La digitalizzazione dei servizi cimiteriali è in continua evoluzione, ma i recenti interventi del Garante per la protezione dei dati personali hanno posto l'attenzione su un punto cruciale: il rispetto della privacy nell'ambito della digitalizzazione. Il caso al centro dell'attenzione coinvolge l'applicazione "Aldilapp", che ha messo in luce le problematiche legate alla commercializzazione dei dati dei defunti.

Il Garante ha sanzionato una serie di Comuni e gestori che avevano adottato l'app, segnalando come il modello utilizzato violasse i principi di limitazione delle finalità e di trasparenza. Gli "ecosistemi digitali ibridi", dove funzioni pubbliche e logiche commerciali coesistono inscindibilmente, non rispettavano le normative vigenti in materia di protezione dei dati.

Funzioni ibride: tra mercato e servizio pubblico

L’applicazione "Aldilapp" consentiva la creazione di profili digitali per i defunti, esposti online senza necessità di consenso preventivo, creando una serie di interazioni sociali simili a quelle dei social network. Utenti potevano accendere ceri virtuali, commentare, condividere e acquistare servizi commerciali. La fusione tra interesse pubblico e commerciale è stata ritenuta illegale.

Il Garante ha chiarito che i dati personali, raccolti per scopi istituzionali, non possono essere trasformati in dati di interesse commerciale senza un'autorizzazione legale. Inoltre, i Comuni, come Titolari del trattamento, non possono scaricare la responsabilità sull'operatore privato, specialmente quando l'app viene promosso come estensione del servizio pubblico.

Viceversa, le risposte legittime alla digitalizzazione

I Comuni non rinunciano alla digitalizzazione. Sono disponibili applicative di gestione esclusivamente istituzionali, realizzate in conformità con le normative sulla privacy. Questi sistemi permettono di tracciare digitalmente la mappatura del cimitero, gestendo al contempo le informazioni anagrafiche e i dati connessi alle concessioni e operazioni.

Il valore dei cimiteri monumentali

I cimiteri monumentali rappresentano un patrimonio artistico e culturale notevole. La tecnologia consente di valorizzarli, come nel caso del Memoriale Brion, ultima opera di Carlo Scarpa, realizzata tra il 1970 e il 1978. La sua architettura e l’ambiente circostante offrono un’esperienza straordinaria e l’applicazione digitale potrebbe supportarne la valorizzazione e l’accessibilità, preservandola come museo all'aperto.

Il modello virtuoso Digital Twin

Nel progetto del cimitero di Corciano si è sperimentato l’impiego della tecnologia Digital Twin, che permette la creazione di una replica tridimensionale georeferenziata dell’infrastruttura. Questo strumento, oltre a facilitare la gestione logistica e amministrativa, serve a valorizzare cimiteri storici, mappando con precisione le opere artistiche presenti.

Una risposta etica e istituzionale

Il Garante ha invitato i Comuni ad adottare una prospettiva chiara e trasparente. Sebbene esista una mercificazione crescente intorno all'afterlife digitale, attraverso strumenti come testamenti digitali e avatar commemorative, il focus deve restare sulle finalità culturali e amministrative. I dati digitali non debbono essere utilizzati per profilare il lutto, ma per preservare la cultura e la storia.

In sintesi, la digitalizzazione dei servizi cimiteriali dovrà procedere lungo due direttrici precise: l’automazione di funzioni pubbliche, e la valorizzazione dell’eredità artistica. L’obiettivo primario deve rimanere la protezione della sfera intima legata ai defunti e il rispetto del riserbo.