L’utilizzo della digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti pubblici potrebbe trasformare radicalmente i processi di procurement farmaceutico, a patto che i dati prodotti dai sistemi di e-procurement siano adeguatamente sfruttati per migliorare la progettazione degli acquisti, ridurre gli oneri amministrativi, aumentare l’accesso alle cure e favorire processi orientati al valore.

La digitalizzazione come obiettivo del nuovo Codice Appalti

La digitalizzazione del ciclo di vita delle gare ha un ruolo chiave nel nuovo Codice degli Appalti, che mira a garantire efficienza e trasparenza nella gestione del procurement pubblico. Tuttavia la digitalizzazione non deve ridursi all’emissione elettronica di procedimenti e alla tracciabilità, ma offre l’opportunità importante di rivedere profondamente le procedure esistenti, abbattendo costi e tempi, snellendo il lavoro amministrativo e riducendo gli errori.

L’importanza analitica dei dati nel procurement farmaceutico

I maggiori benefici della digitalizzazione emergono solo quando si analizzano e si sfruttano dati derivanti dal sistema e-procurement. Questo permette di migliorare la progettazione degli acquisti. Nel settore farmaceutico, in particolare, la capacità di analizzare dati di procurement può costituire una leva decisiva per ridurre costi e migliore l’accesso a terapie innovative.

Utilizzando i dati provenienti dai rapporti farmaceutici dei prodotti etici in Italia nel 2025, si possono identificare comportamenti di acquisto e proposte di azioni correttive per migliorare processi che oggi spesso seguono modelli burocratici.

Modelli di acquisto centralizzato e decentrato

Il primo elemento analizzato è la distribuzione regionale degli acquisti fra modelli centralizzati e decentrati. L’analisi mette in evidenza come alcune regioni, come Toscana ed Emilia-Romagna, adottino procedure centralizzate con gare multi-prodotto, mentre altre, come Marche e Abruzzo, si muovano in una direzione decentrata, lasciando alle Aziende Sanitarie quote significative di autonomia.

Alcune regioni, invece, mettono a disposizione degli strumenti agli enti locali senza effettuare un’effettiva aggregazione delle domande. Questo dato permette di valutare la corretta strategia sulla base delle evidenze, piuttosto che basandosi su scelte a volte casuali.

Analisi della frequenza delle gare e fenomeni problematici

Un secondo dato riguarda la frequenza di bande di gara pubblicate e la tipologia di processo utilizzata. Si osserva se esistano modelli virtuosi per il ricorso a procedure dedicate a farmaci esclusivi o a nuove immissioni in commercio. Si rileva inoltre che i cosiddetti “lotti deserti”, ossia procedure senza partecipanti, hanno rappresentato nel 2025 un impatto di circa il 7% sul totale bandito.

Questo fenomeno indica talvolta l’incongruenza delle basi d’asta o problemi di scarsità di prodotto, portando a sprechi di tempo e di risorse.

Tassi di aggiudicazione e snellezza delle procedure

I dati analizzati includono anche il tasso di aggiudicazione delle gare. Nell’ambito farmaceutico, solo il 60% delle gare bandite in un anno viene aggiudicato entro lo stesso anno.

Per migliorare l’efficienza, sono state adottate procedure che permettono risparmi significativi di tempo. Tra queste, si ricorda l’utilizzo di procedure snelle, come le gare negoziate e gli affidamenti diretti. L’analisi mostra che tali metodi riescono a ridurre il periodo medio di aggiudicazione di 180 giorni, rispetto alle procedure aperte tradizionali.

Innovazione con le gare negoziate

Nel 2025, l’utilizzo di procedure accelerate dette “Lean Procedure” ha avuto un incremento del 110% rispetto al 2024. Questo modello ha dato risultati concreti in termini di accesso tempestivo alle cure.

Un caso significativo è la regione Abruzzo che, a febbraio 2026, ha pubblicato una gara negoziata di 4 anni del valore di 3,07 miliardi di euro rivolta a 186 Operatori Economici. Questo strumento, sfrutta un accordo quadro monofornitore con il fine di ridurre il carico organizzativo.

Il modello di accesso modulare

Il modello prevede l’individuazione di un massimale di spesa quadriennale per ogni operatore, da utilizzare come “contenitore” per forniture esclusive. Questo approccio consente alle aziende sanitarie di attivare contratti solo in base al reale bisogno, con maggiore flessibilità.

Analisi per generare valore

Nel complesso, il monitoraggio e l’analisi dei dati del procurement farmaceutico permettono di rispondere a problemi reali che le amministrazioni incontrano quotidianamente. Riduce le distorsioni concorrenziali, limitazioni nell’acquisto di terapie innovative e offre modelli replicabili verso un procurement più evoluto.

Procurement orientato al valore

L’Osservatorio MaSan di SDA Bocconi sottolinea l’importanza di un procurement orientato a generare valore concreto, piuttosto che focalizzarsi solo su meccanismi complessi legati all’outcome. La digitalizzazione, in questo senso, non si limita a cambiare il canale di comunicazione, bensì offre dati che consentono un miglior utilizzo degli strumenti di acquisto previsti dalla normativa.

Grazie all’AI, in futuro sarà possibile automatizzare compiti come la pulizia, la standardizzazione, la classificazione e l’analisi dei dati, portando vantaggi sia per le stazioni appaltanti che per il mercato.

Conclusione e sostenibilità

In conclusione, la digitalizzazione rappresenta uno strumento evolutivo per il procurement farmaceutico. Essa permette di generare valore non solo in termini economici, ma anche per il paziente e per il sistema nel suo insieme, grazie a gare basate su analisi più robuste del mercato e dei fabbisogni reali.