L’Ecosistema dei Dati Sanitari (EDS) dovrebbe rappresentare una transizione evolutiva dal Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE). Non si tratta infatti solo di un archivio digitale, ma di un sistema dove i dati vengano strutturati, interoperabili, condivisi e utilizzati in modo efficiente tra le regioni. Per poterne valutare il reale stato, però, non esiste un quadro trasparente che indichi il livello di avanzamento di questa infrastruttura, in termini sia di popolamento che di interoperabilità.

EDS: Svolta O Illusione?

L’EDS non è un sostituto ma un evoluto sviluppo del Fascicolo Sanitario Elettronico. Mentre quest’ultimo è essenzialmente una piattaforma di conservazione e visualizzazione di referti e documenti sanitari, l'EDS punta a una gestione dei dati operativa e interoperabile. Il passaggio non è semplice: richiede tecnologie all’avanguardia, standard riconosciuti, collaborazione interregionale e una forte governance.

Nel modello di EDS si intende separare per ambito i dati: dati in chiaro per le cure quotidiane, dati pseudonimi per ricerca e governo nazionale, e dati anonimi esclusivamente per analisi epidemiologiche. Questo schema mira a proteggere i cittadini e a limitare i rischi associati ad un unico archivio centralizzato ma apre a complessità tecnico-gestionali non indifferenti.

I Presupposti Tecnici Per Un Funzionamento

Una struttura così ambiziosa necessita di un insieme molto preciso di componenti operative:

    • 21 unità regionali di archiviazione
    • Un Gateway centrale che raccoglie il flusso dei dati
    • Documenti sanitari in formato HL7 CDA2
Ma il problema sta nel fatto che non esiste un indicatore nazionale pubblico che possa mostrare l’effettivo livello di integrazione e popolamento dell’anagrafe sanitaria a livello nazionale.

Il Gateway, ad esempio, deve analizzare i documenti in CDA2 estrarre i dati significativi e inviarli all’EDS dopo una validazione formale e semantica. Ma se il Gateway non è efficiente, se le unità regionali non riescono a ricevere dati validi o se i CDA2 arrivano incompleti, il funzionamento del sistema risulta compromesso. Questo è il collo di bottiglia che determina il successo o l'insuccesso dell’iniziativa.

La Scadenza Di Mezzo Anno

Secondo il piano del PNRR, entro giugno 2024 tutte le Regioni dovevano completare l’implementazione del Fascicolo Sanitario Elettronico. Un obiettivo performativo che non si limita alla sola disponibilità tecnica. Adottare significa anche usarlo in maniera che i dati realmente fluiscono, siano coerenti e condivisi con l’EDS attraverso gli strumenti previsti.

Ma oggi non tutti i territori offrono lo stesso livello di servizio. Alcuni sono avanzati, altri sono appena iniziati. Eppure, l’indicazione del PNRR richiede non solo l’adeguamento strutturale ma soprattutto la funzionalità e l’utilità pratica dell’ecosistema nazionale per la gestione e lo scambio interoperabile dei dati.

I Limiti Nella Pratica

La principale ostacolo al funzionamento del FSE 2.0 è la sua natura documentale. Il Fascicolo è una piattaforma digitale, sì, ma per anni è stato concepito come solo archivio di file (di referti, esami, prescrizioni). Mentre FSE 2.0 vorrebbe integrare una struttura documentale standardizzata con dati in formato aperto e strutturabile, la transizione non è avvenuta in modo omogeneo. Questo genera problematiche di interoperabilità e coerenza nei dati raccolti.

I Dati Dei Dati: Una Questione Trasparente

Un problema di fondo è che non si conosce con precisione quanti documenti siano arrivati all’EDS. Non si sa quanti CDA2 siano validati, corretti o scartati. Non si conoscono neppure le Regioni che effettivamente alimentano il sistema. Questo rappresenta una mancanza di trasparenza che impedisce una valutazione democratica del successo o meno del progetto.

Per Che Cosa Serve?

Ma perché l’EDS è importante?

    • Per ridurre la copiatura di esami
    • Per migliorare la continuità delle cure
    • Per dare informazioni complete al pronto soccorso
    • Per analisi avanzate di farmacovigilanza
    • Per misurare esiti clinici
    • Per progettar servizi di salute più mirati
È un sistema che non solo supporta il paziente ma che potrebbe rivelare dove la salute non raggiunge la popolazione, dove ci sono carenze, liste d’attesa, percorsi inefficaci.

I Rischi E Le Aspettative

Senza il flusso corretto e costante di dati, l’EDS potrebbe rimanere solo un’infrastruttura tecnica disegnata con carta e penna, finanziata ma mai realmente alimentata. Rischierebbe di essere una promessa tecnologica incompiuta, un autostrada mai realmente completata o aperta al traffico.

Governance E Trasparenza

Il successo dell’EDS dipenderà in larga misura dalla governance che seguirà il popolamento e l’utilizzo dei dati. Senza una visione trasparente e condivisa su quanta salute realmente è dentro al sistema, non si potranno prendere decisioni adeguate né valutare l’effetto di politiche sanitarie. Bisognerà iniziare a fornire, in tempo reale, indicatori pubblici chiari e accessibili a tutti.

La Sfida Della Fiducia

Un’importante variabile poco considerata è la fiducia che i cittadini nutrono verso la digitalizzazione sanitaria. Molte persone non comprendono il senso del Fascicolo, il valore dei dati sanitari, né i benefici pratici che ne conseguiranno. Senza una comunicazione chiara, il progetto potrebbe restare lontano dalla concreta esperienza quotidiana e non ricevere l’impegno che serve da parte dei cittadini.

Riempire L’Ecosistema

Per l’EDS non basta sapere che l’architettura esiste. Bisogna anche sapere da quanto siamo distanti da un sistema pieno, coerente e funzionale. Bisogna verificare se ci sono dati dentro, se sono buoni, aggiornati, utili. Senza trasparenza non si può parlare né di successo né di avanzamenti. E senza dati, non si può parlare di salute.