Il progetto Backbone 2.0
Backbone 2.0 è la risposta di Open Fiber alla crescente domanda di capacità di trasporto dati in Italia. Si tratta di un piano di espansione della dorsale nazionale che prevede la realizzazione di 3 200 chilometri di nuovi collegamenti in fibra ottica, con l’obiettivo di creare percorsi multipli tra i principali nodi di interscambio. La strategia si basa su tre pilastri: aumentare la capacità di trasmissione, diversificare i percorsi per garantire ridondanza e rendere la rete più flessibile per supportare servizi emergenti.
Stato di avanzamento e dati tecnici
Al 2024, più di 2 000 chilometri di fibra sono già stati posati, coprendo il 62 % del tracciato previsto. I lavori si concentrano su tre macro‑regioni: Nord, Centro e Sud, con particolare attenzione alle aree industriali del Piemonte, della Lombardia e della Campania, dove la domanda di banda è più alta. La capacità installata supera attualmente i 100 Tbps, grazie all’uso di tecnologie DWDM (Dense Wavelength Division Multiplexing) che consentono di trasmettere fino a 400 canali da 100 Gbps ciascuno su un singolo cavo.
Impatto sui data center e sul cloud
Il potenziamento della dorsale ha un effetto diretto sulla crescita dei data center italiani. Secondo l’associazione Assocom, il numero di strutture di classe A è aumentato del 35 % negli ultimi tre anni, con investimenti totali superiori a 3 miliardi di euro. Una rete più capillare permette a questi centri di collegarsi a più punti di interscambio, riducendo la latenza e migliorando la resilienza. Inoltre, i principali provider cloud – Amazon Web Services, Microsoft Azure e Google Cloud – hanno annunciato l’apertura di nuove zone di disponibilità in Italia, un passo possibile solo grazie a una backbone in grado di garantire bandwidth elevata e bassa latenza.
Il ruolo dei nuovi cavi sottomarini
Nel medesimo periodo, sono stati messi in funzione tre nuovi cavi sottomarini che collegano l’Italia a Nord Europa, al Mediterraneo e al Nord‑America. Questi cavi, gestiti da consorzi internazionali, aumentano la capacità transatlantica di oltre 200 Tbps. La loro integrazione con Backbone 2.0 è cruciale: i percorsi multipli garantiscono che, in caso di guasto su un tratto sottomarino, il traffico possa essere reindirizzato tramite la rete terrestre senza perdita di servizio.
Benefici per imprese e consumatori
La rete più robusta si traduce in vantaggi concreti per tutti gli attori del mercato digitale:
- Velocità di connessione fino a 10 Gbps per le aziende che adottano soluzioni SD‑WAN basate su fibra.
- Riduzione della latenza a meno di 5 ms tra i principali hub nazionali, favorendo applicazioni in tempo reale come la telemedicina e le piattaforme di trading.
- Maggiore resilienza grazie a percorsi ridondanti, che limitano i tempi di inattività a meno di 0,1 % annuo.
- Costi operativi più bassi per le imprese, poiché la capacità aggiuntiva riduce la necessità di soluzioni di backup costose.
Per i consumatori, l’effetto è una migliore esperienza di streaming 4K, giochi online senza lag e una più ampia disponibilità di servizi di smart home.
Azioni consigliate per le imprese
Le aziende che vogliono trarre il massimo da Backbone 2.0 dovrebbero considerare i seguenti passi:
- Valutare la migrazione a connessioni direct‑connect con i principali data center italiani, riducendo i percorsi intermedi.
- Implementare soluzioni di network slicing per garantire segmenti di banda dedicati a applicazioni critiche.
- Adottare piattaforme di monitoraggio proattivo per sfruttare la visibilità offerta dalle nuove interfacce di gestione della rete.
- Partecipare a iniziative di co‑location in prossimità dei nodi di interscambio, ottimizzando la topologia di rete.
Queste misure consentono di ridurre i tempi di latenza, aumentare la sicurezza e ottimizzare i costi di banda.
Sfide operative e prospettive future
Nonostante i progressi, il completamento del progetto presenta ancora ostacoli. Le opere di posa in aree montane e rurali richiedono permessi ambientali complessi e tempi di esecuzione più lunghi. Inoltre, la gestione della diversità di percorsi impone una maggiore complessità nella pianificazione del traffico, che deve essere risolta con sistemi di orchestrazione basati su intelligenza artificiale. Guardando al futuro, Open Fiber prevede di introdurre entro il 2026 la tecnologia coherent optics per spingere la capacità oltre 400 Tbps, rendendo l’Italia uno dei principali hub di interconnessione europea.
Conclusioni
Backbone 2.0 rappresenta un elemento chiave per l’autonomia digitale dell’Italia. Con oltre 2 000 km già operativi, la rete sta già dimostrando la sua capacità di sostenere la crescita esponenziale dei data center, dei servizi cloud e dei nuovi cavi sottomarini. Le imprese che investiranno nella connessione a questa infrastruttura potranno beneficiare di velocità, resilienza e costi ottimizzati, contribuendo così a creare un ecosistema digitale più competitivo a livello globale.
