Introduzione
L’intelligenza artificiale (IA) sta trasformando il rapporto tra amministrazioni pubbliche e cittadini, ampliando l’accesso alle informazioni ma introducendo nuovi rischi di opacità. La trasparenza nella Pubblica Amministrazione (PA) non è più solo questione di disponibilità dei dati, ma di capacità di renderli comprensibili, verificabili e collegati a responsabilità chiare.
La Giornata della Trasparenza: origini e obiettivi
La Giornata della Trasparenza rappresenta da oltre quindici anni un appuntamento fondamentale per la PA italiana. Introdotta nel nostro ordinamento nel 2009 e successivamente inserita, nel 2013, in un quadro più ampio di norme volte a rafforzare la trasparenza, essa nasce con l’obiettivo di rendere l’azione amministrativa più aperta e di creare occasioni di confronto con cittadini e stakeholder sui risultati, sulle attività e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.
Alla base vi è un principio che nel tempo si è progressivamente rafforzato: la trasparenza non è soltanto adempimento o pubblicazione di documenti, ma una componente essenziale del rapporto tra amministrazione e cittadini, uno strumento di partecipazione e di controllo diffuso sull’operato delle istituzioni.
Evoluzione digitale e nuove aspettative
Negli ultimi anni il contesto in cui tale principio deve essere applicato è cambiato profondamente. La trasformazione digitale ha modificato non soltanto gli strumenti a disposizione delle amministrazioni, ma anche le aspettative di cittadini e imprese. Se per molto tempo la trasparenza era associata soprattutto alla possibilità di accedere a un documento o di conoscere un procedimento amministrativo, il digitale ha enormemente ampliato questo perimetro.
Dati, informazioni, atti e servizi possono essere messi a disposizione dei cittadini in quantità e con modalità che sarebbero state impensabili pochi anni fa. La distanza fisica dall’amministrazione si è ridotta: molte informazioni sono diventate direttamente accessibili e la possibilità di seguire un procedimento o interagire con un ente pubblico non dipende più necessariamente dalla presenza a uno sportello.
Esempio pratico: il Comune di Milano
Avendo vissuto la trasformazione digitale sia nel mondo delle imprese sia, successivamente, all’interno della Pubblica Amministrazione, considero questo cambiamento uno dei risultati più rilevanti prodotti dalla tecnologia. Nell’esperienza del Comune di Milano, per esempio, digitalizzare non significava semplicemente trasferire online servizi e procedimenti esistenti, ma provare a ridisegnare la relazione tra l’amministrazione e le persone che con essa interagivano. È una distinzione importante, perché riguarda anche il significato della trasparenza: mettere un documento online rappresenta certamente un progresso rispetto a renderlo disponibile soltanto attraverso un ufficio, ma non garantisce, di per sé, che quel documento sia facilmente reperibile, comprensibile e realmente utilizzabile da chi lo consulta.
Limiti della trasparenza formale
La digitalizzazione ha aumentato in modo straordinario la quantità di informazioni che la Pubblica Amministrazione può rendere disponibili, ma la quantità non coincide necessariamente con la qualità della relazione tra istituzione e cittadino. Un’amministrazione può rispettare tutti gli obblighi di pubblicazione e continuare a risultare difficile da comprendere; può mettere a disposizione grandi quantità di dati senza riuscire a trasformarli in informazioni realmente fruibili; può digitalizzare un procedimento senza rendere più chiari i criteri con i quali una decisione viene assunta.
La trasparenza formale rimane indispensabile, ma non è più sufficiente a descrivere ciò che oggi chiediamo a un’amministrazione aperta.
L’impatto dell’intelligenza artificiale sulla trasparenza
L’IA rende questa riflessione ancora più attuale. Nei prossimi anni sistemi di intelligenza artificiale entreranno sempre più frequentemente nei processi amministrativi, nella gestione delle informazioni, nell’interazione con cittadini e imprese e nel supporto alle decisioni. Tra il dato posseduto dall’amministrazione e l’informazione restituita al cittadino potranno quindi intervenire sistemi capaci di selezionare, correlare, interpretare e generare contenuti.
È un passaggio rilevante perché modifica la natura stessa della trasparenza. Non sarà più sufficiente sapere che un dato è disponibile: diventerà necessario comprendere come è stato utilizzato, quali informazioni hanno contribuito a produrre un determinato risultato, quale ruolo ha avuto il sistema tecnologico e, soprattutto, dove rimane collocata la responsabilità dell’amministrazione.
Quadro normativo europeo
Non a caso anche il quadro regolatorio europeo sull’intelligenza artificiale pone grande attenzione alla trasparenza, alla tracciabilità e alla possibilità di comprendere adeguatamente gli output dei sistemi, in particolare quando questi possono incidere sui diritti delle persone. Non significa, naturalmente, che ogni cittadino debba conoscere il funzionamento tecnico di un algoritmo o di un modello di IA.
Significa invece che la crescente complessità tecnologica non può diventare una nuova forma di opacità amministrativa. Quanto più sofisticati diventano gli strumenti utilizzati dalla PA, tanto maggiore deve essere la capacità dell’amministrazione di spiegare come vengono impiegati, con quali finalità e sotto quale responsabilità.
Inclusione e accessibilità dell’informazione
C’è inoltre un tema di inclusione che considero parte integrante della trasparenza. L’accesso formale all’informazione perde infatti parte del suo valore se soltanto chi dispone di determinate competenze è in grado di comprenderla e utilizzarla.
È un problema già noto nella trasformazione digitale e che l’IA potrebbe accentuare: la possibilità che, mentre aumentano le informazioni disponibili, cresca anche l’asimmetria tra chi possiede gli strumenti culturali e digitali necessari per interpretarle e chi ne rimane escluso. Per questo la trasparenza deve essere valutata non soltanto sulla base di ciò che un’amministrazione rende disponibile, ma anche sulla reale possibilità per cittadini e imprese di comprenderlo.
Riflessioni sulla Giornata della Trasparenza nel contesto dell’IA
A distanza di molti anni dalla loro introduzione, le Giornate della Trasparenza possono assumere un significato nuovo senza perdere quello originario. Possono diventare non soltanto un momento nel quale le amministrazioni rendono conto di ciò che fanno, ma anche un’occasione per interrogarsi sulla qualità e sulla comprensibilità della relazione che costruiscono con i propri stakeholder.
La tecnologia continuerà certamente a offrire strumenti sempre più potenti per rendere l’amministrazione aperta, accessibile ed efficiente, ma non sarà la tecnologia, da sola, a renderla trasparente.
