La Physical AI diventa la nuova frontiera della trasformazione digitale per le Pmi manifatturiere di Piemonte e Valle d’Aosta. Il Digital Innovation Hub Piemonte punta su dati, automazione, robotica e integrazione tra sistemi IT e OT per rafforzare competitività, produttività e presenza nelle filiere globali.
Il cambiamento del tessuto industriale
Il Piemonte industriale sta cambiando marcia, una mutazione che anche in un contesto geopolitico complesso come l’attuale non si fermerà. In questa transizione l’innovazione tecnologica è la leva imprescindibile per garantire una traiettoria di crescita del tessuto economico locale nelle grandi catene di valore globali.
Per le Pmi di Confindustria, al centro di questa strategia di sviluppo c’è la rete dei 22 Digital Innovation Hub. Quello di Piemonte e Valle d’Aosta (Dihp), di cui sono stata nominata da qualche settimana presidente, è operativo dal 2017 in scia all’avvio del Piano Industria 4.0, e finora ha lavorato con oltre 700 Pmi delle due regioni, di cui oltre 100 solo negli ultimi 12 mesi.
L’urgenza del cambiamento: dati e tendenze globali
L’scenario internazionale rende questa missione ancora più urgente. Secondo il World Economic Forum, entro il 2027 il 44% delle competenze core dei lavoratori sarà soggetto a disruption tecnologica, e la trasformazione digitale delle imprese manifatturiere è identificata come una delle principali leve di competitività globale.
L’Europa non fa eccezione: il Digital Economy and Society Index (DESI) 2023 della Commissione Europea evidenzia che oltre il 60% delle PMI del continente è ancora a uno stadio iniziale o intermedio di maturità digitale, con ampi margini di recupero rispetto alle economie asiatiche e nordamericane più avanzate.
Evidenze del gap digitale nelle Pmi
Ed è proprio ripartendo da questo solido track record che abbiamo definito le prorità digitali future delle imprese di Piemonte e Valle d’Aosta, che sono quasi seimila solo all’interno del sistema confindustriale. In questi dieci anni abbiamo misurato tendenze consolidate, su cui il lavoro è stato intenso ma che richiederanno ancora un importante sforzo nei prossimi anni.
- Il 70% delle aziende ci ha rappresentato un livello insufficiente di cybersecurity.
- Il 55% non dispone ancora di un CRM (Customer Relationship Management).
- Il 65% delle imprese non ha tutto il parco macchine integrato.
- Il 25% non raccoglie dati dalla produzione.
- Il 45% non utilizza il cloud.
- Il 20% ha gestionali obsoleti o ne è addirittura sprovvisto.
La transizione globale e il rischio di esclusione
Questi numeri non sorprendono se inseriti nel quadro globale: l’IBM Institute for Business Value stima che meno del 15% delle imprese manifatturiere mondiali abbia completato con successo una trasformazione digitale end-to-end. La distanza tra chi ha già intrapreso questo percorso e chi è ancora fermo al punto di partenza si sta allargando, e il rischio di esclusione dalle filiere globali per le imprese ritardatarie è concreto.
Il modello di accompagnamento del DIHP
Partendo da qui, abbiamo ricalibrato e rafforzato negli anni il metodo originario del DIHP, che oggi si sviluppa in tre fasi per accompagnare le imprese, dall’analisi al mercato. La prima l’abbiamo battezzata Digital Culture, dove attraverso roadshow e workshop si presentano le tecnologie per farne comprendere l’impatto reale sul business delle imprese.
Segue la fase di Assessment, ovvero il cuore della nostra attività, che si concretizza nel Digital Readiness Assessment, un’analisi a 360° che fotografa lo stato di processi, tecnologie, dati e organizzazione del team, restituendo una roadmap d’investimento prioritizzata.
Infine, c’è quello che chiamiamo Matchmaking, nel quale le imprese vengono connesse con una Community di Partner Tecnologici Qualificati e con i grandi centri di competenza del territorio.
Focus verticali e collaborazione con l’ecosistema
Il DIHP ha anche attivato focus verticali specifici. Sul fronte dell’Intelligenza Artificiale, l’obiettivo è la Data Readiness, ovvero valutare se processi e dati aziendali siano pronti per accogliere algoritmi di Machine Learning o AI Generativa. Parallelamente, sul lato Cybersecurity, l’Hub fornisce indicazioni operative per allinearsi agli standard ISO e alla direttiva NIS2, distinguendo tra interventi immediati (quick wins) e progetti a lungo termine.
La collaborazione come motore
La "nuova rotta" del Piemonte punta tutto sulla collaborazione con l’ecosistema dell’innovazione. Il DIHP agisce come collante tra le imprese e i poli di eccellenza tecnologica:
- Cim4.0 per l’alta formazione e la ricerca applicata;
- Fondazione Piemonte Innovazione per la gestione di ecosistemi di innovazione e progetti di filiera;
- AI4pi per l’integrazione di soluzioni AI scalabili nei processi produttivi.
L’obiettivo finale è anche quello di trattenere i talenti e le competenze in Piemonte, trasformando la transizione digitale nel motore di sviluppo economico.
Il futuro digitale come infrastruttura strategica
Il digitale è la chiave di volta per il futuro: non è più soltanto tecnologia. È la capacità di trasformare dati in
