Il 3 giugno 2026, la Commissione europea ha presentato il piano tecnologico più ambizioso finora elaborato nell’Unione: il European Technological Sovereignty Package. Al centro del piano si trovano due provvedimenti legislativi principali, Cloud and AI Development Act e Chips Act 2.0, accompagnati da una strategia open source dell’UE e una roadmap volta a migliorare l’efficienza dell’energia digitale.

La dipendenza tecnologica: un rischio crescente

Attualmente, l'Unione dipende in larga misura da fornitori esteri per oltre l’80% dei prodotti digitali necessari al funzionamento delle reti di energia, sanità, infrastrutture critiche e pubbliche. Tale vulnerabilità ha spinto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, a sostenere la necessità di una maggiore autonomia tecnologica: “Non possiamo permettercelo, dobbiamo creare le nostre tecnologie”. La spesa europea annuale in tecnologia informatica supera i 264 miliardi di euro, con una forte dipendenza dagli Stati Uniti per quanto riguarda i fornitori principali.

Cloud and AI Development Act: un piano per il futuro

Il Cloud and AI Development Act ha l’obiettivo specifico di triplicare la capacità dei data center europei entro i prossimi cinque-sette anni. La politica prevede semplificazioni procedurali per la realizzazione di tali infrastrutture, l'adozione di standard comuni a livello dell’UE e un quadro per la valutazione di criticità per la sovranità nei settori del cloud e dell’AI. Inoltre, i fornitori in settori chiave, come la difesa, dovranno produrre software e hardware in UE, escludendo aziende esterne.

Chips Act 2.0: investire nel futuro del mercato europeo

L’obiettivo dichiarato del Chips Act 2.0 è raddoppiare la quota europea nel mercato globale dei semiconduttori fino al 20% entro il 2030. Per raggiungere tale quota, l’UE prevede un investimento complessivo di 120 miliardi di euro da parte pubblica e privata nel prossimo decennio. Il piano intende attrarre nuove fabbriche di chip in Europa ed incoraggiare la creazione di una rete di acquirenti per i chip prodotti localmente. L'Unione Europea spera di ridurre la dipendenza estera e creare una catena di valore completa per il mercato interno.

I limiti del mercato mondiale e i rischi strutturali

Tuttavia, il percorso è ostacolato. Il mercato cloud mondiale è dominato da pochi giganti, come Amazon, Microsoft e Google, che controllano circa il 60% del settore. Alcune di queste aziende hanno iniziato a realizzare “sovereign cloud” in Europa per soddisfare i requisiti di Bruxelles. Tuttavia, Henna Virkkunen, responsabile tecnologica dell’UE, ha ribadito che per gli operatori statunitensi si presenta un problema insormontabile: il Cloud Act americano rende obbligatorio l’accesso governativo ai dati conservati all’estero, compresi quelli fisicamente localizzati in Europa. Questo implica che, finché le aziende rimarranno soggette alla sovranità USA, i dati resteranno esposti a regolamenti estranei.

Strutturare una governance europea per la tecnologia

Per supervisionare il processo, l’Unione Europea ha nominato 234 esperti indipendenti e istituito due nuovi organismi: un Comitato Scientifico incaricato di investigare i rischi legati all’AI e di sostenere l’elaborazione di normative ad hoc, e una task force per il monitoraggio dell'efficienza e conformità delle politiche tecnologiche. Questi passaggi segnalano una volontà di rafforzare la governance tecnologica a livello continentale.

Una sfida politica e tecnologica a lungo termine

Il piano approvato si presenta ambizioso, ma non privo di criticità. Da un lato, richiederà una forte collaborazione tra UE e singoli Stati membri, nonché un’importante revisione del quadro fiscale e legislativo esistente. Dall’altro, dovrà affrontare il confronto con i colossi tecnologici globali e i governi esteri, che hanno già iniziato a rispondere con iniziative parallele. Tuttavia, l’iniziativa indica una chiara consapevolezza dell’importanza della sovranità tecnologica come fattore chiave per la sicurezza nazionale e l’indipendenza economica europea.

Conclusione: l’Europa punta ad un futuro autonomo

Il pacchetto presentato dal 3 giugno 2026 non è uno sforzo isolato, ma l’inizio di una transizione strategica verso una sovranità digitale e tecnologica autonoma a livello europeo. L’obiettivo non è solo di rafforzare la competitività del mercato interno, ma di garantire che le tecnologie critiche siano controllate da enti europei. Il cammino sarà lungo, ma l’Unione sembra aver deciso: il futuro tecnologico dell’Europa sarà di sua gestione.