Grazie a una partnership tra Aruba e Xference, entra in funzione un progetto finalizzato ad offrire un’AI privata, su misura e locale, accessibile a realtà e aziende di ogni dimensione. L’intento è rendere le imprese, e in particolare quelle italiane, sovrane e indipendenti nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

Il cuore del progetto nasce per risolvere un paradosso fondamentale del panorama dell’intelligenza artificiale attuale: il ricorso a infrastrutture globali, spesso poco trasparenti, energivore e non adeguate anche alle semplici e mirate necessità di inferenza. Questo approccio genera inefficienze, sovradimensiona il perimetro informativo, implica dipendenza da infrastrutture connesse globalmente e comporta costi, consumi e rischi spesso eccessivi, tra cui anche pericoli per la privacy.

L’approccio di Xference

Xference mira a risolvere queste criticità facilitando l’adozione dell’AI, soprattutto da parte delle aziende italiane, attraverso soluzioni no-code, energeticamente efficienti e conformi alle normative europee come il GDPR e l’AI Act.

Il fondamento del modello è installare modelli linguistici open source (LLM) su macchine dedicate, connessi attraverso una struttura criptata end-to-end e site-to-site. In questo modo, il processo di inferenza rimane esclusivamente sotto il controllo diretto dell’azienda utente, escludendo qualsiasi potenziale accesso esterno.

“L’obiettivo principale è fornire un’infrastruttura adeguata per l’inferenza di modelli LLM open source che garantisca la completa autonomia digitale e la massima privacy”, spiega Andrea Pili, co-fondatore e Ceo di Xference.

Chi è Xference

Fondata nel 2025 da Andrea Pili, Michele Fadda e Francesca Audino, la startup cagliaritana Xference mira a rispondere a una sfida cruciale: consentire ad aziende, enti e professionisti di sfruttare l’AI senza esporre dati sensibili e proprietari all’esterno.

“A differenza dei provider tradizionali – dichiara Pili – non ci dedichiamo all’addestramento dei modelli, ma alla loro ottimizzazione, assicurando che i dati aziendali rimangano confinati nei propri ambienti, senza mai essere duplicati né trasferiti esternamente.”

La scelta strategica di Aruba

Un aspetto cruciale del progetto di Xference è la decisione di non costruire infrastrutture fisiche proprie ma di collaborare con un partner esterno, come Aruba, in grado di fornire un data center sicuro, performante e scalabile.

Perché Aruba?

Per garantire la crescita di Xference, l’azienda necessita di una potenza energetica considerevole: “Parliamo di un fabbisogno di 24 kW per ogni rack, mentre la media del settore è intorno ai 6 kW”, sottolinea Michele Fadda, co-fondatore e Cto della startup.

Inoltre, l’infrastruttura deve essere in grado di crescere linearmente, passando da una posizione iniziale ristretta a diventare un importante provider europeo di calcolo con centinaia di nodi attivi, tutto senza problematiche di saturazione fisica.

Gli sviluppi con Aruba

Aruba ha progettato specificatamente una soluzione di colocation per sostenere la crescita di Xference senza introdurre limitazioni strutturali.

“La partnership con Aruba offre vantaggi strategici, tecnici e finanziari fondamentali per una startup che desidera accelerare il proprio sviluppo”, aggiunge Fadda.

Può fare da esempio l’installazione nel data center Aruba IT3 a Ponte San Pietro, in provincia di Bergamo: un contesto con ampi spazi e potenze che permettono una crescita ininterrotta, mantenendo fisicamente concentrati tutti gli apparati hardware. Così si riduce la latenza e la complessità gestionale.

Modalità di erogazione hardware

I dispositivi tecnologici vengono forniti tramite la modalità HaaS (Hardware as a Service) da Aruba, evitando quindi investimenti in conto capitale e trasformandoli in costi operativi più sostenibili e flessibili. Aruba si occupa, inoltre, di tutti gli interventi fisici e gestionali come la configurazione dei rack e l’installazione delle componenti di rete, tra cui firewall e switch.

Sovranità digitale e privacy

Per Andrea Pili, “la sovranità digitale non è solo una questione geografica, quindi non basta collocare un data center in Italia. Bisogna garantire l’autonomia e la riservatezza totale del dato”.

Un obiettivo che Aruba condivide pienamente: essendo una realtà italiana controllata da proprietà nazionale, possiede una serie di certificazioni riconosciute per sicurezza, privacy e conformità alle normative europee.

Pianificazione e lancio

Dopo la fase beta iniziata con 100 utenti, Xference partirà con un lancio controllato su base d’invito. Il vantaggio sta nel poter monitorare i carichi di lavoro in tempo reale e, di conseguenza, ottimizzare l’aumento delle risorse a partire dalle effettive esigenze aziendali.

L’infrastruttura edge

Nel momento in cui il sistema si avvierà a regime, i dispositivi saranno distribuiti per creare un’infrastruttura edge. L’obiettivo è posizionare i nodi di calcolo il più vicino possibile all’utente finale, al fine di ulteriormente ridurre le latenze e garantire una maggiore efficienza.

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