Jon Prosser, noto YouTuber che ha pubblicato video su un presunto design del futuro sistema operativo iOS 26 (originariamente chiamato iOS 19), ha replicato alle accuse di Apple in un documento ufficiale reso pubblico lo scorso 2 luglio. La società di Cupertino lo aveva accusato insieme a Michael Ramacciotti di aver partecipato a una cospirazione per divulgare informazioni riservate riguardanti iOS 19.
Jon Prosser accusa l’altro soggetto
Nel suo documento, Prosser non ha rifiutato l’idea di avere registrato una chiamata FaceTime con Ramacciotti, durante la quale l’interfaccia riservata iOS 19 è stata mostrata. Tuttavia, ha insistito per affermare che il responsabile principale della divulgazione è stato Ramacciotti. Egli ha anche condiviso parzialmente i guadagni derivati dai video con lui, una volta pubblicati sul canale YouTube Front Page Tech.
La deposizione dettagliata
Il resoconto delle accuse di Apple a carico di Prosser include diverse affermazioni, a cui lo YouTuber ha replicato punto per punto:
- Apple afferma che Prosser e Ramacciotti abbiano pianificato insieme il furto di informazioni riservate dell’iPhone di Ethan Lipnik, uno sfortunato dipendente di Apple che è stato immediatamente licenziato. Prosser ha chiarito di non essere stato coinvolto in tale pianificazione né di conoscere la situazione finanziaria di Ramacciotti.
- Prosser ha ammesso di aver partecipato a una FaceTime con Ramacciotti, durante la quale le nuove funzionalità del sistema operativo non ancora lanciato sono state mostrate. Ha però sostenuto di non saperne il reale stato o la natura riservata di iOS 19.
- Le prove di Apple indicavano che Ramacciotti avesse ottenuto l’accesso all’iPhone di Lipnik utilizzando la geolocalizzazione e il codice di sblocco. Prosser ha negato di conoscere tali metodi o l’appartenenza di Lipnik a Apple al momento dell’interazione.
- Ha inoltre ammesso di aver registrato la chiamata in video e pubblicato successivamente contenuti, ma non era a conoscenza che fossero informazioni riservate o protette.
- Prosser nega di aver reclutato o corrotto Ramacciotti; ha però ammesso di aver condiviso parte dei ricavi ottenuti con lui. Ha però affermato che ha interrotto la collaborazione non appena ha saputo che le informazioni erano state ottenute illegalmente.
Secondo il documento, Prosser sostiene che Ramacciotti è l’unica persona da biasimare, nonché colpevole di tutti i danni derivati da tali azioni a lui, e che quest’ultimo debba risarcirlo per i costi legali e reputazionali sostenuti a causa di questa vicenda.
La posizione di Apple e il processo legale
The Verge, che ha analizzato per esteso la testimonianza depositata da Prosser, ha sottolineato che Apple non ha risposto a ulteriori inviti a commentare il caso. Dopo l’ultimo aggiornamento, una portavoce aveva ribadito che l’azienda non fornisce dichiarazioni su questioni legali in corso.
La questione legale continua
La disputa solleva questioni importanti non solo per la privacy e la protezione dei segreti industriali, ma anche per il potere dei social media e dei contenuti online. La risposta di Jon Prosser sembra puntare a sottolineare che il suo ruolo non fu che di spettatore, e che la colpa principale gravi esclusivamente sull’altro soggetto coinvolti.
La vicenda rimane comunque in ballo, considerando che la testimonianza di Prosser potrebbe essere una pietra miliare importante nel corso del processo legale. Apple, da parte sua, continuerà a muoversi legalmente per proteggere il suo sistema operativo e la sua reputazione.
