L’Intelligenza Artificiale a scuola entra nelle nuove Indicazioni nazionali per i licei come sfida educativa, culturale e operativa. Il punto non è solo usare o limitare l’IA, ma capire quali competenze, cautele e percorsi formativi servano davvero.

Giornalista pubblicista, già insegnante nella scuola secondaria di secondo grado

A fine aprile il Ministero per l’Innovazione e il Merito (di seguito MIM) ha pubblicato le nuove Indicazioni nazionali per i Licei. Analizziamo allora le indicazioni del MIM valutando, relativamente all’introduzione dell’Intelligenza Artificiale (di seguito IA), le potenzialità dell’approccio e le criticità da affrontare che potrebbero comprometterne l’esito.

I rischi del pensiero critico e dell’affidabilità delle informazioni

Come segnalato nelle Indicazioni nazionali, la diffusione dell’uso dell’IA può portare i ragazzi a una riduzione del pensiero critico. Questo può essere l’esito dei bias algoritmici, degli errori e “allucinazioni” dell’IA che fornisce informazioni scorrette o fuorvianti.

A riguardo, indicazioni specifiche, su come affrontare il problema, vengono indicate nel Codice Etico sull’uso dell’Intelligenza Artificiale Generativa a Scuola. Il Codice propone una didattica che promuova il pensiero critico e l’autonomia di giudizio, educando gli studenti a valutare con discernimento i contenuti generati dall’IA, insegna a svolgere sempre la verifica delle fonti e sviluppa la capacità di identificare e confermare l’affidabilità delle informazioni. Ciò comporta il bisogno di progettare attività didattiche coerenti con questi obiettivi che, nel caso della opportuna verifica delle fonti, per poter essere attuata a scuola necessita della disponibilità di laboratori connessi ad Internet dove poter tempestivamente effettuare tali verifiche.

La crisi del sistema di valutazione tradizionale

L’utilizzo dell’IA nei compiti scolastici assegnati in classe o da svolgere a casa può comportare un aumento del cheating e del plagio, producendo una crisi del sistema di valutazione tradizionale. Nelle Indicazioni nazionali è indicata la necessità di modificare le richieste previste per i compiti da assegnare agli studenti. Condividiamo questa indicazione presente nella Premessa, cui proponiamo di aggiungere la prospettiva di ideare consegne “a prova di Intelligenza Artificiale”. Cioè evidenziamo la necessità di assegnare ai ragazzi compiti che non consentano loro di essere passivi e fare svolgere il lavoro all’IA consegnando ai docenti l’esito dei loro prompt, come fosse un loro lavoro autonomo.

Dipendenza tecnologica e lost learned helplessness

L’effetto dei social network e degli strumenti IA

Un uso intensivo dell’IA potrebbe produrre negli studenti dipendenza tecnologica e conseguente learned helplessness, una sorta di impotenza relazionale. Questo fenomeno è già diffuso tra i giovani con la pervasività dei social network.

La situazione si è aggravata con l’IA, che dà sempre ragione a chi imposta il prompt. A fronte di una costante conferma, chi insegnerà ai ragazzi a reggere la frustrazione di un contrasto? Sempre più adolescenti usano chatbot IA come interlocutori emotivi. Dobbiamo chiederci che tipo di adulti produca un’infanzia in cui l’empatia è simulata e la conferma è infinita?

La relazione con gli altri e la gestione dei conflitti

Nella premessa alle Indicazioni nazionali è indicata la necessità di rafforzare la personalità degli studenti affinché imparino a gestire i conflitti e diventino capaci di instaurare relazioni mature con gli altri rispettando le libertà di ognuno. Questo passaggio in un’epoca in cui la connessione rischia di sostituire la relazione, e la narrazione si mescola alla realtà, l’insegnare a gestire relazioni e conflitti diventa fondamentale.

Un luogo per la riflessione e la creatività

Nella premessa alle Indicazioni nazionali il MIM indica così l’approccio da seguire nell’introduzione dell’IA a scuola: in un’epoca segnata dalla pervasività di algoritmi capaci di simulare il pensiero e la creatività, la scuola è chiamata a riaffermare il primato della persona e della sua libertà, configurandosi come luogo d’elezione per la maturazione di una coscienza digitale superiore, capace di distinguere tra la mera esecuzione algoritmica — propria della macchina — e l’attività speculativa, creativa e spirituale che definisce l’essere umano.

Le competenze operative e il ruolo del prompting

Le richieste di Confindustria

Tale approccio, seppure condivisibile, tralascia di sostenere la promozione dell’acquisizione da parte degli studenti di competenze di prompting per la generazione non solo di testi, ma anche di codice, immagini, audio e video di qualità. Nell’introduzione a scuola dell’IA si tralascia quindi di valorizzare l'importanza dell’acquisizione da parte degli studenti di competenze utili nel loro futuro inserimento nel contesto produttivo nazionale.

A nostro parere, accanto all’importanza dell’acquisizione di capacità speculative, creative e spirituali che definiscono l’essere umano, l’acquisizione di competenze operative non è da trascurare. A riguardo, Confindustria ha inserito tra “le cinque leve per rimettere le imprese al centro” la sezione: Contratti di sviluppo e piano IA. Riguardo alla formazione scolastica, gli industriali affermano che serve un progetto di formazione all’IA da iniziare nel ciclo delle superiori di secondo grado, per tutti i giovani.

I modelli di formazione internazionale

Le linee guida cinesi sull’IA

Relativamente alla formazione promossa dalle scuole, l’auspicio degli industriali, particolarmente attenti al rafforzamento della competitività del nostro sistema economico, trova conferma nelle linee guida sull’IA prodotte da altri Paesi. In Cina, ad esempio, si sta puntando su attività didattiche di applicazione dell’IA. Nell’istruzione obbligatoria (scuole primarie e secondarie), la Cina ha definito specifici requisiti di apprendimento inserendo nel curriculum scolastico attività esercitative complete, con l’obiettivo di guidare gli studenti a un apprendimento fondato sull’esercizio di attività pratiche.

Le linee guida cinesi prevedono nel curriculum 25 attività tematiche progettate per l’apprendimento dell’Intelligenza Artificiale. Le attività sono denominate:

    • “Cervello intelligente – Entrare nel mondo dei microcontrollori”;
    • “Spazio maker”;
    • “Introduzione alla programmazione divertente”;
  • “Un giardino colorato nel mondo della