Dal 19 giugno 2026, i siti di e-commerce e i servizi online dovranno adottare un pulsante dedicato per facilitare i consumatori nel recedere dagli acquisti e dai contratti. Questo strumento mira a favorire l'esercizio del diritto di recesso in modo rapido e senza l’uso di meccanismi ingannevoli.
Che cos’è il pulsante di recesso?
Secondo il Codice del Consumo, aggiornato nel corso del 2025 con il decreto legislativo 209 del 31 dicembre, tutti i siti online dovranno includere un'interfaccia visibile e chiara per comunicare la volontà di recedere da un contratto. Sul pulsante dovrà essere chiaramente indicata un'azione come “Recedere dal contratto qui”, o una sua equivalente, in modo che l’utente non abbia dubbi sul funzionamento.
La sua attivazione permetterà al consumatore di compilare e inviare una dichiarazione di recesso, con i dati necessari per procedere: nome del cliente, informazioni contrattuali, e le coordinate per ricevere una conferma. Una volta premuto il tasto, l'utente vedrà la procedura completata e, nel tempo stabilito, riceverà una comunicazione di ricezione da parte del venditore o del servizio online.
Gli obiettivi del pulsante di recesso
Questo strumento, istituito per implementare una normativa europea (la direttiva 2023/2673), risponde a una critica situazione per il consumatore: in molti casi, annullare un ordine o rimuovere un servizio è difficile. Purchese o abbonamenti a distanza avvengono facilmente in pochi click, ma il meccanismo per cancellare può diventare complesso e lento.
Il pulsante mira a contrastare i cosiddetti dark pattern, ovvero le interfacce digitali progettate per ingannare. Per esempio, alcune aziende sfruttano pulsanti a bassa visibilità o procedure confuse per scoraggiare l’annullamento di un prodotto o contratto.
Quali modifiche saranno richieste?
- Implementazione del pulsante all'interno della piattaforma.
- Accessibilità immediata, garantendo che il tasto non richieda navigazioni lunghe.
- Chiarezza visiva, con colori e testi che ne sottolineino la funzione critica.
- Un riscontro automatizzato con l’invio di una conferma all’utente.
Chi dovrà farne uso?
Il pulsante dovrà essere integrato da ogni servizio o piattaforma che effettua vendite o contratti online. Include i marchi internazionali, gli e-commerce nazionali, i provider di servizi digitali ma anche piattaforme di video, musica, app e abbonamenti.
Le sfide per la transizione
I soggetti coinvolti dovranno verificare la conformità del proprio sistema a questa nuova richiesta. Questo richiederà aggiornamenti ai software, interazione con fornitori di piattaforme e, talvolta, interventi tecnici specifici.
I vantaggi per il consumatore
Il nuovo strumento ha l’obiettivo primario di proteggere i consumatori e promuovere una maggiore trasparenza. Sarà più facile annullare un acquisto, risparmiare su un pagamento non desiderato, o rimandare prodotti acquistati per errore o per impulso.
Una misura chiara e necessaria
La legge, che si applica a tutti gli enti che offrono contratti online, è in linea con le normative europee. L’implementazione dovrà avvenire entro la fine del periodo di transizione e sarà obbligatorio anche per chi ha sedi estere con attività in Italia.
Gli esperti prevedono un aumento nella consapevolezza dei consumatori sui propri diritti: una volta che il pulsante di recesso sarà visibile ovunque, si potranno ridurre i tempi di risposta e migliorare l’esperienza dell’utente.
