Introduzione

Confrontare l’acqua di un fiume spagnolo con quella di un fiume portoghese rivela una differenza sorprendente: il primo contiene, in media, quindici volte più fosfati del secondo. Sebbene i corsi d’acqua della penisola iberica non siano i peggiori d’Europa dal punto di vista ecologico, i dati recenti della Universitat Politècnica de València (UPV) indicano chiaramente che sono i più carichi di materia organica e fosforo per litro nell’intero continente.

Come è stato misurato l’indice HPRE

María Pachés e il suo team hanno sviluppato l’indice HPRE (Human Pressure on River Ecosystems), combinando due contaminanti classici: la domanda biochimica di ossigeno (BOD), che misura la quantità di ossigeno consumata dai microrganismi per degradare la materia organica, e i fosfati, nutrienti che favoriscono la proliferazione delle alghe. L’obiettivo è creare un indicatore sintetico della pressione umana sui fiumi, non una valutazione di “qualità” ambientale.

L’indice ha rivelato che, sebbene alcune acque possano ottenere buoni punteggi HPRE, possono comunque presentare gravi problemi ecologici. Un esempio è la Svezia, dove i livelli di fosfato sono bassi ma due fiumi su tre non raggiungono uno stato ecologico soddisfacente.

Trend dei fosfati e della materia organica

Analizzando i dati europei dal 2015 al 2021, la tendenza generale è di miglioramento della qualità delle acque. La Spagna, tuttavia, segue una traiettoria opposta. I fosfati sono passati da 0,160 mg/l alla fine degli anni 2000 a 0,448 mg/l nel 2021, per poi raggiungere 0,547 mg/l nel 2023. In sedici anni la concentrazione è triplicata, senza segni di rallentamento.

La materia organica, invece, ha mostrato una lieve riduzione dopo il picco del 2016, ma i valori attuali rimangono comunque superiori a quelli del 2007, indicando una persistenza del problema.

Cause della pressione idrica in Spagna

Un’indagine dell’Università Tecnica di Košice, pubblicata a luglio, ha identificato le ragioni per cui la Spagna registra concentrazioni peggiori rispetto ad altri paesi:

    • Basso caudal: i fiumi spagnoli hanno un flusso d’acqua più ridotto rispetto a quelli di molte altre nazioni europee.
    • Pressioni agricole: l’irrigazione intensiva aumenta il trasporto di nutrienti, in particolare fosfati, nei corsi d’acqua.
    • Urbanizzazione turistica: le aree costiere e le mete turistiche generano scarichi urbani che sovraccaricano le reti di depurazione.

Queste condizioni riducono la capacità di diluizione dei fiumi: anche se le pratiche di gestione fossero migliori di quelle di altri paesi, la concentrazione di inquinanti può risultare più elevata a causa del limitato volume d’acqua.

Il risultato è una maggiore suscettibilità all’eutrofizzazione, un processo in cui l’eccesso di fosforo alimenta la crescita incontrollata di alghe, provocando la morte di pesci e la degradazione dell’ecosistema acquatico.

Confronti internazionali

Il caso spagnolo si contrappone a situazioni come quella della Finlandia, dove i fiumi hanno un flusso più consistente e, nonostante un livello di fosforo più elevato, la diluizione è sufficiente a evitare gravi fenomeni eutrofi. In Spagna, la combinazione di poco volume d’acqua e alto contenuto di fosforo rende inevitabile l’eutrofizzazione, a meno di interventi strutturali.

Soluzioni e quadro normativo

La risposta tecnica è chiara: il trattamento terciario delle acque reflue è il metodo più efficace per ridurre sia fosfati che materia organica. La Direttiva UE 2024/3019 obbliga gli stati membri a implementare tale trattamento nelle zone a rischio di eutrofizzazione.

Nonostante la normativa sia già in vigore a livello europeo, la Spagna non ha ancora recepito la direttiva. Gli esperti prevedono che la trasposizione non avverrà prima del 31 luglio 2027, data di scadenza del termine previsto per l’attuazione.

Il ritardo è stato confermato dal Tribunale di Giustizia dell’Unione Europea, che a dicembre ha nuovamente condannato la Spagna per inadempienza nella gestione delle risorse idriche, evidenziando una mancanza di volontà politica nel prendere sul serio il problema dell’acqua.

Conclusioni

La situazione dei fiumi spagnoli è un monito per tutta la società: la scarsità d’acqua, combinata con un eccessivo apporto di nutrienti, sta compromettendo la salute degli ecosistemi fluviali. L’intervento richiesto non è solo tecnico, ma anche legislativo e culturale. Solo con una rapida attuazione del trattamento terciario e una gestione più sostenibile dell’irrigazione e del turismo si potrà invertire la tendenza al peggioramento e garantire fiumi più puliti per le future generazioni.