Nel mondo del turismo, l’Italia sta sperimentando un modello innovativo noto come “destination-first”. Questa strategia si basa sull’idea di mettere al centro della progettazione e promozione turistica le destinazioni stesse, anziché i singoli prodotti o servizi come voli, hotel o attrazioni specifiche. L’approccio si sviluppa intorno a tecnologie digitali, artificial intelligence (AI), sostenibilità ambientale e valorizzazione di destinazioni minori, puntando a una distribuzione equa del valore tra i territori.

La transizione da prodotto a esperienza

Il modello turistico tradizionale era concentrato sul marketing di singoli prodotti: una stanza in un hotel a Firenze, un tour di Roma a conduzione locale, un volo charter verso l’Italia meridionale. Oggi, invece, il mercato richiede un’esperienza completa e personalizzata. Il turista cerca di immergersi in una location, di vivere la cultura locale, di sostenere attività del posto. L’Italia sta rispondendo a questa esigenza con un modello digitale che facilita l’accesso a esperienze autentiche e sostenibili.

Ad esempio, l’AI viene utilizzata per offrire itinerari su misura, che tengono conto non solo degli interessi del turista ma anche del carico ambientale. Le piattaforme tecnologiche stanno abbracciando algoritmi che promuovono turismo responsabile, come il limite del numero di visitatori in parchi naturali o la promozione di eventi off-peak in aree meno conosciute.

Dal GDS alle destinazioni con intelligenza artificiale

Dopo la prima rivoluzione digitale portata dal Global Distribution System (GDS) che ha digitalizzato la biglietteria aerea negli anni Ottanta e Novanta, il turismo sta vivendo un’altra svolta. Gli strumenti di oggi permettono la connessione diretta tra le destinazioni e i turisti, con una forte enfasi su dati locali. Le Regioni, attraverso le loro digitali agenzie per lo sviluppo del turismo, stanno collaborando con startup tecnologiche per creare un mosaico digitale delle esperienze uniche che ogni località ha da offrire.

    • L’AI gestisce big data provenienti da turisti, recensioni, social media e servizi di posizionamento, per fornire informazioni reali in tempo reale.
    • La digitalizzazione permette di offrire pacchetti turistici modulari, combinabili in base al budget e al desiderio del viaggiatore.
    • I visitatori ricevono indicazioni precise su come raggiungere attrazioni, con mezzi sostenibili o in maniera accessibile per disabili.

Il vantaggio per destinazioni minori

Uno dei principali vantaggi dell’approccio “destination-first” è la promozione di destinazioni tradizionalmente meno note. L’Italia, con la sua straordinaria varietà di paesaggi, cibi, culture locali e arte, è un esempio eccellente in cui una tale strategia può funzionare alla perfezione. I territori del centro-sud o l’isole minori, ad esempio, possono beneficiare di una distribuzione più equa del turismo.

Un esempio concreto è il progetto lanciato nella provincia di Lecce, che ha trasformato la terra con l’arte e l’arte con la terra, attirando visitatori in una zona non tradizionalmente turistica. Questo approccio genera entrate direttamente per la comunità, riduce la pressione sui mercati saturo come Roma o Firenze e contribuisce al benessere locale.

Le piattaforme digitali stanno anche aiutando a condividere le storie di queste destinazioni in maniera autentica, con contenuti video fatti in loco, podcast di viaggiatori, e testimonial locali.

Sostenibilità ambientale come pilastro

La sostenibilità non è solo una moda, ma un elemento essenziale del modello “destination-first”. Un progetto sviluppato nella Lombardia rurale ha mostrato come un turismo basso impatto abbia creato una crescita sostenibile, rispettando il patrimonio naturale. Il progetto ha incluso l’eliminazione dell’uso di plastica, l’agro-ecologia e la mobilità dolce.

I dati dimostrano che nel periodo 2019-2024, destinazioni che hanno adottato modelli sostenibili hanno avuto un aumento del 23% di visitatori rispetto a quelle che non lo hanno fatto. Questo aumento non solo si traduce in reddito per i territori, ma anche in una maggiore consapevolezza del turista sul proprio impatto ambientale.

Che cosa puoi fare se sei un gestore turistico locale?

Chi gestisce hotel, agriturismi o bed&breakfast può iniziare a digitalizzare la propria offerta, registrandosi su nuove piattaforme locali che mettono in evidenza esperienze uniche. Inoltre, il coinvolgimento dei visitatori nei progetti di conservazione ambientale e culturale del territorio crea una forte empatia e fedeltà nei confronti della destinazione.

Riflessione finale

Il modello “destination-first” non è solamente una strategia digitale, ma una visione complessiva del turismo nel XXI secolo. L’Italia si presenta come laboratorio avanzato, dove le tecnologie sono utilizzate per mettere al primo posto l’autenticità, la sostenibilità e la comunità. Per ottenere un successo globale, però, serve anche una collaborazione strategica tra pubblico, privato e società civile. Solo allora il turismo potrebbe diventare un mezzo per la crescita condivisa e l’apprezzamento globale del Patrimonio mondiale italiano.