Anthropic ha annunciato il lancio di Claude for Legal, una suite ampliata di strumenti pensati per avvocati, studi legali e professionisti del diritto. Il cuore dell’offerta sono 12 nuovi plugin dedicati a specifiche aree del diritto, dal diritto del lavoro alla privacy, dalla proprietà intellettuale al contenzioso legale, e oltre 20 connettori che integrano Claude con le piattaforme già in uso nei flussi di lavoro legali.
Non si tratta di un semplice chatbot potenziato. In questo caso Claude viene posizionato come un livello operativo che si inserisce sopra software, archivi digitali e prodotti di ricerca già usati dai clienti, operando direttamente all’interno di Microsoft Word, Outlook, Excel e PowerPoint come un unico agente contestuale. I numeri confermano l’interesse del settore e un recente webinar sull’uso di Claude da parte dei team legali ha registrato oltre 20.000 iscrizioni, segno che la domanda è reale e in forte crescita.
Una rete strategica di partnership per Claude for Legal
La mossa di Anthropic si regge su una rete di partnership che coinvolge i grandi nomi del legal tech mondiale. Gli utenti potranno connettersi con Thomson Reuters e il suo database Westlaw, con la piattaforma di e-discovery Everlaw, con la gestione documentale Box, con DocuSign, e persino con Harvey, una startup di intelligenza artificiale concorrente specializzata nel settore legale.
Joel Hron, Chief Technology Officer di Thomson Reuters, ha sottolineato che l’integrazione “non sostituisce la piattaforma CoCounsel Legal”, ma garantisce che “ovunque gli avvocati operino, l’intera potenza di CoCounsel Legal sia a loro disposizione”.
Performance e adozione nei studi legali
Sul fronte delle performance, il modello sottostante ha ottenuto un punteggio del 90,9% su Harvey’s BigLaw Bench, il benchmark più seguito nel settore legale, mentre studi come Freshfields, Quinn Emanuel e Holland & Knight hanno già dichiarato di utilizzare Claude in casi reali.
Christopher Kercher, partner di Quinn Emanuel, ha raccontato di aver costruito la piattaforma per il contenzioso del suo studio su Claude “praticamente senza alcuna esperienza di programmazione”, trattando l’AI come un membro del team di causa.
I rischi dell’intelligenza artificiale in area legale
L’ingresso di Anthropic nel legal tech non è privo di tensioni. Il lancio dei plugin legali per Claude Cowork aveva già provocato, nei mesi scorsi, una forte reazione nei mercati finanziari: aziende come Wolters Kluwer, RELX e Thomson Reuters avevano visto i loro titoli perdere più del 10% in una singola giornata, con gli investitori spaventati dall’ipotesi di una disintermediazione dei tradizionali fornitori di software legale. Resta anche il problema delle allucinazioni.
Nei tribunali statunitensi, alcuni avvocati sono stati scoperti a presentare memorie con citazioni di casi inesistenti generati dall’AI. Anthropic risponde a questo problema puntando sul grounding, cioè sull’ancorare le risposte a fonti verificate come Westlaw o gli archivi di CourtListener.
Un’ambizione sociale: dare accesso legale a tutti
Ma Claude for Legal non vuole essere solo uno strumento per i grandi studi. Sonja Ebron, CEO di Courtroom5, ha dichiarato: “La maggior parte delle persone non sa di avere dei diritti legali finché non è troppo tardi per esercitarli. Ora Claude può raggiungerle nel momento in cui sono spaventate e cercano risposte”. Un’ambizione che, se mantenuta, potrebbe cambiare non solo il modo in cui si lavora in uno studio legale, ma anche chi può permettersi di avere un avvocato.
