Gli strumenti di intelligenza artificiale generativa hanno raggiunto la pubblica amministrazione: il 66% dei dipendenti li usa già quotidianamente o a cadenza settimanale, soprattutto per compiti di base. Ma in sei casi su dieci, l’utilizzo della tecnologia non è gestito da regole chiare, formazione o sperimentazioni strutturate. Questo emerge da una ricerca condotta da Fpa e presentata nell’ambito dell’edizione 2026 di Forum PA.
La ricerca “La pubblica amministrazione infrastruttura strategica del Paese” mostra come i dipendenti non vedano l’innovazione come uno sviluppo in stallo, anche se oggi essa spesso dipende dall’iniziativa individuale. Il 41% dei lavoratori riconosce iniziative da parte della propria organizzazione per orientare e supportare i dipendenti nell’utilizzo dell’AI, ma il restante 59% non riceve formazione specifica né strumenti sicuri.
Iniziative a supporto dell’intelligenza artificiale
Secondo la ricerca, in particolare, i soggetti che usano l’AI più frequentemente lo fanno per compiti come:
- sintesi e analisi di documenti (59%)
- redazione di testi (59%)
- ricerca di informazioni in rete (57%)
- ricerca normativa o procedurale (54%)
- gestione delle lingue (36%)
- analisi dati e reportistica (36%)
- creatività e brainstorming (30%)
- automazione avanzata d’ufficio (14%)
Il trend evidenzia un impiego crescente dell’AI, anche se si presenta frammentato e privo di una governance definita. Secondo i dati, solo nel 14% dei casi, l’intelligenza artificiale viene adoperata per automazioni complesse di ufficio.
Obiettivo: migliorare la leadership e la cultura organizzativa
Il problema, dunque, sta nel far trasformare questa innovazione da esperienza singolare a norma organizzativa. I lavoratori auspicono investimenti significativi nella formazione continua, semplificazione delle procedure, metodologie di project management, e una riduzione della cultura del performance management.
Il ricambio generazionale
Nel dibattito sull’organizzazione moderna della PA, il ricambio intergenerazionale è un tema centrale. Il 60% dei lavoratori sottolinea l’importanza di programmi di mentoring, in cui i senior trasferiscono competenze ai più giovani. Per il 45%, invece, sarebbe fondamentale introdurre il reverse mentoring, per permettere ai giovani di insegnare alle figure senior.
In parallelo, sempre più giovani si interessano al settore pubblico, spinti da una visione di stabilità e da una crescente attrattività rispetto alle imprese private. Secondo i dati del portale inPA, più del 50% degli iscritti ha un’età inferiore ai 40 anni, l’età media complessiva però resta intorno ai 49 anni.
Assunzioni e innovazione
La PA italiana, dopo anni di contrazione, ha avviato un processo di espansione: da luglio 2022 al momento del convegno, sono state pubblicate più di 730mila posizioni da coprire, grazie al portale di reclutamento dedicato. Questo dato conferma una rinnovata appetibilità, ma richiede un’organizzazione che sappia accogliere nuove competenze e nuove culture.
Il ruolo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è emerso come una delle forze motrici dell’innovazione. Ha reso evidente la capacità della PA di lavorare in base a missione, obiettivi e risultati concreti, riconosciuti positivamente anche dai dipendenti. Però, la sfida sta nel rendere questi metodi la norma, non l’eccezione.
La ricerca ha messo in luce come il ruolo della PA si sia rafforzato nella coscienza comune. Il 53% degli italiani la considera un elemento stabile per le imprese e i cittadini. Il 42% ritiene che essa abbia un ruolo chiave nel sostenere l’economia nazionale e regionale.
Le priorità delle politiche pubbliche
Secondo la ricerca, i cittadini indicano come priorità fondamentali per le politiche pubbliche:
- controllo dei prezzi e dell’inflazione
- occupazione e lavoro
- sicurezza energetica
Un modello di governance per il futuro
“La pubblica amministrazione non solo è una infrastruttura strategica del Paese – dichiara Gianni Dominici, amministratore delegato di Fpa – Gruppo Digital360 – ma deve fare un salto verso una maggiore leadership tecnologica, organizzativa e culturale.”
Secondo Dominici, per anticipare il futuro, occorrerà governare l’uso della tecnologia, consolidare il modello introdotto dal Pnrr, investire sulle competenze e creare legami trasversali tra generazioni. La trasformazione della PA coinvolge aspetti tecnologici, ma anche culturali e cognitivi.
Raccontare la PA che funziona
Bisogna, inoltre, cambiare narrazione, sottolineando non solo i ritardi e le criticità, ma anche esempi concreti di successo. Questo non per nascondere l’esistenza di problemi, ma per dimostrare che il cambiamento non è una chimera.
Le iniziative di Forum PA 2026
Il Forum PA 2026, che si svolge al Convention Center “La Nuvola”, è diventato il palcoscenico per i confronti su organizzazione, innovazione e governance. Tra i partner significativi di questa edizione c’è Sielte, impegnata in iniziative pratiche per il futuro della PA.
In questi giorni, Sielte parteciperà a tavoli di approfondimento tematico, tra cui:
- 9 giugno, ore 16: presentazione del progetto “PA resiliente e data-driven”
- 11 giugno, dalle 15 alle 17: confronto sull’innovazione tecnologica e digitale
I lavoratori del settore pubblico si confrontano su sfide concrete come cloud, cybersecurity, interoperabilità, servizi al cittadino e l’implementazione dell’AI. L’obiettivo? Creare un ambiente di collaborazione e una cultura organizzativa che anticipi le esigenze future.
