Quando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha scatenato una guerra commerciale nel 2024, ne sono state colpite diverse industrie globali, soprattutto quelle dei produttori cinesi il cui principale mercato, nonostante sforzi di diversificazione, è purtroppo rimasto sempre il Nord America. Ma Xu Kaijie, un gen Z originario della piccola cittadina di Tongxiang in provincia del Zhejiang, non si è mai scompisciato. Il suo negozio su Etsy ha continuato a generare circa 30.000 dollari mensili grazie a ritratti digitali di animali generati tramite l'AI e venduti principalmente nel Nord America.
In passato, entrare nel mercato del commercio transfrontaliero aveva richiesto investimenti massicci: stipendio per i designer, produzione in serie e logistica complicata. Oggi, con l'AI, Xu può creare e lanciare rapidamente prodotti digitali, sfruttando una nicchia senza tasse né vincoli fisici.
La rivoluzione dell'AI nel commercio
Xu ha detto di The World of Chinese: “L'AI ha rivoluzionato settori tradizionali del commercio transfrontaliero. Prima non potevi nemmeno entrarci senza centinaia di migliaia di yuan.” Con l'accesso a strumenti locali e di facile utilizzo come DeepSeek, Xu riesce ora a scrivere testi di vendita, promozioni e persino video in più lingue con pochi clic.
Il modello linguistico DeepSeek, lanciato a gennaio 2025, sta democratizzando ulteriormente il commercio online in Cina, permettendo ai venditori di produrre materiali promozionali in tempo reale. Altri tool cinesi emergenti come Manus, Flowith e HeyGen sono diventati popolari anche all'estero. Due di questi sono inclusi nella top 10 delle applicazioni AI più scaricate a livello mondiale.
Esempi di strumenti AI globale di successo
- ByteDance Doubao – un chatbot AI lanciato da ByteDance, ha ottenuto risultati eccellenti nel mercato straniero.
- Talkie – AI companion app sviluppata da MiniMax, Shanghai, è diventata un punto di riferimento.
Pericoli e sfide dell'AI
Tuttavia, per la media delle persone in Cina, l'accesso ai mercati globali non è semplice. Anche con gli strumenti all'avanguardia, ci sono ancora tante incognite: comprensione culturale delle merci, gestione del feedback globale, rispetto delle normative locali.
Ma Xu non aveva né esperienza tecnica né un forte controllo dell’inglese. Cresciuto in una cultura mobile-first, era passato da job in un videogioco a tentare il commercio online con l’aI. La sua curva di apprendimento è stata ripida: giorni interi a 15 ore di lavoro su un computer, nemmeno durante il capodanno cinese.
Il percorso iniziale di Xu
Nel 2024, Xu ha tentato di caricare video generati con AI su Instagram e TikTok. Sebbene abbia acquisito circa 80.000 follower, il rendimento economico era quasi zero. Le sue entrate pubblicitarie sono state solo 300 yuan totali. “Il periodo iniziale era un blackout di disperazione,” ha riferito a TWOC.
Il 28enne residente a Singapore (pseudonimo Max Deng), che posta video di anime con AI, condivide questa frustrazione. “Non ricevo quasi richieste di pubblicità e i miei contenuti non vanno bene nei mercati internazionali.” Ha sospeso i postamenti per cercare una strategia più mirata.
Un business sostenibile con l’AI
Se Xu ha continuato a cercare nuovi modi di monetizzazione, ha optato per l’e-commerce. Dopo una ricerca di mercato, ha notato che i ritratti a mano richiesti da clienti in Nord America avevano tempi di produzione lunghi ma ricchezza considerevole. Xu ha deciso di replicare questo modello, ma con AI. Su Etsy, ha iniziato a vendere disegni digitali di animali con lo stile acqua e pennello per prezzi compresi tra i 10 e i 13 dollari.
Ha minimizzato i costi non offrendo fisicamente una copia stampata, ma inviando la file ai clienti, con eventuali stampe gestite da terzi come Printify. Pur scontando che tale modello non garantisce successo certo, Xu ha sperimentato diverse volte, raffinando le sue formule AI e i prompt di generazione finché non ha trovato un workflow sostenibile.
I progressi di Xu
Xu è andato avanti sperimentando e migliorando continuamente il suo approccio. Per replicare fedelmente le foto degli animali fornite dai clienti, ha creato con Midjourney circa 5.000 esempi, per affinare le sue formule. “Ora riesco a generare uno con l’AI in due minuti,” afferma, “più un pò di regolazione in Photoshop.”
Ha espanso la gamma dei prodotti con disegni di figure personalizzati, sempre solo digitali. E ha mantenuto il suo focus su un modello di basso costo ed alta scalabilità.
AI senza competenze linguistiche
Nonostante non abbia padronanza dell’inglese, Xu utilizza Google Translate per leggere i messaggi dei clienti e, quando le traduzioni non sono chiare, chiede a modelli LLM come ChatGPT e Claude di riformulare i testi, simulando un servizio clienti di una persona inglese. Una volta soddisfatto del risultato, Xu lo copia e lo invia direttamente al cliente.
Questo modo di lavorare lo ha spinto ad insegnare ad altri. Ha creato corsi online da vendere agli aspiranti venditori: dal pacchetto base a 299 yuan fino all’opzione one-on-one a 4.980 yuan. Con 200 iscritti, l’insegnamento è diventato una parte significativa del suo reddito.
Un mercato in cui l’AI non basta
Non tutti sono riusciti a replicare il successo di Xu. Molti commercianti cinesi si basano ancora sui prodotti fisici e sull’inventario. Sfruttano l’AI per immagini di prodotto, ma non riescono sempre a competere. Sul web cinese, tantissimi post parlano di come vendere a T-shirt o tazze stampate con illustrazioni AI, ma solo pochi riescono ad avviarsi con profitto.
Le sfide non si limitano alla tecnologia: comprendere le preferenze locali, la gestione degli inventari, e la logistica sono tuttora complesse. L’AI aiuta, ma non risolve tutti i problemi.
I limiti della tecnologia e le sue implicazioni etiche
Vale anche la pena chiedersi se l’uso intensivo dell’AI in questi contesti possa comportare implicazioni etiche. Con il proliferare degli strumenti AI potenti, sempre più frequenti sono le preoccupazioni per l’utilizzo non controllato, il plagio e la mancanza di originalità.
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