Più informazioni per una governance partecipata
L’abbattimento delle barriere informative nel Terzo settore ha assunto una notevole rilevanza non solo per le imprese, ma anche per gli enti del settore no-profit. Questo permette di ridurre le asimmetrie informative, rendendo gli enti non solo beneficiari passivi delle agevolazioni previste dalla legge, ma anche protagonisti nel governare i servizi grazie all’accesso ai dati.
L’obiettivo di ridurre le barriere informative è coerente con una nuova prospettiva comunicativa tra istituzioni ed enti no-profit. Questa si manifesta in due configurazioni principali: la sussidiarietà orizzontale e verticale.
Comunicazione, circolarità e reciprocità
Secondo il contributo di Romano, l’evoluzione dalla comunicazione tradizionale all’ipertesto favorisce una comunicazione non più asimmetrica e rigida, ma bidirezionale, partecipativa e circolare. Queste caratteristiche rappresentano una visione di reciprocità che sottende sia all’abbattimento delle barriere informative che al rapporto tra istituzioni ed enti non profit.
Uno spazio virtuale più simmetrico, costruito grazie alla comunicazione ipertestuale, è la base del PNRR e degli incentivi digitali offerti a livello europeo. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, infatti, include misure mirate ad eliminare le asimmetrie informative tra enti e autorità.
Misure chiave del PNRR
Il PNRR prevede due missioni principali per l’abbattimento delle barriere informative, la Mission Digitalizzazione ed Innovazione (M1) e la Mission Inclusione e Coesione (M5). All’interno di ciascuna vanno individuati componenti specifici:
- M1C3 – Digitalizzazione e accessibilità: con stanziamenti di circa 115 milioni di euro per supportare la transizione digitale di enti culturali e operatori sociali.
- M5C2 – Inclusione e servizi territoriali: con un finanziamento di oltre 1,25 miliardi di euro per migliorare i servizi alle persone fragili.
Formazione e trasparenza digitale
Il piano prevede interventi specifici volta a ridurre il mismatch di competenze digitali e a migliorare l’interpretazione dei dati. La formazione mira quindi a incrementare la capacità degli operatori del terzo settore di partecipare a processi decisionali.
Vengono inoltre promossi portali dedicati per la rendicontazione e l’accesso ai bandi. Questo migliora l’accessibilità al finanziamento e favorisce la trasparenza delle procedure.
Co-progettazione e co-programmazione
Il piano PNRR incoraggia lo sviluppo di esperienze di co-progettazione e co-programmazione per superare i modelli a compartimenti stagni. Questi schemi promuovono una condivisione continua di dati, obiettivi e risorse, favorendo la collaborazione tra enti del terzo settore e istituzioni.
Essi si rivelano strumenti efficaci per ridurre il divario informativo e per migliorare la capacità di rispondere alle esigenze complesse delle comunità vulnerabili.
Standardizzazione e livellamento del campo
La Mission 5 del PNRR ha come obiettivo principale la standardizzazione dei processi digitali per tutti gli enti del terzo settore. Attraverso questo processo si offrono procedure uniformi in tutto il paese, agevolando l’accesso equo ai servizi del pubblico e al finanziamento.
Il Piano Nazionale garantisce un ambiente competitivo più equo, favorito anche grazie al Level Playing Field. L’accesso simmetrico ai bandi su piattaforme digitali, interopponibili e centralizzate, aiuta piccoli enti a competere sullo stesso piano dei grandi soggetti.
Il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS)
Il RUNTS, attivo dal 23 novembre 2021, è uno strumento fondamentale per aumentare la trasparenza del settore non profit. Gli enti pubblici possono infatti valutare competenze e capacità degli ETS in modo verificabile, scavalchando le criticità derivanti dal mancato confronto informativo.
Gli enti pubblici agiscono da gatekeeper virtuosi, promuovendo non solo la selezione oggettiva degli operatori, ma anche la collaborazione strutturata con i soggetti inclusi nel registro.
Impatto sulla concorrenza e la cooperazione
L’accesso ai dati, la condivisione della progettazione e la standardizzazione delle pratiche incidono profondamente sul regime concorrenziale nel terzo settore. L’approccio tende progressivamente a sostituire modelli puramente competitivi con scenari più cooperativi.
Il fenomeno dell’amministrazione condivisa si sviluppa attraverso una maggiore collaborazione tra tutti gli attori coinvolti. Questo permette di valorizzare risorse comuni, evitando sprechi e sovrapposizioni inefficienti.
Favorire una collaborazione strutturata
Gli schemi di co-progettazione e co-programmazione, supportati dal PNRR, riducono la competizione tra enti no profit. Invece di competere per la riduzione dei costi in fase di gara, i soggetti collaborano con la Pubblica Amministrazione per definire interventi e bisogni condivisi.
La cooperazione aumenta la capacità di rispondere a situazioni complesse, favorendo una gestione più razionale e partecipata delle risorse.
Verso futuri scenari di sostenibilità
L’eliminazione progressiva delle barriere informative non solo migliora la capacità di interazione tra enti e istituzioni, ma permette anche una visione più lungimirante sull’impatto sociale delle iniziative sviluppate.
Il PNRR, insieme al RUNTS, rappresenta uno strumento fondamentale per costruire un sistema di sostenibilità e trasparenza che valorizzi le molteplici competenze del Terzo settore, garantendo una maggiore efficienza, una corretta ripartizione delle risorse e una partecipazione inclusiva a livello nazionale.
