Da oltre un secolo, il cinema si è trasformato da semplice curiosità fiera a complesso linguaggio artistico, e oggi rimane un potente specchio della società. Negli anni, registi visionari hanno scoperto che attraverso il montaggio e la frammentazione delle scene era possibile costruire narrazioni profonde e manipolare il tempo. Oggi, il cinema non esiste soltanto sui grandi schermi, ma ha assunto la forma di un mezzo per esprimere idee politiche, filosofiche e psicologiche. Anche da un punto di vista tecnico, il settore ha subito grandi rivoluzioni, fin dall’introduzione del suono negli anni Venti al completo abbandono del formato analogico in favore del digitale.
Fino ad arrivare all’utilizzo della grafica generata al computer (CGI) e della cattura del movimento, che hanno permesso di realizzare mondi impossibili. Tuttavia, in mezzo a questa crescita, molte produzioni cinematografiche, una volta considerate pietre miliari, hanno perso il loro valore o sono divenute difficili da guardare, in particolare per i pregiudizi che contengono. Ecco dieci film che oggi invecchierebbero male, per diversi motivi.
1. Nascita di una nazione
Questo lungometraggio del 1915 di D.W. Griffith è uno spartiacque nella storia del cinema da un punto di vista tecnico, in quanto innovò il montaggio e l’uso dei primi. Tuttavia, il suo contenuto ideologico è uno tra i più controversi mai messo in scena a schermo. La pellicola presenta una visione completamente distorta della Guerra di Secessione e della Ricostruzione nel Nord America, rappresentando i neri come aggressori e il Ku Klux Klan come forza eroica e gentile.
La rappresentazione di uomini neri in giallo, con il cosiddetto blackface, e l’eulogia esplicita di suprematismo bianco, rendono la pellicola insopportabile per le moderne audiense. La sua eredità è segnata, soprattutto perché è ritenuta una potente fonte di propaganda razzista che diede nuovamente vita al Ku Klux Klan.
2. Breakfast at Tiffany's (Desayuno con diamantes)
Un classico del cinema romantico e modaiolo della metà degli anni ’60, celebre in parte per la performance sobria di Audrey Hepburn. Tuttavia, il film è noto per un aspetto estremamente problematico.
La scelta di Mickey Rooney, un attore bianco che interpreta un vicino giapponese, utilizza trucco estremamente offensivo e un accento esageratamente parodistico — un esempio evidente di yellowface. Questo tipo di rappresentazione riduce la comunità asiatica a un soggetto di scherno xenofobico. Di conseguenza, il film è diventato estremamente datato.
3. Sedici anni e una notte d’amore
John Hughes era considerato il re del cinema adolescenziale negli anni Ottanta, ma molte sue opere oggi presentano temi che vanno considerati estremamente problematici o addirittura sessuistici. Un caso lampante si verificò quando il protagonista, Jake, praticamente tenta una forma di approccio sessuale non consensuale con la sua ragazza ubriaca e incosciente.
Lui le passa addirittura il suo amico, chiamato “Long Duk Dong”, un alunno estero asiatico definitivamente ridotto a stereotipo esilarante. Anche l’uso di un gong ogni volta che entra in scena sottolinea il suo stato di “altro”.
4. Revenge of the Nerds (La revancha de los novatos)
La commedia ha venduto il concetto di una vittoria dei nerd sugli atleti come film divertente. oggi il suo contenuto è raccapricciante. La trama include un abuso sessuale, l’installazione di telecamere nascoste per spiarne donne seminude in una cabina da bagno femminile, e infine anche la vendita dell'immagine.
I protagonisti non solo commettono questi crimini, ma li celebrano come gesti di ingegnosità. L’amico principale, Lewis, si traveste da marito di una ragazza per abusare sessualmente di lei con trappola e frode. La pellicola non solo approva i crimini, ma ne esalta l'esito.
5. White Man’s Burden (¿De qué color me quieres?)
La pretesa di questa commedia anni Ottanta non è solo assurda, ma del tutto inopportuna oggi. Narra la storia di un giovane bianco che assume una serie di pillole bronzee al fine di fingere di essere un afroamericano, per ottenere una borsa di studio universitaria riservata alle minoranze.
Il film basa tutta la comicità su questo tratto di blackface e ride della realtà delle lotte di razzismo dell’epoca, considerandolo semplicemente un indumento di festa. Sebbene ci provi ad offrire una lezione sull’intolleranza, nella sua esecuzione si presenta ingenuo, paternalistico e offensivo.
6. Ace Ventura: Pet Detective (Ace Ventura, un detective diferente)
La pellicola che portò Jim Carrey alla celebrità non ha resistito bene al test del tempo. Il colpo decisivo della storia svela che la villains, la poliziotto Lois Einhorn (interpretata da Sean Young), è transgender, e che suo vecchio nome era Ray Finkle.
Quando Ace Ventura scopre questa rivelazione, la sua reazione è disgustosa: si lava i denti, vomita nel gabinetto e mette fuori uso i vestiti. Nel finale, Ace costringe Einhorn a farsi scoprire nuda davanti ad un intero gruppo di poliziotti, che anch'e loro vomitano appena vedono il suo corpo. Questo trattamento non è in linea con i diritti umani e la morale attuale.
7. My Big Fat Greek Wedding 2 (Amor ciego)
Nel 2001 i Farrelly avevano il proposito di girare una commedia romantica con un messaggio positivo. Quello che ottennero fu una delle film produzioni più gordo-fobiche mai fatte. Un uomo, ipnotizzato per vedere l’anima di bellezza, vede la sua futura sposa (Gwyneth Paltrow, in un costume che la fa sembrare obesa) come una donna bellissima e affascinante.
Ma l'umorismo del film non nasce dagli insegnamenti romantici, ma da battute visive ripetute, sempre basate sul suo peso — rompere sedie e far saltare auto, mangiare in modo esageratamente sgradevole. Il film rafforza l’idea che i corpi grandi siano comici o necessitino di essere “corretti” da uno sguardo maschile.
8. Dos rubias
Questa commedia di fine anni Cinquanta è emblematica per il modo offensivo in cui presenta due donne. Il film tratta due donne intelligenti che visitano una struttura turistica, ma la rappresentazione non è mai rifiutata. Si finisce per prendere in giro le donne per essere troppo intellettuali, per non vestire abbastanza come si aspettano le donne tipiche della cultura patriarcale.
I personaggi, interpretati da Doris Day e Doretta, spesso sono esibiti come oggetti di scherno per i clienti che non riescono a capire perché due donne non si comportino in modo conformista. Allo stesso tempo, vengono anche trattate come figure esageratamente
