Nel marzo 2026, la Commissione europea ha lanciato un piano ambizioso destinato a rinnovare radicalmente la tecnologia digitale in Europa: il Cloud and AI Development Act, o CADA. Questo atto legislativo mira a raddoppiare, e forse triplicare, la capacità di calcolo e di elaborazione dati nel continente entro 5-7 anni, collegando in un unico piano strategico cloud, intelligenza artificiale, fonti energetiche e procacciamento pubblico.
Un piano che unisce svariati settori
Fino ad ora, i data center, lo sviluppo dell’AI e le infrastrutture tecnologiche sono state regolate separatamente, senza una visione chiara che le unisse. CADA propone di cambiare questo approccio frammentariato, introducendo investimenti mirati, una crescita rapida nella fornitura di servizi basati su AI, e una struttura legislativa comune per valutare la sicurezza, la sovranità e l’efficacia dei servizi digitali.
Capacità cloud triplicata entro il 2033
L’obiettivo specifico di CADA è triplicare la capacità dei data center europei entro il 2033. Secondo la Commissione, questa espansione porterà a un aumento significativo della potenza computazionale disponibile in Europa: una risorsa cruciale per la realizzazione di modelli AI avanzati e per sostenere la transizione digitale di settori pubblici e privati.
Investimenti mirati e quadro legale chiaro
Per raggiungere questi obiettivi, il piano prevede una serie di strumenti finanziari. Un fondamentale pilastro del CADA è l’investimento in tecnologie verdi: i nuovi data center dovranno seguire standard di sostenibilità ambientale e dovranno essere alimentati principalmente da fonti energetiche rinnovabili.
Il regolamento introduce anche una metodologia per valutare la "sovranità" di un servizio cloud o di un sistema AI. Questo standard permetterà di garantire che le infrastrutture tecnologiche europee siano resilienti rispetto a fonti esterne e vulnerabili a interventi stranieri.
Coordinamento tra settore privato e pubblico
Il CADA si applica non solo al settore privato ma anche alle istituzioni pubbliche. Il regolamento obbliga le amministrazioni pubbliche europee a scegliere servizi cloud e AI certificati per sovranità digitale, incoraggiando il settore interno a soddisfare questi requisiti. Questo approccio mira a rafforzare l’autonomia tecnologica della UE, limitando la dipendenza da operatori esterni, ad esempio americani o cinesi.
Impatti per il mercato e per le PMI
Le piccole e medie imprese (PMI) europee saranno una delle destinatarie principali delle nuove iniziative. CADA include incentivi fiscali, sgravi per investimenti in infrastrutture IT e fondi specifici per aiutare le start-up nel settore AI a crescere rapidamente.
- Fondi per la digitalizzazione: 15 miliardi di euro sono stanziati fino al 2030 per sostenere la migrazione del settore privato ai nuovi standard.
- Azioni per le PMI: incentivi specifici, semplificazione amministrativa, accesso facilitato alle tecnologie AI e cloud.
- Progetti sperimentali: finanziamenti per creare e testare nuovi modelli AI su scala regionale.
Processo legislativo e implementazione
Il passo successivo per il CADA è il processo legislativo all’interno dell’Unione Europea. La proposta deve essere discussa e modificata, se necessario, da Consiglio e Parlamento Europeo. Se approvato come previsto, il regolamento entrerà in vigore entro il 2027.
Il CADA rappresenta un’importante svolta per l’Europa, proponendo una strategia a tutto campo per competere a livello globale in tecnologihe critica come cloud e AI. Sebbene la sua attuazione rappresenterà una sfida complessa, la Commissione UE ha espresso fiducia nel risultato finale, sottolineando che il piano offre strumenti concreti, realizzabili e misurabili.
