Il Google Maps dei terremoti

Ogni giorno vengono rilevati in media 55 terremoti, ma i microterremoti aumentano questa cifra fino a 1.300 al giorno, come riporta il National Earthquake Information Center (NEIC) statunitense. È normale, dato che la Terra è un sistema dinamico in continua evoluzione, dove il movimento delle placche tettoniche rilascia grandi quantità di energia che la sismologia registra. Questi enormi basi di dati sismiche sono essenziali per poter prevedere i terremoti.

Ma non tutti i dati sono facili da interpretare. Da qui nasce il lavoro del EarthScope Consortium, parte di IRIS Data Services, che ha creato l'applicazione "Interactive Earthquake Browser". Si tratta di uno strumento di visualizzazione sismica che permette di esplorare più di 5,4 milioni di terremoti in un Google Maps globale, interattivo e tridimensionale.

I dati del browser sismico

I dati che compaiono nel browser provengono direttamente dal catalogo del USGS National Earthquake Information Center, una fonte riconosciuta a livello mondiale. L'applicazione mostra la sismicità globale completa, partendo dal 1970 fino ad oggi, con un punto per ogni terremoto. Posizione, dimensione e colore del punto sono utili per capire dove si è verificato il sisma, quanto è forte e la profondità del suo epicentro.

Una caratteristica notevole è l’opzione di sovrapporre i limiti delle placche tettoniche, facilitando la lettura della struttura interna della Terra. Il formato consente immediatamente di individuare le zone più attive e pericolose in termini sismici, come il Cinturone di Fuoco del Pacifico o le dorsali oceaniche.

Come utilizzare l’applicazione

Ma i punti su mappa non sono l’unico elemento disponibile. Oltre a modificare la vista da mappa a immagine satellitare, è anche possibile accedere alla visualizzazione 3D, creare animazioni o esportare i dati direttamente in Excel o in formato CSV per ulteriori analisi. La funzione che attira maggiormente l’attenzione sono i filtri personalizzabili sulla destra, che permettono di selezionare il numero di terremoti da visualizzare, scegliendo in base a periodo, magnitudo e profondità.

Inoltre, è anche possibile cambiare la fonte dei dati in “MIXED”, che include registrazioni dell'International Seismological Centre, estendendo la copertura a eventi minori al di fuori dell’America del Nord, sebbene con una maggiore imprecisione nella localizzazione.

Aree con alti livelli di sismicità

Il Cinturone di Fuoco del Pacifico concentra circa il 90% della sismicità mondiale e spicca nettamente sulle mappe: include la costa occidentale dell'America, l'arco delle Aleutine, Giappone, Filippine, Indonesia e Nuova Zelanda. Qui si verificano terremoti di tutti i tipi. Il terremoto più grande mai registrato, con una magnitudo di 9,5, fu quello di Valdivia del 1960, avvenuto proprio lungo la fascia di subduzione della placca di Nazca sotto quella Sudamericana.

Seguono in ordine di sismicità l’arco alpino-himalaico, spesso interessato da scontri fra placche come l’Euroasiatica, l’Africana e l’Indoaustraliana. I terremoti in questa zona sono meno profondi, raramente superano i 300 chilometri ma possono essere devastanti in prossimità di grandi centri urbani.

Un’area davvero interessante è l’Africa Oriental, dove si sta formando un futuro limite fra due nuove placche. Questo processo di frammentazione crea una sismicità diffusa, visibile chiaramente sui dati e utilissima per capire come si evolve la superficie del Pianeta.

Importanza della mappatura globale

La possibilità di visualizzare la struttura sismica globale permette di individuare rapidamente i margini delle placche tettoniche, i contesti di maggiore attività e le strutture interiori del globo. Questo è fondamentale per la ricerca e anche per valutare correttamente il rischio sismico nei luoghi più popolati.

Sul piano scientifico, un aspetto cruciale è la capacità di separare i terremoti in base alla profondità, poiché i meccanismi che li generano e il contesto geologico sono diversi. Separare i dati in base a questo elemento semplifica notevolmente l’analisi e rende più efficace l’utilizzo statistico delle informazioni registrate.