Il commercio globale ha subito numerosi cambiamenti nel primo semestre del 2025, in seguito a politiche regolamentari in evoluzione e ai rischi geo-economici crescenti, come rilevato nell’ultimo Aggiornamento commerciale globale pubblicato dall’UNCTAD (Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo).

Principali tendenze commerciali

Nel primo semestre del 2025, si è registrata un’estensione del commercio globale stimata in 300 miliardi di dollari. Il primo trimestre ha visto una crescita dell'1,5% rispetto all'anno precedente, con proiezioni di un aumento dell'2% nel secondo trimestre. I prezzi dei beni scambiati hanno registrato un aumento nel primo trimestre, una tendenza che è probabile continuerà nel secondo.

La crescita dei volumi del commercio, invece, è modesta, attestandosi appena superiore all’1%. Le economie sviluppate si sono dimostrate più dinamiche rispetto a quelle in via di sviluppo, rovesciando le tendenze osservate negli ultimi mesi che favorivano i Paesi del Sud globale. Tale spostamento è principalmente dovuto ad un aumento del 14% nelle importazioni statunitensi e di un 6% nelle esportazioni dell’Unione Europea.

Che cosa sta succedendo con gli squilibri commerciali

Gli squilibri commerciali si sono ampliati nel corso degli ultimi quattro trimestri. L’America è risultata caratterizzata da una maggiore flessione nel bilancio, mentre la Cina e l’Unione Europea hanno registrato aumenti nei surplus.

Nel secondo semestre del 2025 il commercio globale affronterà una serie di difficoltà, tra cui incertezze policy, tensioni geopolitiche e segnali del rallentamento della crescita economica globale. Questi fattori rappresentano una significativa minaccia per la continuità e l’espansione degli scambi commerciali.

Concentrazione nei mercati digitali

I mercati digitali si stanno progressivamente concentrando. Le cinque multinazionali digitali di maggior spicco oggi occupano il 48% delle vendite globali, che erano solo il 21% nel 2017. Il cambiamento ha determinato un contesto in cui sette delle dieci aziende più valutate al mondo sono colossi digitali, che spaziano da servizi cloud, e-commerce, intelligenza artificiale ad advertising online.

La diffusione crescente dell’intelligenza artificiale generativa ha alimentato ulteriormente preoccupazioni circa l’opacità del settore. Microsoft e Google, per esempio, continuano a dominare la catena del valore e ad acquisire posizioni di leadership attraverso alleanze strategiche con startup come OpenAI.

Dati chiave

    • Il mercato digitale è sempre più concentrato; le cinque multinazionali guidano un mercato ormai ridotto.
    • Sette delle dieci aziende più ricche al mondo appartengono al settore digitale.
    • Il crescente controllo di aziende Big Tech su tutta la catena del valore del digitale preoccupa l’UNCTAD.
    • Governi di ogni area stanno reagendo con un aumento delle interventi; da 14 interventi nel 2020 a 153 oggi.
    • Tuttavia l’applicazione della legge è eterogenea, soprattutto in Africa e America Latina.

Richieste e interventi dell’UNCTAD

Fa richiamo per una maggiore collaborazione tra Paesi e istituzioni nell’applicazione delle normative sulle concorrenzialità. Si ribadisce l’importanza di investire in infrastrutture, competenze e supporto all’ecosistema imprenditoriale per garantire una crescita equilibrata del mercato digitale.

I governi devono:

    • Coordinare meglio l’applicazione delle leggi antitrust.
    • Investire in infrastrutture digitali di supporto.
    • Promuovere l’educazione e l’addestramento ai nuovi standard digitali.
    • Sostenere l’innovazione a livello locale.
    • Assicurarsi che i mercati siano accessibili a tutti i soggetti.

Conclusione

Benché il commercio globale abbia mostrato una crescita positiva nel primo semestre del 2025, il futuro sembra incerto e condizionato da una serie di fattori complessi. La digitalizzazione crescente e la crescente concentrazione dei mercati richiedono attenzione e interventi regolamentari mirati. Solo attraverso una cooperazione internazionale e un sostegno a livello istituzionale sarà possibile sostenere un modello economico equo, accessibile a tutti.