Con l’avvio della piattaforma GSE, il 12 giugno 2026 entra ufficialmente in vigore il meccanismo di iperammortamento 2026, la misura fiscale che sostituisce i crediti d’imposta 4.0 e 5.0, favorendo la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale negli investimenti aziendali. Questa innovazione presenta vantaggi significativi, ma comporta anche nuovi obblighi procedurali stringenti che le imprese devono conoscere per non perdere il beneficio.

Cos’è l’iperammortamento?

L’iperammortamento è una misura introdotta in via sperimentale nel 2023 e poi resa strutturale nel tempo, grazie al decreto legislativo n. 32 del 2023. Si tratta di una tecnica di ammortamento accelerato, che permette di dedurre dal reddito in tempo brevissimo l’intero costo di determinati beni strumentali. Il vantaggio principale sta nel rimborso anticipato o nella riduzione dell’IRPEA, grazie alle deduzioni che spesso superano l’80% del costo sostenuto.

I benefici dell’iperammortamento 2026

Ecco le principali caratteristiche dell’iperammortamento 2026:

    • Fino al 180% di maggiorazione del costo iniziale: per alcune tipologie di beni, soprattutto quelli ad alto contenuto tecnologico e inerenti all’AI e al cloud, si può iperammortare per importi superiori all’investimento reale;
    • Beni nuovi ammissibili: la misura include nuove tecnologie, ad esempio i sistemi di AI basati su machine learning, la visione artificiale, i sistemi di gestione blockchain e le reti 5G;
    • Semplificazione fiscale: l’iperammortamento elimina la necessità di attendere diversi anni per rientrare dell’ammortamento;
    • Riduzione del fisco da subito: grazie al recupero fiscale anticipato di parte dell’investimento.

Limiti e esclusioni

Non tutti gli investimenti possono beneficiare dell’iperammortamento. Si ricorda in particolare l’esclusione dei beni in formato SaaS (Software as a Service), che non rientrano tra quelli ammissibili. Allo stesso modo, alcune infrastrutture, come quelle energetiche non rinnovabili, non godono dello stesso beneficio.

Le comunicazioni obbligatorie al GSE

Per poter beneficiare dell’iperammortamento, è necessario effettuare cinque comunicazioni obbligatorie tramite la piattaforma GSE.

    • Comunicazione iniziale del piano di investimento con dettagli sui beni;
    • Invio della fattura relativa all’acquisto del bene;
    • Premessa della domanda per il credito d’imposta;
    • Comunicazione di avvenuta installazione;
    • Notifica del completamento dell’investimento.

Ogni comunicazione richiede l’indicazione di dati specifici, ad esempio codici ATECO, descrizione precisa del bene, sua collocazione e tipo di tecnologia.

Strumenti e supporto per aziende

Per facilitare l’iter, il governo ha messo a disposizione una guida ufficiale, disponibile sulla piattaforma GSE, e una sezione FAQ dedicata. Inoltre, enti come Confcommercio, Confartigianato e Unioncamere offrono supporto alle imprese interessate per comprendere la documentazione necessaria e la corretta modulistica.

Un esempio chiarissimo riguarda un’azienda che ha acquistato un sistema di intelligenza artificiale per la gestione del magazzino, spendendo complessivamente 200.000 €. Grazie all’iperammortamento al 180%, l’azienda può dichiarare al fisco un costo iniziale di 360.000 €, di cui 160.000 € dedotti fiscali nel primo periodo.

Conclusioni

L’iperammortamento 2026 rappresenta un’opportunità unica per le aziende italiane che vogliono investire in tecnologia innovativa e digitalizzazione. Tuttavia, il corretto utilizzo del beneficio richiede una precisa progettazione e la completa digitalizzazione dell’iter burocratico. Per non rischiare sanzioni o perdere i vantaggi, è consigliabile affidarsi a consulenti qualificati o utilizzare i canali ufficiali GSE per ottenere informazioni aggiornate e modelli precompilati.