La pagina ufficiale di “La Odisea” di Christopher Nolan presenta una funzione insolita: nella sezione Explore Formats un’apposita funzione permette di vedere il medesimo trailer in sei formati diversi, dal formato quasi quadrato dello IMAX 70 mm sino al panoramico largo dei 35 mm tradizionali. Si tratta di una promozione che esalta l’importanza dei formati video e la preoccupazione estetica del regista. Ma esiste anche un’interpretazione contraria: se il formato IMAX è un elemento fondamentale della visione di Nolan, la pellicola risulta mutilata per la maggior parte del pubblico che la guarderà attraverso formati standard.

I Formati e la loro Importanza

Il cambiamento tra formati riguarda la proportione dell’immagine, la geometria del piano visivo. Nel formato IMAX originale, il soggetto è al centro dello schermo, con margini vuoti o zone non cruciali al di sopra e al di sotto; in un cinema tradenzionale a 35 mm, lo stesso piano mostra solo l'immagine centrale, tagliando le parti periferiche. Confrontando l’anteprima sulla pagina ufficiale e le varianti offerte, si capisce che la stessa storia si presenta con due immagini completamente diverse.

Che C’è dietro al formato?

Per spiegare meglio, ecco il significato di aspect ratio: si tratta del rapporto tra la larghezza e l’altezza del piano visivo. E’ una decisione compositiva fondamentale nel cinema. Esempi di variazione notevoli si hanno tra i due scenari: in una versione panoramica di 2.39:1, si perde una parte considerevole dell’immagine rispetto a una pellicola IMAX 70 mm a 1.43:1. Solo una manciata di cinema al mondo, come si sa, sono dotati del formato IMAX 70 mm, ma molti di essi usano il formato 1.90:1, più simile al tradizionale. Il 70 mm standard, con un rapporto di 2.20:1, è molto simile al 35 mm panoramico.

Ecco allora che il formato IMAX 70 mm a 1.43:1 presenta fino al 40% in più di schermo rispetto alle pellicole tradizionali. Questo vuol dire, in pratica, che in una sala normale non potranno vedersi i dettagli della parte alta e inferiore dell’immagine. Il formato 70 mm, infatti, proietta orizzontalmente e non verticalmente, generando una visione estesa. E’ un problema non solo di quantità ma di contenuto visivo.

Riflessione di Nolan

Ecco il punto più cruciale: se Nolan è consapevole che la maggior parte degli spettatori non vedrà il 40% dell’immagine che lui ha realizzato? Quali decisioni di messa in scena è costretto a prendere sapendo che la versione IMAX originale potrebbe non arrivare a molte persone? Un esempio concreto è l’uso di primo piano in IMAX: in un cinema tradizionale, il viso attore potrebbe occupare il 100% dello schermo senza un contesto visivo.

Accesso Selettivo

Il 17 luglio 2026, quando “La Odisea” salirà in sala, l’esperienza visiva degli spettatori dipenderà in parte da dove vivranno. In tutto il mondo, poche sono le sale in grado di riprodurre la pellicola in forma originale, solo un totale di 30 per essere precisi, e nessuna di esse si trova in Spagna. Mentre esistono sale in grado di ospitare formati 70 mm e sale IMAX, non ce n’è alcuna in grado di farlo entrambi contemporaneamente.

Un solo cinema per due formati

L’unica sala in Spagna che riuscirà a offrire entrambi i formati, peraltro separati, sarà la sala 4 dei Cines Palafox a Zaragoza, che presenterà la pellicola in 70 mm a quintuple fori. Inoltre, il cinema aprirà ufficialmente una sala IMAX nello stesso periodo. Le altre sale, però, dovranno ridurre o tagliare parti dell’immagine originale, generando una versione cinematografica completamente differente.

Da questo confronto sorge un dibattito acceso tra i fan: si parla addirittura di elitismo cinematografico e di una volontà di Nolan di escludere gli spettatori comuni.

Il ruolo degli Encuadres

Un dibattito centrale riguarda la composizione dei piani di Nolan. Il pubblico non può sapere se i compositori e il regista hanno progettato ciascuna scena, considerando anche il taglio in 2.39:1. Nei film precedenti come “Il Grande Freddo” o “Intergalattica”, dove si usava l’IMAX per certi piani, le composizioni venivano deliberate per quel formato. Il salto tra lo schermo quadrato e il piano panoramico era parte del linguaggio cinematografico.

Un esperimento totale

Nel caso di “La Odisea”, invece, l’uso assoluto di un formato IMAX, rispetto al 60-70% delle pellicole precedenti, coinvolge perfino quelle scene con dialoghi fra due personaggi. In formato 2.39:1, queste scene perderanno informazione visiva. Il 17 luglio diventerà quindi chiaro se a Nolan è convenuta la decisione di realizzare un film per trenta sale in tutto il mondo.