Procedimento aperto dalla Commissione europea

La Commissione europea ha aperto il procedimento di infrazione contro la Spagna relativo al controverso Registro dei Viaggiatori istituito dal Ministero degli Interni. Bruxelles ritiene che questa norma viola la normativa europea sulla protezione dei dati nel settore penale, imponendo a hotel, piattaforme digitali e aziende di noleggio auto di raccogliere e inviare informazioni personali dei turisti in un database centrale accessibile alla Polizia. Il decreto in questione è il Real Decreto 933/2021, pienamente operativo dallo scorso anno.

Obiettivi dichiarati del Registro

Tale registro mira a rafforzare la lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata, due settori dove i mezzi di alloggio e il trasporto giocano un ruolo logistico importante. Secondo quanto dichiarato nel preambolo del decreto, il fine ufficiale è migliorare la capacità investigativa attraverso la registrazione dei dati.

Norma contestata da Bruxelles

La Commissione europea ha individuato tre problemi principali. Il primo riguarda la quantità eccessiva e varia delle informazioni registrate, inclusi dati di pagamento e GPS. Il secondo riguarda l’accesso delle autorità di polizia, che non sarebbe limitato a finalità specifiche, come richiesto dalla Direttiva 2016/680. Il terzo punto critica il periodo di conservazione di tre anni dei dati, ritenuto sproporzionato.

Qualità e quantità dei dati rilevati

Un tema centrale del dibattito su questo decreto è la quantità di dati richiesti. Le associazioni del settore alberghiero hanno denunciato che la norma richiede fino a 42 campi diversi da registrare. Il Governo, però, sostiene che solo 13 siano obbligatori, come il nome e cognome, il tipo e numero del documento, il contratto, date d’ingresso e di uscita, informazioni sui mezzi di pagamento, recapito e, per i minori, i dati sugli eventuali genitori o accompagnatori.

Il processo e le possibilità di risposta

Il procedimento aperto prevede un periodo di due mesi per la Spagna per rispondere e correggere le irregolarità. Qualora la Commissione non sia soddisfatta, seguirà un parere motivato, un vero e proprio ultimatum ufficiale. In mancanza di correttivi, il caso proseguirà davanti al Tribunale di Giustizia dell’UE.

Le associazioni del settore in allarme

Il settore alberghiero e turistico ha da tempo espresso preoccupazione rispetto a questa normativa. La Confederazione Spagnola di Alberghi e Alloggi per il Tempo Libero (CEHAT) l’ha definita incompatibile con le normative UE in materia di circolazione e protezione dei dati. Al momento della pubblicazione del procedimento, le associazioni Fetave e Unav hanno chiesto al Governo una sospensione urgente del decreto nonché un incontro immediato con il Ministero degli Interni.

Le prossime mosse

La Spagna dispone ora di due mesi per intervenire. Il Governo potrebbe difendere inizialmente la norma, modificarla o sospendere temporaneamente l’applicazione. Tuttavia, c’è pressione crescente da diverse parti: da un lato il settore turistico, che chiede modifiche da tempo; dall’altro la stessa Commissione europea, che ha già espresso preoccupazione in precedenza. Ora che l’allerta è diventata ufficiale, si dovrà attendere per capire come proseguirà questa situazione.