Il Digital Markets Act (DMA) e il Digital Services Act (DSA) sono due pilastri fondamentali della nuova strategia dell'Unione europea per la regolamentazione del settore digitale. Questi regolamenti mirano a limitare la dominanza economica delle grandi piattaforme online e a contrastare la diffusione di contenuti e prodotti illeciti su internet. Sebbene abbiano obiettivi distinti, entrambi contribuiscono a creare un ambiente digitale più equo, sicuro e competitivo per gli utenti e le imprese europee.

Il DMA è entrato in applicazione il 2 maggio 2023, con obblighi stringenti per i "controllori d'accesso" a partire dal 7 marzo 2024. Il DSA ha seguito un percorso di applicazione scaglionato, iniziando il 25 agosto 2023 per le piattaforme e i motori di ricerca di dimensioni molto grandi, per poi estendersi a tutte le altre piattaforme il 17 febbraio 2024.

Il contesto della regolamentazione digitale europea

Nel 2020, la Commissione europea stimava che oltre 10.000 piattaforme online operassero nel mercato digitale europeo. Tuttavia, una percentuale molto piccola di queste piattaforme cattura la maggior parte del valore generato da queste attività. Questo squilibrio ha portato a preoccupazioni significative riguardo alla concorrenza leale e alla dipendenza delle imprese più piccole dai giganti del settore.

Sebbene non siano citati direttamente, i giganti della tecnologia conosciuti come Gafam (Google, Apple, Facebook (Meta), Amazon e Microsoft), insieme ad altri attori dominanti del settore, sono i principali bersagli di questi due testi legislativi. Le proposte per il DMA e il DSA sono state presentate dall'esecutivo europeo il 15 dicembre 2020, con l'obiettivo di affrontare sia gli aspetti economici che sociali del panorama digitale.

Digital Markets Act (DMA): contrastare la dominanza dei "controllori d'accesso"

Il Digital Markets Act (DMA) è stato concepito per inquadrare meglio le attività economiche delle piattaforme più grandi. La Commissione europea ha etichettato queste grandi aziende come "controllori d'accesso" per sottolineare il fatto che sono diventate passaggi obbligati, indispensabili per gli utenti finali. Sono state accusate di rendere le piccole imprese e i consumatori eccessivamente dipendenti dai loro servizi e di ostacolare la concorrenza da parte di altre società.

Il DMA mira a ripristinare condizioni di parità nel mercato digitale, imponendo una serie di obblighi e divieti a questi "controllori d'accesso" per garantire che i mercati digitali rimangano aperti e contendibili. L'obiettivo è prevenire pratiche sleali e abusive che possono soffocare l'innovazione e limitare la scelta dei consumatori.

Cronologia di applicazione del DMA

  • Il 12 ottobre 2022, quasi due anni dopo la proposta della Commissione, il DMA è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
  • È ufficialmente entrato in applicazione il 2 maggio 2023. Questo periodo è stato concesso alla Commissione per tradurre le nuove regole in atti giuridici e per istituire il comitato e il gruppo di esperti che devono assisterla.
  • Le piattaforme qualificate come controllori d'accesso devono però conformarsi ai nuovi obblighi a partire dal 7 marzo 2024, pena l'applicazione di sanzioni significative.

Digital Services Act (DSA): lotta ai contenuti e prodotti illeciti online

Il Digital Services Act (DSA) rappresenta una modernizzazione significativa della direttiva sul commercio elettronico del 2000, che era rimasta sostanzialmente invariata fino ad ora. Il suo obiettivo principale è contrastare la diffusione di contenuti illeciti (come discorsi d'odio, materiale pedopornografico, contenuti terroristici) e di prodotti illeciti (come prodotti contraffatti o pericolosi) proposti online.

Il DSA cerca di armonizzare le legislazioni nazionali già in vigore negli Stati membri in materia, con il principio guida che "ciò che è illegale offline deve essere illegale anche online". Questo regolamento impone obblighi di trasparenza e responsabilità ai fornitori di servizi digitali, garantendo che gli utenti abbiano maggiori diritti e strumenti per segnalare contenuti illeciti e contestare decisioni di moderazione.

Cronologia di applicazione del DSA

  • Il DSA è stato pubblicato il 27 ottobre 2022.
  • La sua applicazione è avvenuta in due fasi:
    • Inizialmente, dal 25 agosto 2023, si è applicato esclusivamente alle piattaforme online e ai motori di ricerca di dimensioni molto grandi, quattro mesi dopo la loro designazione ufficiale da parte della Commissione europea.
    • Successivamente, per tutte le altre piattaforme, è entrato in vigore il 17 febbraio 2024, ovvero 15 mesi dopo la sua entrata in vigore generale (20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'UE). Da questa data, gli Stati membri hanno anche nominato i loro coordinatori per i servizi digitali. In Francia, ad esempio, è l'Autorità di regolamentazione della comunicazione audiovisiva e digitale (Arcom).

Quali sono gli attori e le piattaforme interessate?

Entrambi i testi legislativi introducono nuovi obblighi sia per i paesi dell'UE che per le aziende che vi operano. Tuttavia, il DMA e il DSA non si rivolgono esattamente agli stessi attori.

Attori e criteri del DMA

Per quanto riguarda il DMA, il regolamento mira esclusivamente alle grandi piattaforme che presentano determinate caratteristiche. Il testo del regolamento le elenca come quelle che hanno un "peso significativo sul mercato interno", forniscono "un servizio di piattaforma essenziale che costituisce un punto di accesso principale che consente alle imprese utenti di raggiungere i propri utenti finali" e "godono di una posizione solida e duratura nelle loro attività, o godranno, con ogni probabilità, di tale posizione nel prossimo futuro".

Più precisamente, una piattaforma è definita come "controllore d'accesso" (ovvero un intermediario tra un'azienda e un utente) se soddisfa cumulativamente i seguenti criteri:

  • Una posizione economica forte: deve aver realizzato un fatturato di almeno 7,5 miliardi di euro nello Spazio economico europeo, oppure avere una capitalizzazione di mercato o un valore di mercato di almeno 75 miliardi di euro, con attività in almeno tre Stati membri.
  • Il controllo di un "servizio di piattaforma essenziale": come un motore di ricerca, un social network, un servizio di messaggistica, una marketplace online, utilizzato da almeno 45 milioni di utenti europei al mese e da almeno 10.000 professionisti all'anno nell'Unione.
  • Il superamento di queste soglie durante i tre anni precedenti: questo indica il carattere "solido e duraturo" della sua posizione sul mercato.

Le aziende che soddisfano questi criteri devono informare la Commissione entro due mesi dal raggiungimento delle soglie. La Commissione ha quindi due mesi per designare ufficialmente queste entità come controllori d'accesso. In caso contrario, la Commissione può avviare indagini per identificare i controllori d'accesso. Può anche decidere di qualificare come tali società basandosi su criteri più qualitativi o, al contrario, esentare una società che in teoria rientrerebbe nella definizione di controllore d'accesso, per esempio per motivi di salute pubblica o sicurezza pubblica.

Una volta designate come controllori d'accesso dalla Commissione, le entità hanno un termine massimo di sei mesi per conformarsi agli obblighi previsti dal DMA. La Commissione può anche scegliere di rivalutare i criteri che definiscono un controllore d'accesso per adattarsi all'evoluzione dell'economia digitale.

Attori e criteri del DSA

Nel contesto del DSA, invece, la maggior parte delle aziende che offrono "servizi intermediari" agli utenti europei sono coinvolte. Questo include: fornitori di accesso a internet, servizi in cloud, marketplace, social network. Va notato che i servizi di posta elettronica e di messaggistica privata non rientrano nell'ambito di applicazione.

Sono previsti obblighi aggiuntivi per gli host, comprese le piattaforme, e ancor più per le "piattaforme molto grandi" (che contano più di 45 milioni di utenti attivi al mese, pari al 10% della popolazione europea) e per i "motori di ricerca online molto grandi" (con più di 45 milioni di consumatori dell'UE). Anche in questo caso, queste soglie potranno essere riviste in futuro per garantire che il regolamento rimanga pertinente ed efficace.

Le società designate dal DMA e dal DSA

La Commissione europea ha designato la maggior parte delle piattaforme interessate dal DMA il 6 settembre 2023. Le 23 piattaforme individuate appartengono a sette giganti del digitale:

  • Alphabet: Google Play, Google Maps, Google Shopping, Google Search, YouTube, Android Mobile, Google Ads, Google Chrome.
  • Amazon: Marketplace, Amazon Advertising.
  • Apple: AppStore, iOS, Safari, iPadOS (dal 29 aprile 2024).
  • Booking: Booking.com (dal 13 maggio 2024).
  • Bytedance: TikTok.
  • Meta: Facebook, Instagram, WhatsApp, Messenger, Meta Ads.
  • Microsoft: LinkedIn, Windows PC OS.

Queste aziende devono nominare un responsabile del rispetto delle regole, che sia legato al loro consiglio di amministrazione, e informare la Commissione di qualsiasi progetto di fusione o acquisizione. Devono anche dimostrare di rispettare gli obblighi imposti dal DMA, pena sanzioni, a partire dal 7 marzo 2024 (con scadenze specifiche per iPadOS dal 30 ottobre 2024 e per Booking.com dal 14 novembre 2024).

Per quanto riguarda il DSA, la Commissione europea ha designato il 25 aprile 2023 una prima lista di 17 piattaforme molto grandi che sono soggette agli obblighi più stringenti del regolamento, riflettendo la loro influenza e la loro portata sul mercato digitale europeo.