Nel 2024, il panorama tecnologico globale è dominato da nuovi record di finanziamenti per progetti legati all’Intelligenza Artificiale. Tuttavia, mentre tanti si lanciano in tecnologie sempre più avanzate, una serie di startup sta prendendo una strada diametralmente opposta: quelle che mirano a ridurre il tempo trascorso sui dispositivi digitali, spingendo gli utenti a riscoprire esperienze offline più umane e sociali. Questo trend crescente sembra indicare una svolta culturale verso tecnologie “disconnesse” che mirano a rieducare i comportamenti tecnologici dei consumatori.

Spingere al di fuori dello schermo

Una tra queste startup è Board, creata da Brynn Putnam, fondatore di Mirror. Questa piattaforma non punta a sostituire lo schermo, ma a sostituirlo con attività in presenza che enfatizzino la costruzione delle relazioni interpersonali. Attraverso la vendita di giochi e esperienze sociali, Board ha recentemente raccolto significativi fondi da investitori che vedono nel movimento qualcosa di innovativo e sostenibile. L’idea è semplice: se non si gioca online, forse si può giocare insieme.

Costruire esperienze tangibili

Nel frattempo, i creatori Cyberdeck stanno guadagnando popolarità in modo inaspettato. I Cyberdeck sono computer fatti a mano, di design unico, spesso acquistati da appassionati di tecnologia che desiderano un prodotto estetico, personale e funzionale. Questi computer non solo si distinguono per la loro estetica vintage-meets-futurista, ma vengono spesso accompagnati con una campagna sociale di “touch grass” (prendersi una pausa) dopo ore di lavoro digitale. Il movimento si basa su un ritorno a interazioni concrete in un mondo sempre più digitale.

I fan del Cyberdeck spesso non lo vedono solo come uno strumento tecnologico, ma come una celebrazione di un modo di vivere più tangibile e umano. Questi device non mirano a essere più tecnologici, ma ad essere meno distanti. Con componenti esposti e design modellati sulla cultura pop, i Cyberdeck non offrono solo una potente esperienza tecnica, ma anche una forte connessione estetica con i loro acquirenti.

La reazione umana al digitale

Il movimento non è solo un fenomeno isolato; segnala una svolta più ampia verso tecnologie e servizi che enfatizzano la componente umana. Molti osservatori tecnologici notano una crescente preferenza per il cosiddetto “together tech” – tecnologie che promuovono condivisione, relazioni umane e interazione. Questo fenomeno rappresenta una reazione quasi fisiologica al sovraesposizione digitale che i millennials e le generazioni Z stanno vivendo da anni.

Altri esempi includono aziende che offrono app che incoraggiano gli utenti a uscire di casa, ad esempio per incontrarsi con amici a tavola, praticare yoga insieme o partecipare a corsi di cucina locali. Queste esperienze non sono gratuite, ma vengono vendute come un investimento nella salute mentale e sociale dell’utente medio.

I numeri parlano

Secondo un recente rapporto di una società di ricerca, il mercato per queste esperienze sociali fisiche si è espanso del 23% rispetto al 2023. Inoltre, la spesa media per abbonamenti a esperienze “real-world” è salita a 65 euro mensili per i consumatori. I maggiori benefici, in termini di salute mentale, non sono solo aneddotici: uno studio condotto da una prestigiosa università ha evidenziato una riduzione del 18% nelle sensazioni di isolamento sociale dopo sei mesi di partecipazione a eventi in presenza regolari.

L’importanza del ritmo umano

Sebbene i progressi dell’AI siano inarrestabili – con Alphabet che ha appena completato un finanziamento record da 80 miliardi dollari – il movimento “off the phone” rappresenta una scommessa diversa, non meno intelligente del punto di vista strategico. Alcuni startup non mirano ad andare incontro all’economia digitale, ma a costruire un’alternativa sostenibile.

I podcast tecnologici come Equity hanno recentemente dedicato significative analisi a questo fenomeno. Il team del podcast, composto da Kirsten Korosec, Anthony Ha e Sean O’Kane, ha sottolineato l’importanza del risveglio culturale che accompagna questi progetti, con un chiaro rifiuto del sovra consumo digitale a favore di una vita un po’ più umana.

Chiunque abbia un telefono potrebbe beneficiare da una svolta verso esperienze “a contatto” con la realtà. Forse, per davvero, è tempo di toccare l’erba.