I data center si trasformano gradualmente nell’infrastruttura di riferimento per il futuro digitale e industriale. Se una volta erano considerati supporto tecnologico, oggi rappresentano elementi fondamentali per i servizi finanziari, le industrie automatizzate, l’intelligenza artificiale e le pubbliche amministrazioni. Questa crescente dipendenza ha portato a una domanda di energia ininterrotta e sempre più significativa.
L’aumento del consumo energetico
Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), i data center consumano circa il 1,5% dell’elettricità globale e il loro consumo potrebbe raddoppiare entro il 2030, per effetto del calcolo accelerato per l’intelligenza artificiale. Il loro impatto sui mercati elettrici cresce esponenzialmente.
Una strategia energetica indispensabile
Il contesto attuale non è solo caratterizzato da una crescita del consumo: l’approvvigionamento energetico diventa un problema geopolitico, economico e normativo. I grandi consumatori, inclusi i data center, sono esposti a picchi di prezzo e ad una ridotta sicurezza energetica.
I nuovi costi energetici in Europa
Nel 2025 si è registrata una bolletta del gas del settore elettrico UE di 32 miliardi di euro, con un aumento del 16% rispetto all’anno precedente. Il mercato elettrico ha visto una drastica riduzione della produzione idroelettrica, un elemento essenziale in un panorama già debole.
I costi elevati stanno riformulando il modo in cui i progetti vengono finanziati, gestiti e autorizzati. L’accesso alle risorse energetiche non è più solo una variabile di progetto, ma determina la competitività a lungo termine.
I data center in Italia
In Italia, nel periodo 2023-2025, sono stati investiti circa 7,1 miliardi di euro nella costruzione e nell’allestimento di nuove infrastrutture dati. Se si guarda all’investimento del triennio successivo (2026-2028), superiamo i 25 miliardi di euro, distribuiti su oltre 80 iniziative strutturali.
Dopo la fase di realizzazione iniziale, nel 2025 la potenza IT installata in Italia si attesta a circa 600 MW, con Milano che emerge come una delle località leader in Europa, superando Madrid, Varsavia e Zurigo.
Linee guida e normativa
L’Italia non ha ancora adottato una propria normativa specifica per i data center, ma si è allineata con la Direttiva europea sull’efficienza energetica. Questo ha portato all’approvazione del decreto legge 131 del 2024, che obbliga i grandi operatori a rendere trasparenti informazioni annuali relative all’efficienza energetica e all’uso delle fonti rinnovabili.
I nuovi requisiti riguardano la pubblicazione di dati specifici per operatori di almeno 500 kW installati, riguardanti la potenza, il traffico dati e le prestazioni energetiche, come efficienza, riuso dell’energia, consumo d’acqua e quota di rinnovabili.
I nuovi testi legislativi
Il Parlamento italiano ha affrontato il tema dei data center con un disegno di legge. Dopo il passaggio alla Camera, il testo è arrivato in Senato a fine febbraio. Gli accordi prevedono un’approvazione accelerata per consentire al Governo di emanare entro sei mesi dal raccordo legislative specifici decreti legislativi.
- I progetti industriali dovranno seguire procedimenti amministrativi unici e semplificati;
- Verrà accordato un supporto speciale per i progetti in aree di risulta;
- Verrà incentivata l’autogenerazione energetica in parte;
- Si dovranno adottare soluzioni di accumulo e alimentazione a basso impatto;
Un benchmark sempre più alto
Parallelamente all’Italia, la Germania ha adottato obblighi per i data center di utilizzare l’100% di energia rinnovabile entro il 2027. A livello europeo, la Commissione stanzia il Pacchetto di efficienza energetica per data center, da adottare nel II trimestre 2025.
All’interno di questo quadro, sono in fase di definizione nuovi strumenti come il rating europeo, e l’adozione di standard minimi. L’attenzione non è solo sull’efficienza interna (PUE, raffreddamento), ma anche sull’origine dell’energia e la sua tracciabilità.
Rinnovabile come punto di forza
Nel 2025, nell’UE è stato registrato per la prima volta che eolico e solare insieme hanno prodotto più energia dei combustibili fossili. Un dato che non solo ha rilevanza ambientale, ma anche economica, fornendo una traccia stabile di energia a costo gestibile.
I contratti di fornitura che si connettono a fonti specifiche di generazione rinnovabile riducono i rischi di mercato e garantiscono tracciabilità. È fondamentale per i bilanci aziendali, la sostenibilità e la conformità normativa.
La variabilità e il ruolo dello storage
Le rinnovabili, però, presentano variazioni legate al tempo e alla stagionalità. Per gestire al meglio questo aspetto, diventa cruciale il ricorso ai sistemi di storage energetico, come i BESS (Battery Energy Storage Systems).
L’integrazione di solare, eolico e accumuli su larga scala consente di allineare la produzione alle esigenze di consumo reali, gestire la potenza contrattualizzata e mitigare i picchi di richiesta.
Nel 2025, l’implementazione dell’accumulo in tutta l’UE ha visto progressi significativi. Soluzioni ibride migliorano i profili di sostenibilità e aumentano la competitività e stabilità finanziaria.
Una strategia energica fin dal progetto
La decisione chiave non riguarda più soltanto la localizzazione o le dimensioni del data center. Si tratta di strutturare un modello energetico che tenga conto delle normative vigenti, della geopolitica internazionale e della variabilità del mercato energetico.
Chi progetta integrando energia da subito guiderà il cambiamento. Chi invece rimanda corre il rischio di dover gestire costi strutturali significativi in un momento di crisi.
Futuro a energia strategica
L’energia non è più un semplice costo operativo. Oggi rappresenta la decisione strategica che disegnerà la geografia futura dei data center nel panorama globale, italiano ed europeo.
