Sebbene sia sempre più diffuso nelle attività di intelligence l’uso dell’AI e delle nuove tecnologie, la Humint resta centrale per interpretare dati, costruire reti informative solide e preservare il segreto. Il fattore umano resta decisivo nella prevenzione, nella gestione delle crisi e nell’evoluzione dei servizi segreti.

Humint: una risposta reale a minacce sempre più complesse

Attraverso tecnologia e sovraffollamento informativo, sarebbe auspicabile un ritorno alla figura umana e al metodo di intelligence denominato Humint, Human Intelligence, sia per lo sfruttamento del pensiero critico, sia per la ricerca di solidità delle reti informative come controspionaggio e, infine, per il ripristino fattivo e riservato del concetto di segreto.

Il fattore umano e la sua sinergia con la tecnologia

La risposta alle minacce diventa più efficace se l’elemento umano supporta la macchina nella fase di prevenzione, di interpretazione e in quella di gestione. L’avanzamento di tecnologie sempre più sofisticate mette in luce, paradossalmente, quanto esse abbiano in realtà bisogno dell’uomo per essere efficaci.

La guerra in Medio Oriente tra Stati Uniti e Iran ha visto un’ascesa nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale, capace di analizzare i flussi di dati provenienti da droni, satelliti e sensori. Le capacità di colpire con precisione e velocità sono superiori alla tradizionale pianificazione guidata dall’uomo.

Tuttavia, questo tipo di precisione e velocità, caratteristiche peculiari della tecnologia umana, spesso si scontrano con due principali sfide umane: la mancanza di un atteggiamento critico, che invece è una prerogativa umana; e la possibilità di interruzione delle comunicazioni teateree, che creano vuoti informativi non presenti in una rete informativa ben costituita.

Evoluzione della tecnologia e il ruolo della popolazione

La crescita della tecnologia va parallela a quella della conoscenza della popolazione. Se da una parte questa cresce, dall’altra gli strumenti tecnologici, disponibili a tutti, sono facilmente aggirabili. Nella Humint e nelle reti informative ben organizzate, gli strumenti vengono trattati come merce di scambio, e sono direttamente proporzionali alla crescita di un Paese in termini di intelligence.

Il ciclo dell’intelligence e l’analisi strutturata

Con l’espansione della minaccia ibrida, il cosiddetto ciclo dell’intelligence assume maggiore consapevolezza. Le prime fasi — direction (pianificazione), collection (raccolta), processing (interpretazione) — confluiscono nell’analysis (analisi), dove l’analista elabora informazioni in un formato unificato, le convertisce in dati significativi e ne valuta l’attendibilità escludendo pregiudizi e fake news.

Le fasi di analysis utilizzano le cosiddette structured analytic techniques, dette SATs, per esprimere in modo efficace il pensiero e i risultati. Chiude il ciclo la dissemination (comunicazione), dove i dati vengono riportati e utilizzati in base alle esigenze.

Le metodologie di raccolta delle informazioni

Tutte le metodologie utilizzate per la ricerca e l’elaborazione delle notizie rientrano in ciò che si chiama INTs, che sta per Intelligence Collection Disciplines (discipline della raccolta intelligence). Queste si distinguono in:

    • Humint (Human Intelligence): informazioni ottenute tramite contatti umani.
    • Sigint (Signals Intelligence): raccolta di informazioni attraverso intercettazioni e analisi di segnali.
    • Geoint (Geospatial Intelligence): dati georeferenziati e immagini territoriali.
    • Masint (Measurement and Signature Intelligence): raccolta di misurazioni, angoli, lunghezze d’onda, rapporti temporali.
    • Osint (Open Source Intelligence): informazioni derivanti da fonti aperte e pubbliche.

L’uomo e la critica: un binomio irrinunciabile

L’approccio critico dell’uomo, unito alla potenza tecnologica, determina una pianificazione operativa multilivello. Basti pensare agli attacchi con droni, che richiedono necessariamente l’azione dell’uomo per i lanci.

Esempi operativi di Humint

Nell’Operazione SpiderWeb condotta dall’esercito ucraino, i droni sono stati nascosti all’interno di cabine mobili e decollati inosservati, colpendo bersagli vitali. Questo scenario diventa possibile solo per la sofisticatezza e la solidezza della rete operativa a terra.

Un altro esempio rilevante è l’Operazione Grim Beeper relativa ai Pager di Hezbollah, in cui dispositivi come gli apparecchi sono utilizzati come armi esplosive. Ciò è stato possibile grazie a una penetrazione profonda e precisa della filiera produttiva e logistica.

L’umano come elemento di differenziazione

Il vantaggio persistente dell’uomo, per quanto la tecnologia possa evolversi, è la sua capacità di raccogliere informazioni sul campo, individuando i punti deboli della rete. L’apporto umano quindi non è secondario, ma fondamentale per colmare lacune tecnologiche e operative.

L’evoluzione della Humint nel futuro

La commistione tra tradizionale interazione psicologica e nuove tecnologie determina un Humint moderno, con l’elemento umano centrale ma integrato da strumenti avanzati di analisi predittiva e intelligenza artificiale.

La Virtual Humint e la Digital Humint

    • La Virtual Humint riguarda l’utilizzo di ambienti digitali per reclutare e gestire contatti, mantenendo canali di comunicazione clandestina nel cyberspazio.
    • La Digital Humint integra queste abilità con l’analisi dei social media e delle reti per mappare e interpretare profili psicologici e informazioni chiave.

La tecnologia aiuta l’analista durante le interviste; ad esempio, riconosce il linguaggio naturale, le micro-espressioni e riduce i tempi di campo grazie a strumenti tecnologici.

Inoltre, le tecniche di inganno e di elicitation, unite alla tecnologia, aumentano la capacità di costruire ed espandere la credibilità di un agente o di una fonte.

L’addestramento futuro: abilità ibride e multidimensionali

L’introduzione della tecnologia nell’intelligence ha cambiato la formazione delle risorse. I professionisti oggi devono affrontare minacce ibride e multidimensionali. A queste competenze si aggiunge l’abilità tecnologica: l’analista non è più solo critico ma anche un esperto digitale.

Conclusione

La Humint rimane irrinunciabile. L’