La Commissione europea sta cercando di rispondere a uno degli interrogativi più importanti per il mercato delle startup: come rendere più semplice, veloce e accessibile l’operatività transfrontaliera per le imprese? La risposta si chiama EU Inc., il cosiddetto «28esimo regime», un modello unico di struttura societaria europea presentato da Ursula von der Leyen durante un incontro del 2023. L’obiettivo dichiarato è mettere in atto una riforma radicale del mercato interno, rendendo le imprese in grado di operare liberamente senza barriere burocratiche o regolamentari differenti nei singoli Paesi UE.

Il modello e i benefici previsti

L’idea centrale di EU Inc. è di offrire un’unica struttura societaria riconosciuta su tutto il territorio europeo. Una volta istituita, questa entità avrebbe regole uniformi, nonostante si trovi a operare in Paesi diversi. Per le startup, significa poter aprire un’azienda con un’unica procedura, una volta sola, e con un unico regolamento applicabile in tutta l’Unione Europea.

L’approccio non è nuovo, ma l’ambizione è diversa. L’Unione Europea ha già sperimentato con sistemi comuni come il Regolamento del Mercato Unico per le Aziende (RegCE) che facilitò il trasferimento delle sedi. Però il nuovo modello mira a spingere verso una vera e propria identità europea dell’azienda, senza dover navigare in centodue regolamenti diversi. Ursula von der Leyen ha chiarito: «L’obiettivo finale è creare una struttura societaria davvero europea».

Le sfide in concreto

Sebbene i benefici teorici siano numerosi, la realizzazione non è priva di ostacoli. La principale sfida riguarda le norme nazionali. Ogni Stato membro ha il proprio sistema di tributi, leggi societarie e regolamenti fiscali. La sperimentazione europea non eliminerà queste diversità, ma dovrà coesistere con esse, mantenendo la flessibilità senza compromettere l’idea di uniformità.

La giurisdizione è invece una questione delicata. Chi decide dove pagare tasse? Chi applica le norme in caso di controversia? Se una startup opera con base fiscale in Lussemburgo ma svolge parte delle sue attività in Italia, chi ha la precedenza? Le regole di applicazione dovranno essere chiare per evitare contenziosi e garantire legalità alle aziende.

Quali sono le criticità?

Anche il processo di adesione al modello EU Inc. potrebbe essere complesso. Non tutte le imprese desiderano o hanno bisogno di operare in tutta l’UE, quindi bisogna evitare di creare un sistema obbligatorio che potrebbe scoraggiare le PMI più piccole. Inoltre, la regolamentazione dovrà fornire spunti concreti in termini di flessibilità, adattandosi a dimensioni diverse di business.

I costi della transizione rappresentano un altro punto di attenzione. Sebbene il modello miri a risparmiare sulla burocrazia, istituirlo potrebbe richiedere investimenti in infrastrutture digitali, formazione per le PA e per gli addetti dell’UE e, soprattutto, una forte volontà politica per spingere i singoli Paesi alla riforma.

Esempi concreti: startup che già operano in questo modo

    • Deezer, azienda multimediale fondata in Francia e presente in decine di Stati europei, ha beneficiato di iniziative di mercato unico: un esempio tangibile di come un'identità più trasversale potrebbe aiutare.
    • Booking.com ha operato per anni sfruttando le regole transfrontaliere, dimostrando che aziende di grandi dimensioni sanno navigare le complessità del contesto Europeo.
    • Pandora, azienda danese del settore hi-tech, ha utilizzato gli strumenti di cooperazione tra i Paesi membri per espandersi in diversi mercati.

Quali step per renderlo realtà?

Il percorso per concretizzare EU Inc. sarà lungo e necessiterà di diversi passaggi. Ecco alcuni degli step che potrebbero essere fondamentali:

    • Lavoro congiunto tra Commissione, Parlamento e Consiglio per definire un testo legislativo coerente e sostenibile;
    • Dialogo con gli Stati membri per trovare un accordo sulle normative applicabili;
    • Creazione di una piattaforma digitale europea per l’ispezione, la gestione fiscali e l’assistenza alle aziende;
    • Formazione per i professionisti (avvocati, contabili, amministratori) per rendere operativo il nuovo modello;
    • Monitoraggio costante per valutare la bontà del modello e apportare modifiche.

Conclusioni: un passo verso un mercato più europeo

Il concetto di EU Inc. non è solo un’idea di facilitazione aziendale, ma una scommessa politica e strutturale. Se concretizzato, potrebbe trasformare il modo in cui le imprese operano nell’Unione Europea, rendendo il mercato unico non solo una metafora, ma una realtà pienamente funzionale. Resta da capire se l’UE sarà in grado di superare le differenze storiche e regolamentari che spesso ostacolano l’unificazione. Però, se i tempi si allineano, si potrebbe aprire una pagina nuova nella storia delle startup in Europa. Dopotutto, non sempre il cambiamento avviene in grandi colpi di coda, ma spesso attraverso piccoli, concreti passi verso un futuro condiviso.