Il commento online e il ruolo delle serie tv

I commenti sui social network ai femminicidi, così come la consapevolezza portata dalla serie Adolescence, offrono l’occasione per approfondire come le comunità Incel si creano e agiscono sulle piattaforme digitali. Queste ultime svolgono un ruolo fondamentale nella diffusione di un’ideologia violenta in cui le donne vengono viste come nemici.

Nella primavera 2025, durante i casi di Sara Campanella e Ilaria Sula uccise, si sono osservati sul web commenti come “lei manco era una santa“, “colpa di quest’altra demente“, “avrà avuto i suoi motivi“, o “è molto arrogante, c’è modo e modo”. Questi contributi riflettono il cosiddetto linguaggio Incel, che si basa su una visione estremizzata della realtà in cui vengono rifiutate le donne e attribuiti loro comportamenti negativi.

I fondamenti dell’ideologia Incel

La comunità Incel si forma online in gruppi in cui uomini con condivisioni emotive, legate al dolore del rifiuto romantico e sessuale, si aggregano. La fase iniziale si basa sulla condivisione personale, ma evolve verso una radicale interpretazione dell’esistenza e un atteggiamento aggressivo verso donne. La conseguenza è una visione distorta del mondo, estendendo la frustrazione vissuta da casi personali a situazioni generali.

“Quelle Incel è un’ideologia dirompente – afferma Arije Antinori, professore di criminologia –. I gruppi online si trasformano in vettori di radicalizzazione emotiva. La piattaforma funge da spazio per raffreddare le relazioni interpersonali, creando quindi una rete sociale parallela fatta di stereotipi e pregiudizi.”

La rete transnazionale e i suoi simboli

Dalle community online si è sviluppata una vera e propria rete transnazionale, con gruppi locali condivisi lungo confini geografici nonostante siano accomunati da un gergo comune. Il manifesto Incel sottolinea che si tratta di una subcultura deviante diventata un’ideologia violenta. L’oggetto principale di odiate e discriminazione è il sesso femminile.

Le caratteristiche fisiche della donna ideale, come altezza, ricchezza, e status sociale, sono viste come elementi di interesse da parte del genere maschile. Questa visione è rafforzata anche tramite le piattaforme digitali. L’esempio più comune si riscontra nei forum Incel, dove si dibatte su modelli estetici ritenuti ideali e si giustifica la mancata corrispondenza fisica come un fallimento esistenziale.

Gli stereotipi e la sensazione di colpa

Gli Incel si vedono come vittime di una società che li ha rifiutati e sono guidati da un senso di predestinazione. “Pensano di essere sempre destinati a essere rifiutati – precisa Antinori –. Sostengono che la situazione non cambierà mai, e questo alimenta un vortice di autoisolamento e violenza.” In queste comunità si sviluppa anche un cospirazionismo che lega la narrazione estremista a sentimenti di rifiuto collettivo e a figure emblematiche come i cosiddetti “alpha”.

Il linguaggio deviante e i meme

Un elemento distintivo di questa ideologia è il gergo utilizzato e i contenuti visivi, soprattutto i meme, molto presenti sui social network. Queste immagini, spesso a sfondo umoristico o paradossale, mascherano messaggi violenti e discriminatori. Il fenomeno colpisce in particolare i preadolescenti, che durante la costruzione identitaria sono maggiormente vulnerabili.

Ecco alcuni termini spesso utilizzati all’interno delle comunità Incel:

    • ERcel – riferito ai sostenitori di Elliot Rodger, serial killer motore di molti omicidi.
    • "Alpha" – indica l’archetipo dell’uomo desiderato.
    • "Chad" – sinonimo di successo sessuale.
    • "Forever alone" – espressione per sostenere un destino esistenziale di isolamento.
    • "Manoosed" – termine per sottolineare il fallimento sessuale rispetto alle donne.

“Il linguaggio di queste realtà è un elemento chiave – aggiunge Antinori –. È un modo per costruire identità e legami forti all’interno del gruppo.”

I casi di radicalizzazione

I rischi sociali derivanti dagli estremismi online si concretizzano in casi estremi di violenza. Gli Incel non disdegnano atti che vanno da cyberbullismo a veri e propri femminicidi. Alcuni membri del movimento finiscono per idolatrare serial killer come Elliot Rodger. Nei social network, vengono anche citati con rispetto casi di individui come Filippo Turetta, che commise un crimine domestico non motivato ma reinterpretato in chiave Incel.

I commenti che ricordano Turetta con frasi come “Turetta mio fratello“ e “Free Turetta“ testimoniano come i crimini vengano riscritti e celebrati da queste comunità. Questo processo trasforma il crimine in un evento ideologico e simbolico.

Conclusione

La subcultura Incel non è soltanto un fenomeno online ma una vera e propria ideologia estremizzata, pericolosa per le donne e per la società in generale. La comprensione del tema richiede una riflessione su come l’uso dei social network e l’assenza di controlli efficaci facilitino diffusione e radicalizzazione.

La lotta al cyberodio e alla pornografia di genere richiede interventi su diversi livelli: legislativi, educativi e preventivi. L’adattarsi rapidamente alla violenza online non è semplice, ma il rischio di una diffusione globale di gruppi Incel è reale.