Nella decisione ufficializzata, la Commissione europea ha indicato Amazon Web Services e Microsoft Azure come gatekeeper sotto il Digitale Markets Act (DMA), in base ai risultati preliminari dell’indagine avviata in novembre. Questa classificazione li espone a nuovi obblighi che limitano i loro poteri di controllo e di mercato in Europa.
AWS e Azure: leader del mercato europeo del cloud
Nel corso dell’indagine durata sette mesi, la Commissione ha rilevato che entrambi i servizi di cloud computing, Amazon Web Services e Microsoft Azure, esercitano un controllo significativo sul mercato europeo. Questo è riconosciuto non solo in base alle dimensioni e al fatturato aziendale, ma anche in base al fatto che fungano da piattaforme fondamentali per il collegamento tra utenti business e utenti finali.
Dal punto di vista numerico, AWS è posizionato al primo posto per servizi cloud in Europa, mentre Azure è al secondo. La Commissione, inoltre, ha evidenziato che entrambe godono di una base clienti estensiva e di un’alta fedeltà all’azienda, dovuta principalmente ai costi elevati in caso di migrazione verso competitor.
Criteri di designazione come gatekeeper
Secondo il DMA, il fattore della numerosità degli utenti non è l’unico determinante per designare una piattaforma come gatekeeper. Anche l’impatto sul mercato interno, il ruolo di collegamento tra aziende e utenti e una posizione consolidata nel mercato possono rappresentarne un aspetto decisivo.
La Commissione ha precisato che AWS e Azure soddisfano tutti questi criteri. Infatti, Amazon Web Services e Microsoft Azure vantano capacità operative superiori ai concorrenti, con investimenti e capacità tecnologiche di ampio raggio.
Cloud, IA e potere di mercato
Un altro fattore rilevante nella designazione come gatekeeper è l’utilizzo e la gestione delle tecnologie dell’intelligenza artificiale. La Commissione ha osservato che AWS e Azure non solo ospitano modelli di intelligenza artificiale sviluppati da terzi, come quelli di OpenAI e Anthropic, ma ne gestiscono anche il training e l’infrastruttura sottostante.
Questo controllo tecnologico, unico nel mercato europeo, rafforza ancora di più la posizione dominante di queste aziende. L’accesso a strumenti di intelligenza artificiale avanzati contribuisce a creare una barriera per nuovi entranti, mantenendo l’attuale stato di monopolizzazione sul mercato cloud e IA.
Obblighi e tempistiche di conformità
Sulla base dell’indagine, AWS e Azure dovranno ora conformarsi alle normative previste dal DMA. Le aziende hanno il diritto di esprimere le loro considerazioni e replicare scritti ufficiali entro un periodo definito. Dopo questa fase, se la decisione della Commissione dovesse confermare i risultati, entrambi avranno sei mesi per rendere conforme la loro attività alle nuove normative europee.
Il termine dell’indagine è fissato a novembre 2026, momento in cui la Commissione europea pubblicherà una decisione definitiva dopo aver esaminato le risposte delle aziende.
Reazioni e preoccupazioni
Microsoft, attraverso il proprio portavoce, ha espresso critiche nei confronti della decisione, sostenendo che il potere crescente di Google Cloud non sia stato adeguatamente valutato. Questo potrebbe suggerire una preoccupazione per il riconoscimento di un terzo attore in un mercato altrimenti dominato da solo due giganti.
D’altra parte, Amazon ha evidenziato che l’applicazione di nuove restrizioni potrebbe scoraggiare gli investimenti futuri in Europa. Questa reazione potrebbe riflettere le preoccupazioni del mercato riguardo ad un potenziale freno allo sviluppo delle infrastrutture cloud in Europa, a causa di un eccesso di regolamentazione.
Raggi e limiti del DMA
Il Digital Markets Act rappresenta un passo cruciale verso la creazione di un mercato digitale più equo in Europa. Classificare AWS e Azure come gatekeeper introduce restrizioni che potrebbero favorire nuovi competitor e garantire una maggiore trasparenza.
Sebbene l’applicazione del DMA non sia una soluzione immediata, essa offre un contesto giuridico chiaro per affrontare pratiche di mercato potenzialmente abusive. Ora si attende la risposta formale da parte di Amazon e Microsoft, che potrebbe modificare le strategie di conformità e, al contempo, influenzare l’ecosistema del cloud computing europeo.
