Claude Fable 5 e Mythos 5 sono tornati online dal 1° luglio 2026, dopo diciotto giorni di blocco imposto dal governo degli Stati Uniti. Il Dipartimento del Commercio ha revocato i controlli all’esportazione che aveva applicato il 12 giugno, aprendo di nuovo l’accesso globale al modello più potente di Anthropic disponibile al pubblico. Contemporaneamente, l’azienda ha lanciato Claude Sonnet 5, un modello più economico che punta a portare prestazioni vicine a quelle di Opus 4.8 a un costo nettamente inferiore.

La vicenda ha origini precise. Il 9 giugno Anthropic aveva rilasciato Fable 5 e Mythos 5, ma appena tre giorni dopo era arrivato l’ordine federale. Il governo era venuto a conoscenza di un rapporto in cui ricercatori di Amazon avevano documentato un metodo per aggirare i sistemi di sicurezza di Fable 5: il modello, opportunamente istruito, identificava vulnerabilità software e in un caso aveva prodotto codice che dimostrava come sfruttarle. La risposta del Dipartimento del Commercio fu immediata. L’ordine imponeva di limitare l’accesso ai soli cittadini statunitensi, ma poiché Anthropic non era in grado di verificare la nazionalità degli utenti in tempo reale, la società fu costretta a sospendere l’accesso per tutti. Nessuna eccezione.

La risposta di Anthropic e le misure adottate

Anthropic ha risposto lavorando a stretto contatto con il governo. La società ha addestrato un classificatore di sicurezza migliorato che, stando ai dati ufficiali, blocca la tecnica di jailbreak descritta nel rapporto in oltre il 99% dei casi. Il costo, però, è reale: il modello ora genera più falsi positivi su task legittimi di sviluppo e debug. Anthropic ha anche chiarito, nei test condotti durante la pausa, che lo stesso comportamento era replicabile da modelli meno avanzati, tra cui Claude Opus 4.8, GPT-5.5 e Kimi K2.7, sgonfiando in parte la narrazione che il rischio fosse esclusivo di Fable 5. Il Segretario al Commercio Howard Lutnick ha confermato che il suo ufficio aveva collaborato con Anthropic per analizzare e approvare il modello, in linea con gli obiettivi di leadership americana nell’intelligenza artificiale.

Criticità in tema di privacy e rifiuti di integrazione

Mentre il fronte governativo si richiude, si apre quello della privacy. Magai, piattaforma che aggrega oltre cinquanta modelli AI, ha annunciato che non integrerà Fable 5 nel proprio catalogo. La ragione è la politica di data retention obbligatoria imposta da Anthropic per i modelli di classe Mythos: prompt e output vengono conservati per almeno 30 giorni a scopo di monitoraggio, e i contenuti segnalati dai sistemi di sicurezza possono essere trattenuti fino a due anni. Per Magai, questo è in diretto conflitto con le garanzie offerte ai propri utenti fin dalla fondazione: nessun dato utilizzato per il training, nessun accesso di terze parti alle conversazioni senza consenso esplicito.

Anthropic ha precisato che i dati non vengono usati per addestrare nuovi modelli e che la conservazione serve esclusivamente al monitoraggio del rischio, ma la distinzione non ha convinto tutti. Anche Microsoft ha limitato l’uso interno di Fable 5 per ragioni analoghe, mettendo sotto revisione la compatibilità della policy con i propri standard di compliance aziendale.

Il lancio di Claude Sonnet 5 e il prossimo iter

Parallelamente al ripristino di Fable 5, Anthropic ha presentato Claude Sonnet 5 come il modello agenziale più capace della linea Sonnet. Può pianificare attività in più passaggi, operare browser e terminali in modo autonomo, con una finestra di contesto da un milione di token. I prezzi di lancio sono fissati a 2 dollari per milione di token in input e 10 dollari in output, validi fino al 31 agosto 2026. Mythos 5 resta invece riservato a un cerchio ristretto di organizzazioni approvate nell’ambito del programma Glasswing.

Un precedente significativo per l’industria

Questa vicenda fissa un precedente che l’industria non può ignorare: per la prima volta, il governo americano ha esercitato poteri di controllo sulle esportazioni per sospendere un modello AI commerciale già in produzione, motivando la decisione con una vulnerabilità di jailbreak. Con una scadenza fissata ad agosto 2026 per la definizione di benchmark standardizzati nella valutazione del rischio dei modelli frontier, le prossime versioni potrebbero incontrare un iter di approvazione governativa ben prima del lancio pubblico. La tensione tra sicurezza, privacy e accesso ai modelli più avanzati non si chiude con la revoca dell’export control. Si sposta semplicemente su un altro tavolo.