Quando pensiamo all'antica Roma, la prima immagine che ci viene in mente è quella dei patrizi con le toghe, del Colosseo, dei legionari e dei senatori riuniti al Senato. Ma questa è solo una parte del grande Impero. Come ha recentemente sottolineato l’archeologo Ángel A. Jordán, essa rappresenta la “Roma di marmo”. Un’altra parte, però, molto meno conosciuta ma non meno importante, è la “Roma di barro”, composta da quelle persone che vivevano lontano dalla metropoli, si dedicavano ai lavori quotidiani, bevevano, giocavano, soffrivano la fame, amavano e piangevano i loro morti.

Esattamente questa Roma, poco visibile, è quella che sta venendo alla luce grazie a Jordán e al suo team nel sito archeologico denominato Cabeza Ladrero, situato nel comune di Cinco Villas, provincia di Zaragoza.

Questa zona, un tempo cruciale per il trasporto verso il Mediterraneo grazie alla costruzione della strada romana ordinata da Augusto, ha conservato tracce significative della vita quotidiana dell'epoca. Lo scavo di Cabeza Ladrero ha evidenziato tracce che vanno dall’Eneolitico al IX secolo d.C., con un periodo di massima fioritura durante l’epoca romana. Questo sito sta mettendo a disposizione nuovi dati sugli usi, le credenze e persino i passatempi della gente comune dell’antico mondo.

In Aragón, un tesoro archeologico poco conosciuto

Nonostante non sia uno dei siti più celebri della Spagna, Cabeza Ladrero mostra un grande valore per chi studia la storia aragonese. Situato vicino a Sofuentes, in zone montuose a ridosso dei Pirenei, fu un importante crocevia romano. Lì, il controllo della calzada e il buon accesso all’acqua lo resero una località strategica. Da allora, gli archeologi hanno condotto diverse campagne di scavo, scoprendo nel corso degli anni una via romana ben conservata tra le altre.

Il sito, peraltro, ha un’ampiezza di circa 19 ettari. Gli scavi in corso, iniziate da tempo, mirano a comprendere meglio la vita quotidiana e i fattori che poterono portare al suo abbandono in epoca tardoantica.

Perché questa scoperta è interessante?

Viene appena lanciata una nuova campagna archeologica in Cabeza Ladrero per tentare di chiarire uno degli interrogativi aperti: perché, nonostante un contesto favorevole, il sito fu abbandonato intorno al VII secolo d.C.? “Sembra una città ben fornita di acqua e con terre ottime per l’agricoltura. Ma l’abbandono non è chiaro”, spiega Jordán. I dati raffigurano una comunità che potrebbe essere stata colpita da eventi violenti o da epidemie.

Due teorie principali

    • Attacchi esterni: Alcune tracce di cenere e fuoco riscontrate negli ultimi anni potrebbero indicare che la città fu abbandonata a causa di un attacco esterno.
    • Epidemia: L’archeologo spara una seconda teoria: il ruolo di una grave epidemia, forse la peste nera del VI secolo.

Entrambe le ipotesi si appoggierebbero a documenti storici, con la seconda che sembra avvalorata da un rimpasto di popolazione verso un’altra zona, Los Bañales, un’altra località che in quel periodo stava prosperando.

La “Roma di barro” in azione

Oltre alla sua importanza storica e geografica, Cabeza Ladrero ci offre una finestra straordinaria su una Roma diversa da quella che ci si aspetterebbe dietro le immagini cinematografiche. Gli archeologi non hanno raccolto solo strade e monumenti, ma anche oggetti che parlano di vita quotidiana.

Di fatto, sono state trovate jarras e fichas per antichi giochi da tavolo, tracce che testimoniano le passioni per il vino e il gioco. Jordán riferisce: “Era gente che viveva, si ubriacava e si rubava a vicenda, ma anche amava. Lo vediamo molto bene nella necropoli. Giocavano per sentirsi vivi, organizzavano tornei, i bambini avevano i loro giocattoli”.

In questa Roma di barro, gli abitanti avevano il loro tempo libero, una vita non solo faticosa ma anche ricca di momenti di piacere, legati al relax fisico e mentale.

I resti del quotidiano romano

Nel corso degli scavi sono state raccolte prove molto significative che spesso parlano di una vita comune. Tra queste:

    • Manufatti ceramici: jarras e vasi indicativi di una cucina domestica e di una socialità incentrata su bere.
    • Fichas da gioco: oggetti utilizzati in giochi antichi, suggerendo una forma di ricreazione mentale.
    • Strumenti di lavoro: testimonianze di un’attività artigianale, agricola o commerciale.
    • Oggetti funerari: testimonianze di rituali, affetto e cura per i defunti.

Gli archeologi hanno anche trovato testimonianze di eventi violenti, come fuochi improvvisi e tracce di abbandono forzato. Tutto insieme ricostruisce una popolazione reale, non solo una rappresentazione ideologica del potere romano.

Una finestra su un mondo umano

Cabeza Ladrero ci sta regalando non solo tracce del passato, ma anche un modo completamente nuovo di osservare la vita dell’antica Roma. Le persone non erano solo soldati, senatori o imperatori: erano anche famiglie, giocatori, bevitoli e amanti.

Mentre il “mondo di marmo” ci mostra un’immagine gloriosa ed eroica, il “mondo di barro” presenta l’umanità dietro gli eventi storici. Questo scavo, con le sue tavolette di gioco o i resti di vini bevuti in piazza, ci mostra che la gente romana non era diversa da noi.

Attraverso la ricerca diretta dell’archeologia moderna, siamo quindi in grado di ricostruire una narrazione più umana, più quotidiana e probabilmente più fedele a quanto realmente accadde nell’antica Roma.