Introduzione

Nel bilancio per l’anno fiscale 2027, la Defense Counterintelligence and Security Agency (DCSA) ha proposto un finanziamento di 30,3 milioni di dollari per avviare Polygraph Next, noto anche come Polygraph+. Si tratta del primo tentativo del Pentagono di integrare la tradizionale “macchina della verità” con tecnologie di intelligenza artificiale (IA) e sensori fisiologici non invasivi, con l’obiettivo di rafforzare i controlli di sicurezza e le indagini interne.

Come funziona Polygraph Next

Polygraph Next combina tre componenti principali: sensori ottici e termici che rilevano variazioni della temperatura cutanea, della frequenza cardiaca e della risposta galvanica della pelle; algoritmi di IA addestrati su migliaia di sessioni di poligrafo tradizionale; e una piattaforma cloud sicura per l’analisi dei dati in tempo reale. A differenza del poligrafo classico, che richiede elettrodi a contatto diretto, il nuovo sistema utilizza sensori senza contatto posizionati a pochi centimetri dal soggetto, riducendo il disagio e potenzialmente migliorando la qualità del segnale.

La base scientifica del poligrafo

Il valore probatorio del poligrafo è stato contestato per decenni da psicologi e tribunali. Studi accademici mostrano tassi di errore che variano dal 15 % al 30 % a seconda delle condizioni sperimentali. La DCSA sostiene che l’integrazione con l’IA possa ridurre questi margini di errore grazie a modelli di apprendimento automatico che identificano pattern fisiologici più sottili rispetto all’analisi umana tradizionale. Tuttavia, critici avvertono che l’IA può introdurre bias se i dataset di addestramento non sono rappresentativi della diversità etnica e di genere del personale militare.

Il poligrafo nella storia della sicurezza statunitense

Fin dagli anni ’50 il Dipartimento della Difesa utilizza il poligrafo per valutare la lealtà di dipendenti e civili. Programmi come il Polygraph Program for Security Clearance hanno coinvolto oltre 300 000 soggetti, ma hanno anche generato controversie legali, soprattutto in caso di risultati falsamente positivi che hanno portato a licenziamenti ingiustificati. Nel 2018, il Congresso ha richiesto una revisione delle pratiche, sottolineando la necessità di “prove scientifiche robuste”. Polygraph Next rappresenta una risposta a tali richieste, ma dovrà dimostrare di superare gli standard precedenti.

Applicazioni previste e scenari concreti

Il Pentagono prevede tre aree chiave di utilizzo per Polygraph Next:

    • Controllo delle credenziali di sicurezza: valutazione preliminare dei candidati per il livello di clearance Top Secret.
    • Indagini interne su fughe di informazioni: analisi di dipendenti sospettati di aver divulgato dati riservati a media o concorrenti.
    • Formazione e valutazione delle unità operative: simulazioni di stress per testare la resilienza psicofisiologica dei soldati in ambienti ad alta tensione.

Un caso di studio ipotetico riguarda un ufficio di intelligence a Fort Meade, dove l’uso di Polygraph Next ha permesso di identificare, in una simulazione, un dipendente con una risposta fisiologica anomala durante un interrogatorio su documenti classificati, portando a una revisione delle sue attività e al rafforzamento delle misure di sicurezza.

Preoccupazioni etiche, legali e operative

L’introduzione di una tecnologia così invasiva solleva questioni critiche. Tra le principali preoccupazioni troviamo:

    • Privacy dei dati biometrici: i sensori raccolgono informazioni sensibili che, se compromesse, potrebbero essere usate per scopi non autorizzati.
    • Bias algoritmico: se i dataset di addestramento non includono sufficienti variabili demografiche, l’IA potrebbe produrre risultati distorti.
    • Consenso informato: i soggetti devono essere pienamente consapevoli delle modalità di raccolta e utilizzo dei dati, in linea con le normative GDPR‑like applicabili.
    • Validità legale: i tribunali statunitensi hanno finora rifiutato l’ammissione del poligrafo come prova, e non è chiaro se un sistema IA‑potenziato possa superare tale ostacolo.

Per affrontare queste sfide, gli esperti suggeriscono di adottare un quadro di governance trasparente, includendo revisori indipendenti, audit periodici dei modelli IA e linee guida chiare sul trattamento dei dati biometrici.

Prospettive future

Se Polygraph Next riuscirà a dimostrare una riduzione significativa dei falsi positivi e a garantire la protezione dei dati, potrebbe diventare un modello per altre agenzie governative, come la CIA e l’FBI. Tuttavia, il progetto dipenderà dalla capacità della DCSA di pubblicare risultati peer‑reviewed, di rispondere alle critiche scientifiche e di instaurare un dialogo continuo con organizzazioni per i diritti civili. In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale permea sempre più le operazioni di sicurezza, il bilanciamento tra efficacia operativa e rispetto dei diritti individuali rimarrà il fulcro del dibattito.