La Commissione europea ha inflitto una multa di 200 milioni di euro a Temu per la violazione del Digital Services Act (DSA). Secondo l’Autorità UE, l'azienda cinese non ha impedito la vendita di prodotti illegali sulla sua piattaforma e-commerce. La sanzione è una delle più elevate mai commesse nel settore tecnologico, e Temu deve ora presentare un piano con misure correttive entro il 28 agosto.
L’inizio dell’indagine
L’indagine è stata avviata il 31 ottobre 2024 dopo segnalazioni relative alla vendita di prodotti pericolosi. La Commissione europea ha rilevato quattro criticità principali, tra cui l’assenza di controlli adeguati sui venditori e la non conformità dei prodotti alle normative vigenti.
Il 28 luglio 2025, dopo l'analisi delle prove raccolte (che includevano report sul rischio, risposte a richieste di informazioni e feedback esterni), è stata ufficialmente confermata la violazione del DSA per la distribuzione di oggetti pericolosi. Questi includono caricabatterie non sicuri e giocattoli per bambini che contengono sostanze dannose o rischi per il soffocamento.
Il contesto e le motivazioni
L’assenza di validazione approfondita del rischio da parte di Temu ha rappresentato un’altra questione chiave. Secondo la Commissione, la valutazione iniziale del 2024 non era basata su dati specifici relativi a Temu, ma su informazioni generali sull’e-commerce, rendendo il piano non conforme a quanto richiesto dal DSA.
Oltre a questo, Temu non ha condotto un'analisi esaustiva su come il design della piattaforma — incluso l’algoritmo di suggerimenti e le promozioni tramite influencer affiliati — potesse facilitare la diffusione di prodotti illegali. Questi fattori rappresentano un rischio elevato per i consumatori.
La situazione nel panorama europeo
La multa adottata verso Temu si aggiunge a quella già inflitta, nel 2025, a X (la rete sociale fondata da Elon Musk) con una sanzione di 120 milioni di euro. L’obiettivo della Commissione europea è chiaro: garantire un mercato digitale sicuro e responsabile.
Entro il 28 agosto, Temu dovrà presentare alle autorità un piano di azione che includa misure concrete per correggere i problemi individuati. Il Comitato europeo per i servizi digitali valuterà in un mese tali misure, dopodiché la Commissione prenderà una decisione finale entro un mese.
La reazione di Temu
La casa madre ha espresso soddisfazione per il piano collaborativo messo in atto con la Commissione, sottolineando che le misure adottate da Temu hanno migliorato la gestione del rischio e la protezione degli utenti. Tuttavia, un comunicato stampa ufficiale ha dichiarato che la sanzione è eccessiva e non rappresenta lo stato corrente dei sistemi dell’azienda.
“Temu rispetta gli obiettivi del Digital Services Act e la necessità di norme chiare e coerenti in tutta l’economia digitale. Non condividiamo la decisione della Commissione europea, riteniamo la sanzione sproporzionata. La decisione si riferisce alla nostra prima valutazione DSA del 2024 e non riflette lo stato attuale dei nostri sistemi.
Temu ha collaborato in modo costruttivo con la Commissione durante tutto il processo e da allora ha adottato ulteriori misure per rafforzare la valutazione del rischio, la governance della piattaforma e la protezione degli utenti.”
Ricadute e implicazioni
BEUC, il gruppo europeo che rappresenta i consumatori, ha espresso soddisfazione per questa decisione, considerandola un passo importante verso la protezione dei diritti dei cittadini europei.
Al momento, sono in corso indagini anche su aziende come Shein e AliExpress, entrambi membri dell’enorme ecosistema dell’e-commerce globale. Queste inchieste riguardano la vendita di prodotti illegali e la conformità alle nuove normative Europee.
Il contesto normativo
Il Digital Services Act (DSA), attivo fin dal 2023, vuole rendere le piattaforme digitali più responsabili nell’evitare e gestire il contenuto pericoloso o illegale. L’azione della Commissione nei confronti di Temu rappresenta una dimostrazione concreta dell’efficacia del DSA.
Il DSA introduce anche il concetto di “piattaforme designate”, come Temu, che vendono grandi quantità di beni e servizi e sono quindi soggette a controlli più rigorosi. La sanzione di 200 milioni di euro potrebbe aumentare se l’organizzazione non risponderà in tempo alle richieste di correzione.
Questi sviluppi sottolineano come l’Unione Europea stia prendendo in mano con determinazione la governance digitale, aprendo il mercato a nuove normative e a maggiori responsabilità da parte delle aziende che operano nel settore tecnologico.
