Oggi, i miliardi di persone usano Internet senza rendersi conto del passo rivoluzionario che fu il World Wide Web. Fu costruito su un server NeXT, non sull’enorme infrastruttura del CERN né su computer governativi o di aziende tecnologiche.
Un Laboratorio Con Un Grande Problema
Nel 1980, al CERN — il laboratorio di fisica a franco-svizzero — Tim Berners-Lee si confrontava con un problema reale: le informazioni importanti si disperdevano. Con migliaia di scienziati provenienti da centinaia di paesi, e un continuo flusso di ricercatori di breve durata, ogni volta che una persona lasciava il laboratorio, portava con sé dati cruciali.
Tim voleva creare un sistema dove ogni informazione potesse collegarsi a un’altra, con un meccanismo simile alla memoria umana. Fu così che ideò Mesh nel 1989, un sistema per interconnettere dati, che divenne ufficialmente il World Wide Web l’anno seguente.
L’Avvento Della NeXT
Nel 1990 riceve l’approvazione del suo capo, Mike Sendall, per provare una NeXT Cube — un computer all’avanguardia, allora considerato avanzatissimo. Aveva un'architettura innovativa e la capacità di gestire interfacce grafiche in tempo reale, qualcosa che pochi altri permettevano all’epoca.
Il NeXT Cube era un hardware eccezionale:
- Prematuro rispetto al mercato.
- Disponibile ad un costo proibitivo per molti ricercatori.
- Con un software integrato, composto da strumenti per modificare documenti e creare interfacce visive.
- Dotato dell’ambiente di sviluppo più avanzato del periodo.
Che Cos’è L’Oggetto NeXT?
Il NeXT Cube supportava la programmazione orientata agli oggetti, un concetto fondamentale per lo sviluppo del World Wide Web. Tim Berners-Lee, anziché scrivere interamente il sistema da zero, poteva utilizzare strumenti esistenti per concentrarsi su innovazioni più specifiche e creative.
Il codice venne scritto in Objective-C, una sintassi unica e potente che semplificò moltissimo il processo di sviluppo.
L’Origine Dei Collegamenti Ipertestuali
Prima del web di Tim, collegare file da diversi computer richiedeva una serie di comandi complessi. Bisognava conoscere esattamente dove si trovavano i file, connessi attraverso un indirizzamento numerico e protocolli non intuitivi.
Il NeXT fornì una soluzione elegante e visiva. Per creare un collegamento ipertestuale (testo cliccabile destinato a diventare la cifra distintiva del Web), Tim e le sue squadre potevano semplicemente:
- Navigare alla risorsa che interessava.
- Premere Command-M per avviare un collegamento.
- Selezionare il testo interessante.
- Premere Command-L.
L’hardware memorizzava l'indirizzo nel background, trasformando un processo da terminale in un'esperienza completamente visiva e interattiva.
I Fondamenti Tecnologici Del Web
Durante lo sviluppo, nacquero tre invenzioni fondamentali:
- HTTP: il protocollo per richiedere e spedire pagine web.
- HTML: il linguaggio per strutturare i documenti web.
- Il software server: per distribuire le informazioni a richiesta a chiunque.
Il primo sito web fu attivo su info.cern.ch a partire da dicembre 1990, girando su quel singolo computer NeXT. Tim lo protesse con una semplice scritta a pennarello rosso: «Questa macchina è un server. NON SPEGNERLA!!». Se fosse scattata un'interruzione di corrente o qualcuno avesse spento la macchina, il web non avrebbe mai esistito.
Un Progetto Troppo Avanti Rispetto Al Suo Tempo
Tim Berners-Lee non mancò mai di promuovere il progetto, ma l’accoglienza fu mista.
«Non riesco a trovare molte persone che si entusiasmano per il web», disse lui.
I ricercatori non vedevano il valore del progetto e neppure i tecnici di NeXT, per via della scarsa risonanza e dell’interfaccia rudimentale, non lo considerarono una tecnologia rilevante. Il CERN non seppe nemmeno apprezzare il contributo del sistema, nonostante fosse in grado di collegare documenti tra Europa e America istantaneamente.
Il Futuro Nasce Dal Passato
Oggi, il web è invisibile ma ubiquo. Le tecnologie che nacquero dal NeXT Cube, come HTTP e HTML, sono la base che permette a miliardi di persone di comunicare, fare commercio e creare cultura.
Non è necessario andare a Geneve per toccare con mano la potenza dell’architettura di Tim Berners-Lee. Sono solo pochi click a distanza.
