Investimenti in conto capitale nel 2026
L’intelligenza artificiale è passata da concetto immateriale a necessità di infrastrutture fisiche. Secondo Reuters, le quattro “Big Tech” – Microsoft, Amazon, Alphabet e Meta – dovrebbero spendere complessivamente circa 725 miliardi di dollari nel solo anno 2026. La maggior parte di questa cifra è destinata a data center, chip, servizi cloud e altre strutture indispensabili per competere nella corsa all’AI.
L’International Energy Agency (IEA) fornisce un paragone ancora più sorprendente: il capex di queste cinque grandi aziende tecnologiche aveva già superato i 400 miliardi di dollari nel 2025 e si prevedeva una crescita del 75 % entro il 2026. Tale spesa supera ora gli investimenti mondiali nell’estrazione di petrolio e gas naturale, segnalando una vera inversione di paradigma industriale.
Dalla “software‑light” all’industria pesante
Per decenni le società digitali sono state considerate l’opposto dell’industria tradizionale. Un produttore di automobili o di acciaio deve costruire impianti, acquistare macchinari e consumare grandi quantità di materie prime. Al contrario, una società di software poteva vendere copie aggiuntive senza dover espandere la propria base fisica.
L’avvento dell’AI ha cambiato radicalmente questo modello. Per addestrare e far funzionare modelli avanzati sono necessari migliaia di processori specializzati, memorie ad alta velocità, server, fibra ottica e impianti di raffreddamento. Inoltre, gli edifici devono essere progettati per gestire enormi consumi energetici e dissipare grandi quantità di calore.
Impatto sui bilanci delle Big Tech
Il Wall Street Journal ha evidenziato che nel secondo trimestre del 2025, rispetto a due anni prima, l’utile netto complessivo di Alphabet, Amazon, Meta e Microsoft è cresciuto del 73 %, raggiungendo 91 miliardi di dollari. Contemporaneamente, il free cash flow è sceso del 30 %, attestandosi intorno ai 40 miliardi. Questo mostra come gli utili possano aumentare mentre la liquidità disponibile diminuisce a causa di investimenti massicci.
Secondo lo stesso giornale, tra il 2023 e il 2025 Microsoft, Alphabet e Amazon avrebbero speso complessivamente più di 600 miliardi di dollari, generando circa 750 miliardi di utile netto nello stesso periodo. La trasformazione è evidente anche nella composizione degli asset: la quota di liquidità e investimenti finanziari di Microsoft è passata dal 43 % del totale nel 2020 a circa 16 % nel terzo trimestre del 2025.
Capex previsto per il 2026
Le previsioni di spesa per il 2026, riportate da Reuters, mostrano l’ampiezza della trasformazione:
- Alphabet: 195‑205 miliardi di dollari
- Amazon: 220 miliardi di dollari (aumento del 10 % rispetto al programma annuale precedente)
- Meta: 130‑145 miliardi di dollari
- Microsoft: circa 175 miliardi di dollari, con un investimento di 41 miliardi nel solo trimestre aprile‑giugno, oltre il 70 % in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente
È importante sottolineare che questi numeri includono anche investimenti non legati direttamente all’AI, poiché le aziende raramente distinguono la spesa specifica per l’intelligenza artificiale.
Il piano di Microsoft per i data center AI
All’inizio del 2025 Microsoft ha annunciato un piano da circa 80 miliardi di dollari per costruire data center destinati anche all’AI durante il proprio esercizio fiscale. Più della metà di tale investimento sarebbe stata destinata agli Stati Uniti, secondo Reuters.
Effetti sulla catena di fornitura
La domanda crescente di infrastrutture AI ha generato investimenti anche in settori lontani dal tradizionale software:
- Generac ha destinato 250 milioni di dollari per ampliare la produzione di apparecchiature elettriche per data center, con ordini ancora da completare per circa 1,6 miliardi di dollari e l’intenzione di aggiungere 1.000 lavoratori.
- Siemens ha avviato investimenti per 200 milioni di dollari in nuovi impianti statunitensi, mirati a soddisfare la crescente domanda di apparecchiature elettriche.
Il ciclo di dipendenza è chiaro: più richieste di servizi AI richiedono più potenza di calcolo; più potenza di calcolo richiede più chip; i chip necessitano di server e sistemi di raffreddamento; i server devono essere collocati in data center; i data center hanno bisogno di trasformatori, generatori, cavi, fibra ottica e connessioni alla rete elettrica. L’intera catena produttiva è quindi coinvolta.
Tempistiche e sfide strutturali
Un modello di AI può migliorare radicalmente in pochi mesi, ma la costruzione di un data center, di una centrale elettrica o di una nuova linea di rete richiede anni. L’IEA osserva che la capacità delle cosiddette “AI factories”, i grandi data center dedicati all’addestramento e all’esecuzione di sistemi di intelligenza artificiale, è più che mai un fattore limitante per la crescita del settore.
Le sfide includono:
- Disponibilità di terreni adatti e permessi ambientali.
- Accesso a fonti di energia rinnovabile a costi competitivi.
- Gestione del calore e dei rifiuti elettronici.
- Rischi geopolitici legati alla dipendenza da fornitori di semiconduttori.
Prospettive future
Se la tendenza attuale continuerà, le Big Tech si consolideranno sempre più come industria pesante, con bilanci più simili a quelli di produttori di acciaio o di energia. La capacità di finanziare, costruire e gestire infrastrutture fisiche diventerà il principale vantaggio competitivo, accanto alla proprietà di algoritmi e dati.
In sintesi, l’intelligenza artificiale sta trasformando le aziende digitali da entità prevalentemente “asset‑light” a veri
