi di gas, energia elettrica o telecomunicazioni dovranno rispettare un chiaro divieto di contatto non esplicito. I professionisti non possono promuovere offerte telefoniche o via SMS a consumatori non interessati, a meno che non vi sia una richiesta diretta oppure una richiesta esplicita di ricevere proposte commerciali. In ogni caso, i clienti devono esprimere un consenso diretto per ricevere comunicazioni. Questa modifica non include le comunicazioni di servizio necessarie per la gestione dei contratti esistenti.
Il testo aggiornato del comma 8-bis
Il testo modificato include anche le telecomunicazioni nel testo del comma 8-bis dell'Articolo 51 del Codice del Consumo. Secondo il nuovo testo, "è fatto divieto di effettuare sollecitazioni commerciali per telefono, anche mediante l’invio di messaggi a consumatori, finalizzate alla proposta o alla conclusione di contratti di fornitura di energia elettrica e gas e servizi di telecomunicazioni". Il divieto include solo casi specifici: richieste dirette al professionista o contatto nei confronti dei propri clienti che hanno espresso un consenso specifico.
Passaggi successivi verso l'approvazione
Il decreto fiscale "accise ter", che include questa modifica, deve ancora passare alla Camera dei Deputati, dove la votazione è prevista entro il 29 giugno. Il testo approvato al Senato rientra in un contesto più ampio delle politiche antifrode e di trasparenza commerciale in Italia. Il Consiglio dei Ministri ha espresso supporto a questa misura per migliorare la protezione del consumatore in contesto di mercati sempre più digitali.
Come si relaziona con le attuali normative?
- I consumatori hanno diritto a limitare i contatti non richiesti
- I professionisti autorizzati sono vietati di usare il telefono per proposte non espresse
- Gli operatori energetici devono seguire le stesse regole degli operatori di telecomunicazioni
- I nuovi canali digitali, come il numero unico, diventano gli strumenti principali di comunicazione commerciale
Conclusione
Con questa modifica, il governo italiano conferma il focus su una maggiore protezione del consumatore e una gestione più trasparente delle offerte commerciali. L’estensione del divieto a tutti i settori energetici e di telecomunicazioni rappresenta un passo significativo verso un mercato più regolamentato e centrato sulle esigenze degli utenti finali. Gli operatori devono preparare infrastrutture e procedure in grado di rispettare la normativa aggiornata e garantire una maggiore fiducia del mercato.
