Il Digital Networks Act dovrà dare slancio alle tlc attraverso una regolazione più proporzionata e coerente con la centralità strategica delle reti. Sanare il gap con gli OTT nell’era dell’AI è anche questione di sovranità. Essenziale favorire l’uso industriale dello spettro e lo sviluppo di servizi innovativi sulle reti gigabit e 5G.
L’intervento di Laura Di Raimondo, direttore generale di Asstel, durante la sessione di audizione in Commissione Politiche Ue alla Camera, ha chiarito come il Digital Networks Act rappresenti un’opportunità cruciale per ridefinire e modernizzare il quadro regolatorio europeo su reti di comunicazione. La sua visione punta alla riduzione degli ostacoli normativi, lo sviluppo sostenibile delle rete, e la protezione del mercato interno da asimmetrie con giganti dell’economia digitale. A questo scopo, il regolamento deve favorire l’uso industriale dello spettro e il progresso nelle tecnologie gigabit e 5G.
Regolamentazione proporzionata e reti strategiche
“Il Dna dovrà garantire condizioni di equità e modernità”, ha sottolineato Di Raimondo. Una regolazione non più basata sui modelli degli anni precedenti, ma costruita a partire dal ruolo centrale che le reti di telecomunicazione hanno assunto. “Le reti Tlc non sono più servizi ordinari: sono infrastrutture strategiche per la sicurezza, la competitività industriale e la sovranità digitale”.
Il mercato e le regole in disparte
Secondo la direttrice generale di Asstel, uno tra i nodi irrisolti è la disparità regolamentare che oggi pesa sugli operatori Tlc. Da una parte hanno vincoli molto stringenti, mentre le grandi piattaforme digitali operano spesso al di fuori di qualsiasi contesto normativo coerente. Questa asimmetria penalizza l’investimento ed è dannosa per l’innovazione. “In un mercato in cui l’IA sta diventando il fattore dirompente, serve un regolamento che permetta di competere alla pari”, ha affermato.
Sovranità digitale e crescita industriale
L’obiettivo complessivo, spiega, non è introdurre deregulation ma costruire una regolazione moderna, proporzionata, e coerente con la centralità delle reti. “Senza reti sostenibili, sicure, e capaci di evolversi, non è pensabile una piena sovranità digitale né una competitività europea”, ha ribadito.
La sostenibilità del settore Tlc
In una precedente intervista durante il convegno “Shaping Horizons in Future Telecommunications” della Fondazione Restart, Di Raimondo ha anticipato l’importanza del 2026 come anno di svolta per il settore. “Le telecomunicazioni oggi si trovano a vivere una fase critica. Dall’esplosione del traffico dati e dall’arrivo dell’IA dobbiamo rispondere con regole, investimenti sostenibili e una visione di lungo periodo”, ha dichiarato.
Ridurre la frammentazione e promuovere l’unione tecnologica
La Commissione europea ha recentemente presentato il Testo di Dna come strumento per modernizzare il quadro regolatorio, promuovendo un’infrastruttura digitale avanzata e resiliente. Il testo punta a ridurre la frammentazione del mercato UE, con 27 mercati diversi, e a facilitare la scalabilità e l’interoperabilità tra Paesi. Il tutto con l’obiettivo di potenziare l’industria europea e di ridurre la dipendenza tecnologica da Paesi esteri.
Gli obiettivi principali del Dna
I punti principali del Digital Networks Act comprendono:
- Ridurre la frammentazione del mercato europeo delle Tlc per favorire l’operatività in tutta l’Ue;
- Obbligare la registrazione di un solo Stato membro per l’offerta paneuropea;
- Avviare la transizione dalla rete in rame a quelle in fibra ottica entro il 2035;
- Promuovere l’accesso e la fornitura di servizi satellitari paneuropei;
- Coordinare e rendere più semplici le procedure per ottenere autorizzazioni;
- Concedere licenze di spettro a lungo termine;
- Garantire una condivisione efficace delle risorse.
Ripensare la condivisione e la cooperazione
Il documento UE riconosce un aumento di interazione tra reti pubbliche e private, specialmente nell’ambito di cache, CDN e nuove tecnologie di distribuzione. La gestione del traffico, in alcuni casi, può generare oneri eccessivi su alcuni operatori. Invece di introdurre un contributo a pagamento obbligatorio per i fornitori di contenuti, la proposta del Dna si basa su strumenti di cooperazione e coordinamento ecologico, evitando una regolamentazione diretta sul “fair share”.
Piani nazionali obbligatori
Per raggiungere l’obiettivo di eliminare totalmente le reti in rame, il Dna prevede piani nazionali di transizione obbligatori da presentare dagli Stati membri entro il 2029. Questi devono garantire un piano articolato per il passaggio a soluzioni di fibra ottica entro il 2030-2035. “Senza una sostenibilità finanziaria, non è possibile costruire infrastrutture moderne,” ha commentato Di Raimondo.
Una posizione industriale e globale
L’appello di Di Raimondo mira a rafforzare il posizionamento Europeo nel mercato globale. “In un contesto geopolitico complesso, l’Europa non può permettersi di ritardare i cambiamenti”, ha sostenuto. A tale proposito, Asstel chiede una governance chiara, una regolamentazione coerente a livello UE, e una collaborazione interna per competere con gli Stati Uniti e la Cina.
Le piattaforme, la concorrenza e il futuro
L’aumento del ruolo giocato da piattaforme giganti e fornitori di contenuti digitali ha creato una concorrenza asimmetrica. Secondo Di Raimondo, la chiave per un mercato sostenibile passa attraverso una maggiore equità regolatoria. “Non è solo una questione di regole, ma di sovranità strategica e di evoluzione tecnologica”, ha concluso. Solo una regolazione equilibrata e coerente può garantire un sistema digitale competitivo, sostenibile, e in grado di affrontare le sfide future, in particolare in un’era in cui l’AI diventa sempre più pervasiva.
